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The Mandalorian: Vanity Fair intervista Rosario Dawson (Ahsoka Tano) e Dave Filoni – PARTE 1

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Si è parlato a lungo del casting per il personaggio di Ahsoka Tano, apparso in precedenza solo nella serie animata. Nessuno aveva ancora potuto vedere l’interpretazione di Rosario Dawson fino all’episodio della scorsa settimana. “The Jedi” ha svelato la nuova versione dell’eroina Jedi di The Clone Wars e Rebels, ma anche succose informazioni sul passato di Baby Yoda e il probabile ritorno di un altro personaggio: il Grande Ammiraglio Thrawn.

Rosario Dawson e Dave Filoni, lo scrittore-regista dell’episodio e creatore del personaggio insieme a George Lucas, sono stati intervistati in esclusiva da Vanity Fair. Ovviamente le domande si focalizzano sulle ultime rivelazioni, dal nome del Bambino, all’ambientazione della storia (quindi attenzione agli spoiler!). Inoltre, Dawson si esprime sulla controversia nata tra alcuni fan per la sua scelta nel ruolo di Ahsoka.

Ecco a voi la prima metà dell’intervista (domani arriva la seconda!).

In un tempo lontano lontano…

Vanity Fair: Quando è nata l’idea che Rosario potesse interpretare Ahsoka? Lo chiedo a entrambi.

Rosario Dawson: In verità è un’idea nata dai fan. Qualcuno mi aveva mandato un tweet in cui mi avevano considerato in un fan-casting per il personaggio. Li ho ritwittati, rispondendo “Sì, sarebbe stupendo” e “#AhsokaLives.” E penso che questa cosa abbia attirato l’attenzione di qualcuno che lavorava davvero nel settore. Che l’ha inviato a Dave Filoni. È questo che ha dato il via a tutto. Io ero tipo “oh mio Dio, mi hanno appena scelto per un ruolo?”. Poi non successe nulla.

Dave Filoni: La prima volta ho guardato Rosario e ho pensato che poteva essere una buona Ahsoka. Mi tenevo aggiornato sui suoi impegni e sapevo che stava facendo qualcosa per la Marvel. Ma ho ascoltato diverse interviste nelle quali era evidente il suo entusiasmo nel voler interpretare questo personaggio, e questo mi affascinava.

Quindi si può pensare che quando le è stato proposto il ruolo, c’era già dietro un’idea ben sviluppata.

Filoni: Oh, no. Per nulla. Ero ancora indaffarato con alcune questioni su Tatooine. Ma quando ho iniziato a lavorare con Jon [Favreau], ho proposto il personaggio e lui mi ha chiesto chi vedessi bene per interpretarlo e ho risposto “la mia prima scelta è Rosario Dawson”, e lui mi ha detto che la conosceva.

Dawson: Le persone mi hanno messo in fan-casting per tantissimi personaggi, come She-Hulk. Penso che sia una cosa molto divertente, perché mi ritrovo in immagini molto belle. Ma poi ho avuto una chiamata con Jon Favreau e Dave. Stavano costruendo la storia di The Mandalorian, e ho potuto vedere alcuni retroscena e immagini segrete su quello che stavano pianificando.

Quando è successo?

Dawson: Stava per uscire la prima stagione, e loro avevano già queste immagini di me nei panni di Ahsoka. Volevano che il personaggio facesse parte della seconda stagione. Ero stupefatta che loro mi avessero considerata perfetta per questo ruolo da così tanto tempo. Non riuscivo a crederci e loro mi chiedevano “Vuoi essere dei nostri? Non ci offendiamo se pensi che non vuoi farlo.” Io cercavo di stare calma e la mia risposta è stata una cosa del tipo “no, no, penso che potrebbe essere un bel ruolo.” E intanto stavo sudando tantissimo.

Il legame con Anakin

Quindi eri già una fan?

Dawson: Avevo visto alcuni episodi di Clone Wars, e una volta ottenuta la parte, me li sono visti tutti in ordine. Ho iniziato a capire molte cose in più. Si diceva spesso che l’abbandono di Ahsoka dell’Ordine Jedi fosse stato uno dei motivi che aveva portato Anakin al Lato Oscuro. È incredibile che la prima volta che la vediamo è solo una ragazzina.

Ahsoka è la prima Jedi donna importante nella storia di Star Wars. In cosa ti senti legata al personaggio?

