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Bugsnax: recensione dell’eccentrico titolo di Young Horses

A discapito delle apparenze, Bugsnax è un titolo più profondo e interessante di quel che possa sembrare. Certo, non è il gioco con il quale assaporerete la potenza della vostra PlayStation 5, ma potrebbe riserbarvi qualche sorpresa grazie a spunti di riflessione interessanti e personaggi più o meno simpatici. Purtroppo però il titolo di Young Horses mostra presto il fianco a causa di una certa ripetitività di fondo e di alcune dinamiche non proprio eccezionali, che lo rendono un’occasione mancata.

Bugsnax è l'ultima fatica di Young Horses, disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4 e PC tramite Epic Games Store. Se siete abbonati al PlayStation Plus potrete inoltre aggiungerlo alla vostra raccolta. E se volete saperne di più vi basta leggere la nostra recensione!

Ammettiamo che l’annuncio di Bugsnax avvenuto lo scorso 12 giugno durante l’evento “The Future of Gaming” di PlayStation ci aveva lasciato alquanto perplessi. Perché se è vero che le produzioni indipendenti costituiscono una parte importante dell’industria – soprattutto ai fini dell’innovazione – è altrettanto vero che c’è tempo e luogo per ogni cosa. E il titolo di Young Horses ci era sembrato un po’ fuori luogo. In quel momento, da una presentazione dedicata alle possibilità offerte da PlayStation 5 volevamo vedere prodezze tecniche e non bizzarre creature pelose che mangiano altre bizzarre creature. Peraltro, Bugsnax fa parte della line-up di lancio della neonata di casa Sony e, data la sua inclusione nell’instant game collection del PlayStation Plus per i mesi di novembre e dicembre, abbiamo ritenuto appropriato recensirlo.

Una cosa è certa, questa canzone è estremamente catchy.

Siamo ciò che mangiamo

Detto ciò, Bugsnax è un’avventura in prima persona che ci mette nei panni di un giornalista chiamato ad indagare sui misteri di Snaktooth Island, un luogo da cui nessuno ha mai fatto ritorno. Spinto dall’invito della temeraria esploratrice Elizabert Megamax, il nostro protagonista decide di ignorare le minacce di licenziamento per inseguire questa strampalata storia. La suddetta isola è infatti dimora dei Bugsnax, esseri a metà tra insetto e snack, che trasformano il corpo di chi li mangia: un modo simpatico per dirci che siamo ciò che mangiamo. Dopo un brusco atterraggio in questo strano luogo facciamo la conoscenza con il primo dei membri del gruppo di Liz, ovvero Filbo. Da esso apprendiamo che Liz e la sua compagna Eggabel sono scomparse e che il resto dei Grumpus ha abbandonato Snaxburg. Il nostro compito sarà dunque di riportare gli abitanti al villaggio così da riuscire a scoprire le sorti dell’esploratrice.

Bugsnax Prologo screen

Sebbene la difficoltà del titolo sia tutt’altro che elevata, il nostro compito si rivelerà piuttosto impegnativo, e affinché i Grumpus tornino a Snaxburg dovremo soddisfare tutte le loro richieste. Da un punto di vista prettamente ludico il tutto si riduce alla cattura di Bugsnax di ogni tipo, ma il titolo di Young Horses mette in luce questioni sociali e sociologiche degne di nota. In particolare, i Grumpus, precedentemente tenuti insieme da Liz, dovranno imparare a convivere tra di essi e soprattutto superare problemi e insicurezze. Evitiamo di andare oltre per evitare spoiler, ma proprio come in Octodad, al di là di un “contenitore” buffo e bizzarro, si nascondono riflessioni interessanti. Quanto alla storia in sé, il mistero degli Snax si porta dietro un colpo di scena finale ad effetto ma abbastanza intuibile. In ogni caso possiamo dire che nella sua semplicità funziona a dovere.

