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Call of Duty: Black Ops Cold War – La nostra Recensione della campagna singleplayer

Call of Duty: Black Ops Cold War è sicuramente il migliore della serie realizzata da Treyarch sotto numerosi punti di vista. La campagna non troppo lunga, offre comunque un grado di rigiocabilità notevole, che molti titoli del genere non hanno. Sia il comparto tecnico che sonoro sono superbi, con l'ormai immancabile Ray Tracing, Black Ops Cold War è uno dei titoli consigliati per iniziare a gustarsi al meglio la Next-Gen.

Nella nuova e coraggiosa era dei Battle Royale, dove i giochi sono gratuiti ed eterni, il concetto di pagare per un’uscita annuale soprattutto per uno sparatutto in prima persona comincia a sembrare un po’ obsoleto. Tuttavia, come ogni anno, ecco un nuovo Call of Duty, Black Ops Cold War, il sesto titolo della serie dello sviluppatore Treyarch, questa volta ci porta all’alba dell’era Reagan.

Come sempre per tutti i Call of Duty, otteniamo diversi giochi: una storia per giocatore singolo, una gamma di opzioni competitive multiplayer e la modalità orda cooperativa, Zombi, in cui quattro giocatori combattono insieme per sopravvivere il più a lungo possibile contro i non morti.

La guerra che ha sconvolto il mondo

L’anno è il 1981 e la Guerra Fredda è in pieno svolgimento, le tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica sono al culmine. Durante il video iniziale della campagna, veniamo a conoscenza che, una spia di nome Perseus, è in procinto di ottenere una bomba a neutroni e vuole usarla per cercare di scatenare ulteriori conflitti tra le superpotenze nucleari. Spetta a noi, nei panni di un personaggio, per la prima volta personalizzabile nella storia di un Call of Duty, e alla nostra squadra composta da Alex Mason, Frank Woods e l’agente della CIA Russell Adler, cercare di fermare Perseus.

Altri membri del team si uniscono al gruppo man mano che la storia procede, ma la maggior parte di loro ha ruoli di supporto minori. Noi, come nuovo membro del team, abbiamo un nome in codice preassegnato, Bell. Come detto poco sopra, prima di buttarci nel vivo dell’azione, ci viene chiesto di completare il profilo psicologico del nostro personaggio. Questa nuova funzionalità è davvero insolita e non si è mai vista nei precedenti capitoli di Call of Duty.

Primi passi nel vivo dell’azione

La prima missione ci porta subito al punto focale della nuova funzionalità di Black Ops: i Quick Time Event. Due terroristi sono responsabili di atti avvenuti in diverse parti del mondo. Dobbiamo addentrarci nei vicoli di Amsterdam, dove possiamo scovare la posizione di questi sovversivi. Una volta localizzati sta a noi decidere se catturare o uccidere gli obiettivi, con ovvie ripercussioni sulla trama. Durante tutto l’arco narrativo, le scelte che dobbiamo prendere durante le varie missioni possono fare poca differenza, ma riflettono le relazioni con i compagni di squadra.

La maggior parte dei livelli ti offre più opzioni in termini di approccio al combattimento, e alcuni addirittura tengono conto degli errori che facciamo. Ad esempio, se dovessimo fallire un QTE, la storia continua a proseguire rendendo così la campagna dinamica ed eccitante.

A livello di mero gameplay, sono stati aggiunti dei semplici meccanismi furtivi che danno quel tocco in più all’immersività del giocatore. E’ possibile affidarsi alla carta della furtività in diverse missioni, cercando di stare il più possibile fuori dal raggio di visione dei nemici e se necessario stordirli o ucciderli silenziosamente per poi nascondere il corpo prima che qualcuno possa trovarlo.

Il design dei livelli è quello di un normale Call of Duty, con obiettivi chiari e set esplosivamente cinematografici, come è giusto che sia. Le informazioni nascoste e l’obiettivo opzionale, presente in ogni missione, cercano di incoraggiare il giocatore all’esplorazione delle varie mappe di gioco. Un livello in particolare, tuttavia, si distingue da tutti gli altri. Senza fare spoiler, in questo davvero ci dobbiamo infiltrare in un edificio del KGB. Nessun arma a disposizione e come unico obiettivo, l’esplorazione della base per cercare di proseguire con la trama. Abbiamo trascorso più tempo in questa missione che in qualsiasi altra, esplorando tutte le possibilità e intrufolandoci in aree riservate solo per vedere cosa c’era dietro ogni porta.

Indizi, bersagli e… cabinati nascosti?

