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DOOM 3 VR Edition – Recensione del gioco PSVR

DOOM 3 VR Edition è un gioco più che discreto nel panorama delle esperienze VR, al pari di molti altri titoli non concepiti per la realtà virtuale ma adattati ad essa in seguito, il lavoro svolto da Archiact sul titolo id Software è buono ma poteva essere meglio rifinito e adattato per la tecnologia di riferimento. Resta comunque un'esperienza da provare, soprattutto per i fan della saga e delle atmosfere horror claustrofobiche, ma da un titolo storico come questo ci si poteva aspettare qualcosa di più.
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Archiact, sotto la supervisione di id Software, ha lavorato a questo adattamento per la realtà virtuale made in Sony del leggendario FPS del 2004. Un'ottima occasione per rimettere piede, per davvero, su Marte dopo 17 anni?

Annunciato un po’ a sorpresa ad inizio marzo 2021 durante l’evento organizzato da Sony per presentare i nuovi giochi in arrivo per PlayStation VR, e pubblicato alla fine dello stesso mese ovvero il 29, l’arrivo di DOOM 3 VR Edition rappresenta un’ottima occasione per rispolverare un grande classico, forse il più sottovalutato della longeva saga FPS di id Software e Bethesda, ma un titolo che ancora oggi, a 17 anni ormai dal suo primo debutto, ha ancora da dire la sua nel panorama degli shooter in prima persona. E che prima persona questa volta, grazie alla realtà virtuale che permetterà agli appassionati di vivere davvero l’inferno della stazione UAC di Marte creata a suo tempo da John Carmack e soci.

Questa VR Edition, sviluppata da Archiact in collaborazione con id Software stessa, arriva in un momento in cui Sony aveva bisogno di qualche titolo di richiamo per il proprio visore per la realtà virtuale, nel tentativo di riportare un po’ di luce su questa tecnologia, in attesa dell’arrivo di PSVR 2, nuova generazione del visore PlayStation su cui il colosso nipponico ha confermato di essere al lavoro. Sarà riuscito il buon vecchio DOOM 3 nell’impresa di reinventarsi in VR? Noi di NerdPool Lo abbiamo provato per voi, e ve lo sveliamo in questa nostra recensione!

Demoni virtualmente reali

DOOM 3 VR Edition si basa sulla riedizione del gioco uscita su PS4, Xbox One e Switch, la quale comprende la campagna principale e le due espansioni, Resurrection of Evil e The Lost Mission, oltre alle migliorie di gameplay introdotte con la BFG Edition del gioco su PS3 e Xbox 360, come la torcia integrata con l’uso delle armi. Ci troviamo quindi di fronte alla versione più evoluta dello shooter, anche in questo caso però orfana del multiplayer, stavolta sicuramente anche in virtù della difficoltà di adattare una tale modalità all’utilizzo in VR.

Il primo dettaglio del gioco che ci ha colpiti è stato che non è in alcun modo possibile giocare a DOOM 3 VR Edition utilizzando i controller Move, a differenza di quanto visto ad esempio in DOOM VFR, capitolo VR legato al DOOM del 2016 il quale poteva essere giocato anche con i controller di movimento di Sony, portando però con sé altre problematiche legate all’utilizzo del teletrasporto e non solo. Capiamo quindi almeno in parte la scelta di escludere questo sistema di controllo dall’equazione, optando per l’utilizzo del solo DualShock 4 o dell’Aim Controller, questo sì pienamente supportato.

Abbiamo provato entrambi i sistemi di controllo ed è inutile dire che il controller di mira “a fucile” creato da Sony è la scelta migliore, più preciso ed immersivo nel calarci nei panni (e nelle armi) del nostro caro Doom Guy. Anche col pad si riesce a giocare, ma la mira appare meno precisa, probabilmente a causa della disposizione “innaturale” delle mani del giocatore sul pad rispetto a come vengono viste e percepite all’interno del visore, creando una sorta di dissonanza (chiralità!) e rendendo più difficoltoso prendere la mira.

Il sistema di movimento è libero, con la levetta sinistra ci si sposta e con la destra si ruota la visuale a sinistra e a destra: le modalità di rotazione sono due, a scatti e a rotazione fluida, la prima risulta piuttosto scomoda e rende più complicato mirare, la seconda è migliore per giocare ma potrebbe creare problemi a chi soffre di motion sickness, nonostante durante la rotazione (e il movimento) compaia il classico “cono d’ombra” atto ad arginare il problema (resta inspiegabile come non esista nessuna opzione per regolare o disattivare queste misure anti sickness).

Bocche da fuoco più moderne

L’interfaccia di gioco è stata adattata più che bene dai ragazzi di Archiact, eliminando qualsiasi tipo di informazione a schermo e integrando gli indicatori sulle armi e sulle braccia. Le armi in DOOM 3 VR Edition sono state quindi ridisegnate per due motivi: per avvicinarle come design a quelle dei capitoli più recenti, e per poter inserire un comodo display su ognuna che indica le munizioni totali e quelle nel caricatore.