Gotta Catch ‘Em All

La progressione dell’avventura è estremamente lineare ed è vincolata al ritorno dei Grumpus a Snaxburg. Essi infatti ci daranno gli indizi necessari per proseguire la nostra ricerca e ci spingeranno verso ognuna delle nove zone dell’isola. Per riportare a casa i suddetti dovremo assecondare ogni loro capriccio, aiutandoli in alcune mansioni o dandogli da mangiare i Bugsnax desiderati. Ciascuna delle regioni esplorabili presenta un bioma differente e un ecosistema che comprende un certo numero di Snax. Contando anche le diverse reskin, abbiamo un totale di 100 creature da catturare, ciascuna con abitudini e pattern differenti. Difatti, giocando noterete che alcune di esse appaiono soltanto a determinati orari o in condizioni specifiche. Quanto alla cattura, dovremo fare affidamento sugli attrezzi che otterremo nel corso dell’avventura oltre che sul nostro acume, perché Bugsnax è un puzzle game.

Indipendentemente dal grado di “difficoltà” proposto, il primo passo necessario per catturare gli Snax è di scansionarli con la fotocamera. In questo modo scopriremo alcune informazioni sulla nostra preda, come ciò che ama, odia o teme. Con i Bugsnax più semplici spesso è sufficiente posizionare la Snak Trap e chiuderla quando ci passa il malcapitato di turno. Man mano che si avanza però, i requisiti per la cattura degli Snax diventano sempre più articolati. Di conseguenza dovremo utilizzare ciascuno dei sei strumenti in modo sinergico. Ad esempio, per catturare alcuni Snax volanti è necessario posizionare la Snak Trap sul trampolino. Oppure, per poter scongelare gli Snax freddi è necessario collegare la Balestrappola ad un falò, attirandoli fuori dal loro territorio con le loro salse preferite. Gli esempi che potremmo fare sono molteplici, poiché la cattura di molti Bugsnax richiede più passaggi.

Il sottile filo del divertimento

A dire il vero, non sempre la cattura di questi mostriciattoli è risultata divertente, anzi, in alcuni momenti abbiamo provato un filo di noia. Il motivo è dato dagli imprevisti cui siamo andati incontro, che ci hanno spinti più volte a ripetere la procedura. Pertanto, ci è capitato di dover uscire e rientrare dalla zona in questione o di dover andar a dormire per fare respawnare il Bugsnax di nostro interesse. Ma non è tutto, perché le missioni secondarie richiedono l’ottenimento di particolari esemplari, appesantendo di fatto l’esperienza. Per farla breve, il concept alla base del titolo funziona molto bene, purtroppo però la ripetitività di certe situazioni tende a farsi sentire presto. Ne consegue che molti giocatori potrebbero correre verso il finale, rinunciando al completismo o alle missioni secondarie. Il che è un peccato, dato che il completamento delle suddette dà accesso a siparietti e nuove informazioni sui Grumpus.

Per un’esperienza migliore sarebbe bastato davvero poco, come respawn più permissivi o un sistema di viaggio rapido per alleggerire il backtracking. Inoltre, comprendiamo la volontà di rendere stimolante la cattura degli Snax più avanzati, ma reputiamo certi procedimenti un po’ troppo puntigliosi.

Comparto tecnico e direzione artistica

Non è un segreto che il comparto tecnico di Bugsnax sia tutt’altro che impressionante, dato che si tratta di un progetto indipendente. Il grosso del lavoro infatti è svolto dalla direzione artistica, che rende le location del gioco gradevoli. Sfortunatamente Snaktooth Island non è un mondo seamless e su PlayStation 5, il passaggio da una zona all’altra è intervallato da brevi caricamenti. Inoltre, nel corso della nostra prova abbiamo assistito a sporadici cali di fluidità. Niente male invece OST composta da Seth Parker e il tema principale It’s Bugsnax del gruppo indie Kero Kero Bonito.

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A discapito delle apparenze, Bugsnax è un titolo più profondo e interessante di quel che possa sembrare. Certo, non è il gioco con il quale assaporerete la potenza della vostra PlayStation 5, ma potrebbe riserbarvi qualche sorpresa grazie a spunti di riflessione interessanti e personaggi più o meno simpatici. Purtroppo però il titolo di Young Horses mostra presto il fianco a causa di una certa ripetitività di fondo e di alcune dinamiche non proprio eccezionali, che lo rendono un’occasione mancata.

REVIEW OVERVIEW

Grafica
7.0
Sonoro
8.0
Gameplay
7.0
Longevità
7.0

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