Sparsi nell’ambiente di gioco, possiamo trovare dei collezionabili che in realtà non sono propriamente oggetti da collezione, ma possono esserci d’aiuto. Mentre in passato quei piccoli oggetti erano spesso destinati principalmente a sbloccare trofei o trucchi, in questo nuovo Call of Duty tutto ciò che sarà possibile raccogliere ha un effetto sulle scelte, sulle missioni disponibili e su come risolvere enigmi specifici.

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Senza addentrarci troppo all’interno della trama, per evitare possibili spoiler, sparsi nelle diverse missioni possiamo trovare degli indizi. Solo dopo aver raccolto queste prove si potrà restringere il campo ad un elenco di sospetti, al trio che si presuppone sia corretto. In tal caso, si può scegliere quale degli obiettivi selezionare in base a ciò che si trova all’interno delle missioni secondarie, confrontando tutti gli indizi presenti, con uno schema molto intuitivo da leggere. Questa nuova funzionalità, fornisce molta più rigiocabilità, confrontando questo capitolo con i precedenti, anche se ci teniamo a precisare, che la campagna risulta essere poco longeva. Completando, infatti, totalmente la trama principale, incluse le varie missioni secondarie, il tempo di gameplay sarà di circa 6 ore.

Un altro grande particolare, in realtà neanche troppo nascosto, sono i cabinati arcade. Ce ne sono diversi, sparsi per quasi tutte le missioni di gioco. Con questi nostalgici dispositivi possiamo giocare ai classici come Pitfall e Grand Prix, alcuni di noi potrebbero dedicarci facilmente ore di gioco extra.

Comparto tecnico

Activision ha davvero dato una bella prova con un reparto grafico di grande livello con Call of Duty: Modern Warfare dello scorso anno. Black Ops Cold War non è da meno, anche se abbiamo notato dei piccoli problemi di stabilità. Il difetto principale che abbiamo riscontrato è nelle ombre, con settaggi Medi/Alti su un PC di fascia Alta, non riescono a tenere stabile il framerate.

Nel complesso Cold War, si presenta brillantemente in tutta la sua gloria nella modalità singleplayerluci, esplosioni e i luoghi che visitiamo sono tutti incredibilmente impressionanti. Il software grafico, utilizzato dai ragazzi di Treyarch, ha permesso di creare un’ambientazione davvero in linea con i tempi rendendo il tutto più moderno. Il fantastico software, inoltre, ha permesso di dettagliare espressioni e caratteristiche dei volti, incluso l’impressionante ex presidente Ronald Reagan.

Il comparto audio in Call of Duty è sempre eccellente e Cold War non cambia affatto. Tutte le esplosioni, le diverse pistole e la dinamica del suono nei numerosi ambienti rende tutto estremamente realistico. La colonna sonora anni ’80 non è mai fuori luogo e crea il giusto accompagnamento nelle fasi più concitate di gameplay.

Riponiamo le armi e tiriamo le somme

La campagna Call of Duty: Black Ops Cold War offre entusiasmanti innovazioni, una tra tutte gli oggetti da collezione che ora vale davvero la pena collezionare, oppure personaggi fantastici e scelte di trama che contano davvero. I luoghi che visitiamo sono tutti interessanti e le sparatorie sono molto grezze come ci si aspetterebbe. L’unica vera problematica è la longevità, con un piccolo sforzo è possibile completare l’intera storia in poco più di cinque ore. Fortunatamente, Cold War offre molta rigiocabilità attraverso approcci differenti nelle missioni e completando sfide per sbloccare contenuti extra. Ad ogni modo, la maggior parte delle persone sceglie naturalmente Call of Duty per il multiplayer, che andremo ad analizzare nel dettaglio in un prossimo articolo.

Cosa ne pensate del nuovo Call of Duty: Black Ops Cold War? Giocherete a questo nuovo capitolo? Fatecelo sapere come sempre nello spazio commenti qui sotto e non dimenticate di continuare a seguirci su Nerdpool.it se volete rimanere aggiornati sul mondo videoludico e non solo!

IL NOSTRO VOTO

Call of Duty: Black Ops Cold War è sicuramente il migliore della serie realizzata da Treyarch sotto numerosi punti di vista. La campagna non troppo lunga, offre comunque un grado di rigiocabilità notevole, che molti titoli del genere non hanno. Sia il comparto tecnico che sonoro sono superbi, con l'ormai immancabile Ray Tracing, Black Ops Cold War è uno dei titoli consigliati per iniziare a gustarsi al meglio la Next-Gen.
GRAFICA
8,5
SONORO
8,5
GAMEPLAY
9
LONGEVITÀ
7,5

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