Anche le altre informazioni importanti sono sempre a portata di mano, consultabili guardando il bracciale posto sul nostro polso sinistro (o destro se si seleziona l’impostazione per mancini): salute, armatura, stato della batteria della torcia e tutte le informazioni solitamente presenti a schermo sono ben posizionate e di comoda consultazione. Questo nuovo sistema però ci mostra anche uno degli annosi difetti di certe produzioni VR, dalla quale il titolo id Software non è purtroppo esente.

Stiamo parlando dell’effetto “mani volanti”. Le mani del nostro Doom Guy purtroppo vengono a livello grafico “troncate” all’altezza dei polsi, un sistema usato principalmente in molti titoli VR di vecchia concezione, cosa che inficia non poco il senso di realismo e coinvolgimento. Titoli meglio costruiti come ad esempio Farpoint, uno dei punti più alti toccati dagli shooter VR ad oggi, ovviano al problema simulando anche le braccia, con movimenti credibili legati agli spostamenti delle mani del giocatore. Questo piccolo neo non rovina l’esperienza in toto, ma fa rendere conto del fatto che questo DOOM 3 VR Edition non sia così rifinito come sarebbe potuto essere.

Di demoni, dell’Inferno e di come sigillarlo

Ma in definitiva com’è questo DOOM 3 VR Edition? Riesce nel suo obiettivo di ripresentarsi al grande pubblico in una forma nuova e al passo coi tempi? Diciamo : l’esperienza in generale è più che godibile, il gioco è e resta un capolavoro se dopo 17 anni fa ancora la sua figura, ma il merito è di id Software che sforno un pezzo di storia degli FPS davvero imponente nel lontano 2004. Questa riedizione in VR, forse per via di un lavoro non troppo approfondito da parte di Archiact, centra solo a metà il bersaglio.

Graficamente parlando, nonostante l’ottimo materiale di partenza e i miglioramenti apportati, gli anni passati dalla prima release del gioco si sentono tutti, e la risoluzione non certo elevatissima di PSVR non aiuta a migliorare il comunque buon comparto visivo (abbiamo testato il gioco su PS4 Pro, quindi con il miglior supporto in termini di risoluzione di partenza possibile). L’illuminazione gioca un ruolo importantissimo, con la torcia ora lasciata al giocatore in piena libertà che rende le sezioni buie davvero coinvolgenti.

Il comparto sonoro è forse quello che maggiormente ci ha convinto di questa riedizione, con l’audio direzionale tramite cuffie che restituisce in maniera ottima la provenienza di suoni e rumori. Anche il sound delle armi è stato ricreato e modificato per adattarsi meglio all’ambiente in realtà virtuale. Per quanto concerne la giocabilità possiamo dire che il sistema di controllo via pad, come dicevamo in precedenza, soffre di una leggera mancanza di precisione. Molto meglio con l’Aim Controller, probabilmente la periferica di riferimento nello sviluppo di questa versione del gioco.

DOOM 3 è probabilmente il capitolo della serie meno frenetico, incentrato su atmosfere horror e ritmi meno serrati rispetto agli altri episodi del franchise, quindi è certamente il più adatto ad una fruizione in realtà virtuale: ci è sembrato addirittura che in VR il titolo si sia rivelato un po’ più semplice che in passato, non sappiamo se per via di una ricalibrazione della difficoltà operata dal team di sviluppo, o se semplicemente l’intuitività della mira diretta renda da sola il gioco più facilmente approcciabile: sia chiaro, a difficoltà elevate non sarà una passeggiata cavarvela, era solo per riportarvi un’impressioneche abbiamo avuto durante le nostre prove.

Per concludere possiamo dire che questo DOOM 3 VR Edition è una buona esperienza in realtà virtuale, soprattutto se giocato con l’Aim Controller ma il team, a parte miglioramenti minimi e modifiche dovute, sembra non si sia spinto troppo oltre, avrebbe potuto osare un po’ di più per rendere il gioco ancora più immersivo e rifinito. Resta consigliato a chi ha amato il gioco originale o a chi voglia approcciarsi ad esso in un modo finora mai provato, le emozioni non mancheranno, ma occhio al motion sickness, senza opzioni dedicate dovete affidarvi a come Archiact ha calibrato i sistemi di base per prevenirlo.

IL NOSTRO VOTO

DOOM 3 VR Edition è un gioco più che discreto nel panorama delle esperienze VR, al pari di molti altri titoli non concepiti per la realtà virtuale ma adattati ad essa in seguito, il lavoro svolto da Archiact sul titolo id Software è buono ma poteva essere meglio rifinito e adattato per la tecnologia di riferimento. Resta comunque un'esperienza da provare, soprattutto per i fan della saga e delle atmosfere horror claustrofobiche, ma da un titolo storico come questo ci si poteva aspettare qualcosa di più.
Grafica
7
Sonoro
8
Gameplay
7
Longevità
8

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