PUBBLICITÀspot_imgspot_img

Chronos: Before the Ashes – la recensione del prequel di Remnant

Chronos: Before the Ashes è uno dei tanti giochi del genere Soulslike, ma purtroppo non riesce a distinguersi dalla massa. Nonostante abbia luoghi ed enigmi interessanti, il sistema di combattimento deve essere certamente rivisto. Ci sono alcune idee e meccaniche di gameplay, come l'invecchiamento, che potrebbero non venir sfruttate a dovere, facendo perdere parecchio contenuto. Tuttavia, Gunfire Games ha dimostrato nel recente passato di essere uno studio di grande talento, quindi, saranno sicuramente al lavoro per apportare migliorie a questo titolo.

Chronos: Before the Ashes, il prequel di Remnant: From the Ashes, sviluppato da Gunfire Games e pubblicato da THQ Nordic, sta vivendo una nuova vita al di fuori della realtà virtuale. Originariamente, infatti, il titolo era destinato al negozio Oculus, disponibile con il semplice nome di Chronos. Nonostante sia stato ben accolto dalla critica, è scomparso silenziosamente dopo poco tempo, senza nessuna motivazione annessa. Fortunatamente, i ragazzi di Gunfire Games sono riusciti a “resuscitarlo” ed ottimizzarlo come titolo non VR.

Ci viene presentato un titolo interessante ed allettante, e non solo perché è un gioco di ruolo progettato per essere un Souls-Like, ma perché è la continuazione di una storia che, almeno nel sequel Remnant, ci ha lasciato un’ottima sensazione, riuscendo ad affascinarci con il suo mondo e il suo gameplay.

Saranno riusciti a mantenere lo stesso appeal che ha avuto Remnant? Scopritelo con la nostra recensione!

Un pizzico di storia

Chronos: Before the Ashes si pone, a livello di storia, prima di Remnant ma non così lontano nel passato da stravolgere completamente i luoghi che abbiamo visitato. Cronologicamente, gli eventi di Chronos si verificano dopo l’invasione dei Root, ma prima che il nostro eroe in Remnant decida di rimuovere questo male dal mondo.

In Chronos, una volta all’anno, una Pietra del mondo si “risveglia” ed apre una porta per un altro mondo. In qualità di guerriero più abile tra la popolazione del clan, noi, siamo scelti per sfidare un nuovo pericolo. La premessa in Chronos è molto semplice, un male che affligge il mondo guidato da un drago corrotto, deve essere sradicato. Ovviamente il nostro obiettivo è raggiungerlo e sconfiggerlo, ma prima dobbiamo abbattere tre guardiani che si frappongono tra il nostro cammino e il drago.

Sguainiamo la spada e combattiamo!

Inizialmente sarà davvero interessante esplorare ogni singolo centimetro delle prime mappe. Ci troveremo, inoltre, di fronte a diversi enigmi più o meno complessi e incontreremo nemici sempre più pericolosi. Purtroppo, ci renderemo conto molto presto che non è tutto oro quello che luccica.

Gli avversari che troveremo all’inizio della storia, possono essere alquanto ostici e man mano che andiamo avanti, ne troveremo versioni più forti e pericolose. Il primo serio problema arriva proprio ora: i nemici hanno un (alcuni due) set di attacchi, per niente complicati da leggere. Dopo aver affrontato un paio di volte lo stesso avversario, infatti, riusciremo molto facilmente ad abbatterli senza subire il minimo danno. Così come lo scarso numero di attacchi, anche il livello di varietà dei nemici è basso. L’80% degli NPC ostili che troveremo, sarà identico ma con un’arma diversa, come: pugnali, spade o lance. Durante il nostro gameplay, abbiamo notato che anche la densità degli stessi avversari è bassa; difficilmente ci troveremo in una situazione di 3 contro 1, che sia un rimasuglio della programmazione per VR?

Sapere è potere

Tralasciando i nemici e la loro difficoltà, in Chronos: Before The Ashes c’è una meccanica unica. Il nostro protagonista invecchierà di un anno ogni volta che verrà ucciso. Ci viene spiegato che, all’inizio, quando il nostro eroe è giovane, avrà un’anima vigorosa piena di forza ed energia, ma man mano che ci avviciniamo alla vecchiaia, acquisiremo più intelligenza e si andranno ad affrontare battaglie più strategiche. Ogni 10 anni, abbiamo accesso ad un’abilità passiva – un tratto – che migliora permanente il nostro protagonista in modo significativo. La morte, quindi, non sarà del tutto vana, con la possibilità di acquisire particolari upgrade, sarà tutto di guadagnato… se non per il fatto che i tempi di caricamento, almeno sulla versione PS4 che abbiamo provato, saranno estremamente lunghi. Come ogni gioco di ruolo che si rispetti, ovviamente è presente la possibilità di far crescere il nostro protagonista. Uccidendo nemici, infatti, acquisiremo esperienza e salendo di livello potremo aumentare i punti caratteristica tra quattro opzioni: Forza, Destrezza, Vitalità e Arcano.

Purtroppo, qui arriva un altro problema; molti di noi, sicuramente veterani del genere Souls-Like, non avremo grosse difficoltà. Morirendo molto raramente, ci precludiamo così, uno stadio sufficientemente adulto / vecchio per sfruttare i poteri arcani. Questo ci porta a non spremere totalmente il contenuto, che Chronos ha da offrirci.

