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NerdPool intervista gli autori di PAPERDANTE – ESCLUSIVA

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Abbiamo avuto il piacere e il grande onore di intervistare Augusto MacchettoGiada Perissinotto e Andrea Cagol in occasione dell’uscita di Paperdante, un volume pubblicato da Giunti Editore che celebra il sommo poeta Dante Alighieri con la prima storia illustrata Disney sul personaggio e la ristampa delle celebri L’Inferno di Topolino e L’Inferno di Paperino.

L’INTERVISTA

Per prima cosa grazie per il tempo che state dedicando a noi e ai lettori e lettrici di NerdPool.it e complimenti per Paperdante.

1 – Ci raccontate un po’ il vostro passato lavorativo per Disney? Qual è stato il progetto che più ha segnato la vostra carriera?

MACCHETTO: Lavoro per Disney dal 1996, un bel po’… Sono partito come sceneggiatore per Topolino, e ho avuto la fortuna di lavorare ai grandi progetti (W.i.t.c.h., PK, MMMM…). Ma ho subito frequentato anche l’area libri. Quest’ultimo Paperdante è stato un incontro davvero segnante/sognante. Poi c’è una cosa che bolle in pentola, ma non si può dire. Incrocio le dita…

PERISSINOTTO: Ho cominciato a lavorare per Disney nel lontano 2001 contemporaneamente per il giornalino Topolino, per W.I.T.C.H. magazine e per progetti interni all’Accademia disney. Da quel momento ho potuto realizzare una marea di fumetti e illustrazioni del variegato modo Disney. Partendo dai classici personaggi di Topolino al colorato mondo di Paperino Paperotto, dalle magiche W.I.T.C.H. alle graphic novel e libri illustrati dell’animazione disneyana, il mondo di Tinkerbell e delle sue fate e perfino realizzare nuove versioni modernizzate e storie di personaggi iconici come Paperina e Minni.

Di progetti che hanno segnato la mia carriera, personalmente ce ne sono vari. Il primo fu sicuramente il mio primo lavoro, lo speciale WITCH dedicato ai tarocchi e mi permise di fare il mio ingresso nel mondo professionale. Un altro lavoro fu Paperino e la regina fuori tempo con il ritorno dell’amato personaggio di Reginella pubblicato qualche anno fa, poi la possibilità di lavorare come character designer e unica disegnatrice in un lungo progetto audace per il mercato internazionale ormai alla terza stagione Minnie and Daisy spypower dove ho potuto sperimentare nuove tecniche e nuove grafiche e per ultimo di certo Paperdante, il mio primo libro illustrato per l’Italia.

CAGOL: Il mio primo contatto con Disney è stata la partecipazione al corso di illustrazione organizzato dall’Accademia Disney nel 1997. In seguito ho avuto l’opportunità di collaborare con i vari settori interni a Disney Italia (periodici, libri, licensing) per vari progetti, come disegnatore, colorista e grafico. Mi sono successivamente specializzato in colorazione digitale e ho continuato la collaborazione con Panini e Giunti, nel settore Disney e con l’americana Disney Publishing Worldwide su progetti libri.

La collaborazione con la redazione di WITCH, come colorista delle copertine e redazionali, è stata sicuramente un’opportunità molto interessante di crescita professionale. È stato proprio in questo ambito che ho iniziato a collaborare anche con Giada Perissinotto, disegnatrice di Paperdante.

2 – Come siete stati contattati per partecipare alla creazione di Paperdante? E qual è stata la prima emozione che avete provato?

M: Mi ha contattato Veronica Di Lisio, di Giunti, che quando mi chiama è per cose belle e impegnative. Ho provato preoccupazione (“E adesso?”). Poi ho fatto un bel respirone, e via.

P: Sono stata contattata telefonicamente dalla nostra coordinatrice artistica Emanuela Fecchio con cui ho il piacere di collaborare da tanti anni. L’idea di realizzare qualcosa di “paperinoso” unito a una figura importante come Dante Alighieri mi ha entusiasmato subito. Per di più Dante bambino, e io adoro realizzare personaggi fanciulleschi!

C: Sono stato contattato telefonicamente dall’art director Giunti, Emanuela Fecchio, che mi ha proposto la partecipazione a questo progetto. Sicuramente ho provato emozioni di grande gioia. Non ho avuto alcun dubbio e ho accettato immediatamente la proposta. Già in passato infatti avevo collaborato con Giunti e tutti i progetti realizzati assieme, anche con Giada, sono stati sempre molto interessanti.