Dawson: Mi affascinava tutto il mondo della serie animata, e questa ragazza ne era proprio il fulcro. Avevo un particolare interesse per il personaggio perché quando ho iniziato a recitare, a 15 anni, ho fatto un film, Kids, venendo pagata $1,000. Quando il film uscì, decisi che volevo portare avanti una carriera da attrice. Mia nonna diceva: “Se vuoi farlo, e hai 16 anni, devi studiare recitazione” e mi iscrissi a Strasberg. E in quella stessa scuola, lo stesso anno, c’era anche Hayden Christensen.

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In seguito avete anche lavorato insieme, giusto?

Dawson: Anni dopo abbiamo recitato insieme in Shattered Glass, e pensavo che fosse davvero bello conoscere un attore che aveva recitato in Star Wars, e soprattutto nel ruolo di Anakin Skywalker. Ahsoka era la sua Padawan, e quindi, è stato divertente quando mi hanno scelto per il fan-casting. Era come se la Forza stesse agendo per creare tutto questo.

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Parlando di casting, come avete scelto la leggendaria stunt Diana Lee Inosanto per il Magistrato e Michael Biehn come suo scagnozzo? 

Filoni: Per il Magistrato avevo bisogna di una persona che potesse mettere alla prova Ahsoka e trovare in poco tempo il giusto feeling con lei. Diana ha messo tutta la sua esperienza e conoscenza delle arti marziali nella sua interpretazione. Dal momento in cui prende in mano la lancia di Beskar si capisce già che rappresenta un avversario letale. Come regista, era un grande vantaggio avere una come Diana per le coreografie di combattimento, soprattutto per la battaglia finale.

E Biehn? Nella sua carriera ne ha combattute di battaglie tra lo spazio e il Far West.

Filoni: Avevo scritto un personaggio che doveva essere un pistolero esperto. La comprensione del linguaggio dei Western di Michael è stata fondamentale sul set. È attenta a ogni dettaglio, persino al numero di colpi sparati con la pistola. Con Michael e Diana avevo due persone che conoscevano bene i loro personaggi e potevano mettere a frutto la loro esperienza.

La creazione del look di Ahsoka

Come vi siete trovati nell’adattare Ahsoka dai disegni animati al mondo reale? Cosa avete modificato?

Filoni: È stata una grande sfida, ogni dettaglio andava considerato alla perfezione: la sua capigliatura/copricapo, le corna. È stato difficile. Succede poche volte che chi lavora nell’animazione si occupi anche della trasformazione del personaggio per il live-action.

Dawson: Quello che amo dei Togruta sono i disegni sul volto, diversi in ogni personaggio femminile. Nel cartone sembra come pittura, ma [Filoni] voleva che sembrasse il più naturale possibile.

Filoni: Abbiamo fatto tantissimi test, perché nel set digitale per le riprese spesso diventava magenta. Per un personaggio come Ahsoka è molto importante il colore della pelle. Quindi abbiamo dovuto aggiustare alcune piccole cose.

Dawson: Volevano che il trucco fosse il più naturale possibile. Nella serie animata, la luce è molto diversa. Ma nel mondo reale volevano che sprigionasse un’energia diversa. È bello vedere come cambia quando c’è la spada laser accesa vicino al volto o è nascosta nel fumo.

Ci sono molti combattimenti in questo episodio. Come vi siete regolati con le code in testa?

Dawson: Tutto il costume e l’outfit è stato costruito e pensato appositamente per il mio corpo, e la facia in testa con le code si aggancia dietro e così non si muove. Facevamo le parti degli stunt con quella, e non si muoveva neanche di un centimetro.

Cos’altro era importante per ultimare la trasformazione in Ahsoka?

Filoni: Ho pensato: “Bè, gli occhi di Ahsoka sono blu, ma non è un grande problema. Se non vuoi, diremo che in questa versione i suoi occhi non lo sono.” Ma Rosario ha insistito: “No, no, no. Lasciatemi provare.”

Dawson: Mi ricordo quando ho messo le lenti a contatto. Quando il mio look era completo, con le code, i dipinti sul volto, il colore, mi sembrava tutto così incredibile. Ma mi sentivo ancora come un cosplay del personaggio. Con le lenti a contatto, ero davvero Ahsoka.

CONTINUA…

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