Piccole sostanziali differenze

- Advertisement -

Trovare un gioco con poco contenuto non fa mai piacere, soprattutto quando Remnant: from the Ashes ha proposto un così divertente Souls-Like, con modalità cooperativa, con vari puzzle e mappe e con un buon sistema di armi ed equipaggiamento. Chronos: Before The Ashes è esattamente l’opposto e ironicamente sembra un gioco più vecchio e molto meno funzionante del titolo precedente, mancano biomi da esplorare, un buon sistema di combattimento, una varietà di armi, una varietà di equipaggiamento.

Per finire, dobbiamo menzionare anche un altro grosso problema che abbiamo riscontrato, ovvero, la sua durata. Quando altri titoli del genere Souls-Like ci hanno abituato ad una durata abbastanza consistente, tra le 25 e le 40 ore, Chronos ci concederà 6 ore al massimo, arrivando poco oltre le 10 per ottenere il 100% degli obiettivi.

Comparto tecnico

Il gioco utilizza un’estetica molto simile a quella di Remnant, con uno stile cartoon non troppo accentuato, fa sempre un bell’effetto e attira l’attenzione. Purtroppo anche in questo caso, abbiamo riscontrato una diminuzione notevole dei dettagli presenti nei vari ambienti che visitiamo, rispetto al titolo del 2019. La distruttibilità dei piccoli oggetti, come anfore o casse, non esiste e questo fa storcere il naso a chiunque abbia giocato ad un Souls-Like.

D’altro canto, il comparto sonoro è ottimo. Il suono dei passi sui vari terreni che percorriamo e delle armi che impattano contro gli scudi e armature dei nemici è coerente con quello che vediamo a schermo. La colonna sonora è piacevole ed accompagna bene l’esperienza di gioco.

Conclusione

Chronos: Before the Ashes è un gioco che approfondisce la sagaAshes” portando un’innovativa meccanica nel genere Sous-Like. Riesce comunque ad offrire un’entusiasmante esperienza di gioco di ruolo, nonostante la sua breve durata rispetto ai titoli dello stesso genere sul mercato odierno. Il gioco ha diversi punti salienti del gameplay che fanno la differenza, ma mancano di profondità rispetto al sequel Remnant: From the Ashes. Ci teniamo a consigliare, per tutti i fan di questo genere, il titolo, in virtù del fatto che Gunfire Games sa il fatto suo. Come per il gioco del 2019, gli sviluppatori hanno diversi assi nella manica per migliorare, sotto tutti i punti di vista, Chronos.

E voi avete già provato Chronos? Siete veterani del genere Souls-Like? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci su NerdPool.it!

IL NOSTRO VOTO

Chronos: Before the Ashes è uno dei tanti giochi del genere Soulslike, ma purtroppo non riesce a distinguersi dalla massa. Nonostante abbia luoghi ed enigmi interessanti, il sistema di combattimento deve essere certamente rivisto. Ci sono alcune idee e meccaniche di gameplay, come l'invecchiamento, che potrebbero non venir sfruttate a dovere, facendo perdere parecchio contenuto. Tuttavia, Gunfire Games ha dimostrato nel recente passato di essere uno studio di grande talento, quindi, saranno sicuramente al lavoro per apportare migliorie a questo titolo.
GRAFICA
7,5
LONGEVITÀ
6
GAMEPLAY
6,5
SONORO
7

ARGOMENTI CORRELATI

LEGGI ANCHE

Resident Evil Village – Recensione dell’ottavo capitolo

A poco meno di un anno dall'annuncio, avvenuto nell'estate del 2020, Resident Evil Village...

Batman: Death Metal 2 – Recensione

Bentornati nel Metalverso, la realtà creata da Scott Snyder e Greg Capullo che fa...

La donna alla finestra: recensione del nuovo thriller disponibile su Netflix

È finalmente disponibile sulla piattaforma streaming di Netflix il nuovo film thriller con protagonista...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

4,863FansLike
1,560FollowersFollow
219FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

CORRELATI

Resident Evil Village – Recensione dell’ottavo capitolo

A poco meno di un anno dall'annuncio, avvenuto nell'estate del 2020, Resident Evil Village finalmente è arrivato. Sequel diretto dell'ottimo Resident Evil VII: biohazard,...

Batman: Death Metal 2 – Recensione

Bentornati nel Metalverso, la realtà creata da Scott Snyder e Greg Capullo che fa da sfondo alle vicende della miniserie evento Dark Nights: Death...

La donna alla finestra: recensione del nuovo thriller disponibile su Netflix

È finalmente disponibile sulla piattaforma streaming di Netflix il nuovo film thriller con protagonista Amy Adams, "La donna alla finestra", diretto da Joe Wright....

Dylan Dog Color Fest 37 – Recensione

I fan dell'Indagatore dell'Incubo non restano mai a corto di storie. Sergio Bonelli Editore ci ha abituato benissimo, con varie pubblicazioni a cadenza regolare...
spot_img
PUBBLICITÀspot_imgspot_img

I PIÙ VISTI DI OGGI