3 – Come vi siete documentati in vista della stesura della storia e dell’elaborazione dei personaggi?

M: Ho racimolato ricordi liceali e universitari, tenendo sottomano la Treccani. Poi internet, che naturalmente è una miniera, anche se tutta e sempre da verificare. In realtà dell’infanzia di Dante si sa ben poco, quindi si è trattato di immaginare tenendo ben presente l’epoca, il contesto e anche la cartina geografica.

P: La mia documentazione è stata per lo più di materiale visivo, ambienti medievali e costumi tipici dell’epoca. Una lunga ricerca seguita da un’accurata selezione del materiale. Dopo di che ho cominciato a elaborare i primi bozzetti da presentare. Per il resto mi sono affidata ai ricordi dei mei studi universitari su Dante e alle sensazioni che mi suscitavano le magnifiche illustrazioni.

C: Mi sono documentato guardando molte interpretazioni che ci sono state in passato del personaggio di Dante e delle sue opere, principalmente la Divina Commedia, per cercare di cogliere le atmosfere e i simbolismi che le accomunano. 

4 – In che modo pensate che il vostro racconto possa avvicinare i bambini alla figura di Dante Alighieri?

M: Per via di immedesimazione, penso. Io stesso mi sono fatto “piccolo”. Lo faccio spesso, ma qui è stata una specie di trance. Mi sono ricordato di come erano “vere” le cose che immaginavo, di come vedevo intensamente le cose, da bambino. Da piccoli si è in un costante, meraviglioso allarme.

P: Il racconto è stato scritto in maniera magistrale da Augusto Macchetto come se fosse una fiaba, in modo che i bambini possano catapultarsi dentro tutto d’un fiato e immedesimarsi. Da parte mia ho cercato di fare la stessa cosa immaginandomi situazioni e ambientazioni in grado di suscitare curiosità e meraviglia nell’animo di un bambino e le bellissime colorazioni di Andrea Cagol hanno infine dato vita alla magia.

C: Mi auguro che la leggerezza del racconto e delle illustrazioni possano divertire e coinvolgere i bambini, rendendo simpatico il personaggio e stimolando in futuro la curiosità di confrontarsi con le opere vere e proprie del sommo poeta, una volta cresciuti.

5 – Se dopo Paperdante vi chiedessero di realizzare una storia su un altro celebre scrittore o scrittrice della letteratura italiana per chi optereste e perché?

M: Forse Collodi. Perché a fronte della fama del libro, l’autore in sé è poco conosciuto.

P: Sarebbero tutti meritevoli di una loro storia “disneyanizzata”, ma pensandoci su non sarebbe male realizzare una storia su Leopardi, o Pirandello o Manzoni, o anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa….Sarebbe bello poter ricostruire uno spaccato delle varie epoche in chiave Disneyana attraverso la vita di questi scrittori famosi.

C: Sarebbe una bella sfida realizzare un nuovo racconto letterario per l’infanzia legato a un grande classico come “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Un romanzo che spesso a scuola viene letto a fatica dagli studenti. Se però fosse proposto in chiave più leggera potrebbe appassionare anche il piccolo pubblico.

6 – Per concludere, vi spingiamo a fare un piccolo lavoro di immaginazione. Quali personaggi Disney scegliereste per rappresentare alcuni dannati famosi della Divina Commedia che non compaiono nell’Inferno di Topolino e di Paperino? (Ad esempio Paolo e Francesca o Ulisse)

M: Un bel Gamba/Minosse. Un Nonno Bassotto Ugolino, coi nipoti che fuggono…

P: Se penso a Paolo e Francesca, mi vengono in mente subito Clarabella e Orazio, li vedrei molto bene recitare.

Concludiamo ringraziando ancora Giunti Editore per l’opportunità dataci e Augusto Macchetto, Giada Perissinotto e Andrea Cagol per la grande disponibilità!

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Simone Giorgi
Sono Simone, 27 anni, e al momento mi divido tra Milano e Macerata. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ho frequentato il Master in Editoria della Fondazione Mondadori e lavoro come Junior Publisher per Pearson Italia. Ho sempre avuto una grande passione per la lettura, in particolar modo per i fumetti. Da Topolino ai manga, passando per i comics americani, il fumetto italiano e quello franco-belga, non rinuncio a esplorare ogni sottogenere di questo mondo così vasto e spesso troppo sottovalutato. Tuttavia, mi piace definirmi come un nerd a 360°, essendo appassionato anche di cinema e serie tv.

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