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Biomutant: la recensione dell’open-world targato Experiment 101

Biomutant è una gradita sorpresa in un contesto particolare come RPG open world. Sebbene non sia privo di difetti e la qualità grafica su console old-gen non sia delle migliori, risulta un titolo totalmente godibile da tutti. Se avete giocato The Legend of Zelda: Breath of the Wild non potete di certo farvi scappare un titolo simile, in più ci sono combattimenti in stile Kung-Fu!
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Biomutant promette di essere uno dei giochi più interessanti di questo 2021, che verrà rilasciato domani da THQ Nordic, sviluppato dal piccolo studio Experiment 101.

Biomutant è un gioco di ruolo d’azione in un open-world post-apocalittico, con un gameplay che si concentra principalmente sul combattimento e sull’esplorazione della vasta area di gioco. Da qualche settimana gli sviluppatori hanno rilasciato diversi video di puro gameplay, che mostrano le performance sulle varie piattaforme. Per la nostra recensione, Biomutant è stato giocato sia su PlayStation 4 che PlayStation 5.
Questo titolo, annunciato nel corso della Gamescom del 2017, è stato apprezzato per la sua combinazione di diversi elementi, tra cui: universo post-apocalittico, Kung-Fu e creature antropomorfe. Dopo diversi rinvii, finalmente, possiamo metterci le zampe sopra!

Salvare o condannare il Pianeta

Biomutant prende come struttura un universo apparentemente realistico, ma post-apocalittico, composto da ben sette biomi tutti diversi e minacciati dall’inevitabile Fine dei Tempi. L’Albero della Vita, che rappresenta l’essenza del pianeta, è sul punto di morire sotto gli effetti dell’inquinamento, causato dagli abitanti del Mondochefu e dei ripetuti attacchi dei temibili Mangiamondo che regolarmente indeboliscono le sue enormi radici.

Il Mondochefu è stato spazzato via da un’azienda chiamata Toxanol. Attraverso svariate scorie nocive e nucleari, ha trasformato l’universo in cui ci troviamo in una landa devastata e corrotta.

In quest’avventura vestiamo i panni di un Ronin, tipico peloso animaletto della vasta landa, divenuto leggenda grazie ad una profezia diversi anni prima. Salvatore o tiranno, vagabondo o eroe, Biomutant pone questa decisione nelle nostre zampe. Salvare il mondo, distruggerlo o semplicemente fingere ignoranza è il leitmotiv del titolo.

Creiamo il nostro eroe

Prima ancora di calpestare questo universo, è necessario creare un avatar tramite un editor di personaggi abbastanza completo. Sei specie, cinque classi di eroi, colori del pelo, mutazioni del DNA, resistenze agli elementi a tanti altri dettagli saranno personalizzabili. Biomutant, durante la creazione del nostro animaletto, offre piena libertà al giocatore, donando la possibilità di costruire l’archetipo del personaggio con cui si vuole giocare.

Creazione personaggio

La composizione strutturale del nostro piccolo peloso protagonista varia a seconda delle caratteristiche che andiamo ad impostare. Il personaggio si trasforma in “tempo reale” mentre spostiamo i valori che vediamo a schermo. Spostando il cursore verso l’intelligenza il nostro Ronin avrà una testa comicamente grande, puntando verso agilità / forza otteniamo una creatura più alta con una faccia più spigolosa e spalle più larghe. Tutte le scelte che andiamo a prendere durante la creazione del nostro avatar possono avere un impatto considerevole sulla nostra avventura. La scelta della classe dell’eroe, invece, non preclude missioni o interazioni all’interno del gioco, è più una sorta di pre-impostazione per le abilità iniziali e l’attrezzatura. Siamo in grado di apprendere tutte le abilità e usare tutte le armi man mano che procederemo con la trama.

Il sistema a livelli di Biomutant ci permette di creare il nostro avatar preferito. Tutti i nemici che andiamo a sconfiggere e tutte le missioni portate a termine ci permettono di acquisire esperienza. Punti esperienza utili a diventare sempre più forti in un mondo ostile.

Primi passi nella landa

I primi 20-30 minuti di Biomutant sono un’esperienza abbastanza lineare. Piano piano che ci addentriamo attraverso il Bunker 101, impariamo tutte le basi del combattimento, con una spiegazione davvero completa e pulita. Una volta usciti dal “tutorial“, tutto il mondo sarà disponibile e possiamo letteralmente andare ovunque. Il nostro guerriero con un occhio solo può contare su un piccolo alleato mecha, chiamato automa, che lo segue e descrive passo passo tutta l’avventura.

Una volta messo piede, o meglio zampa, sulla terra ferma, veniamo proiettati in un contesto di guerra tra tribù. Noi, ovvero il leggendario guerriero della profezia, possiamo prendere parte o meno a queste battaglie. Possiamo, infatti, decidere di allearci con un clan e abbracciare le credenze e aspirazioni della tribù scelta. Come detto precedentemente, oltre alle scelte effettuate durante la creazione del personaggio, anche in questo contesto, ci dobbiamo assumere le conseguenze e ovviamente anche le ripercussioni delle nostre azioni.

Aura - Luce e Oscurità - Biomutant

Delle ironiche creature ci fanno da guida spirituale, Luce e Oscurità, andando ad incidere direttamente sulla progressione della trama fino alla fine del gioco, non conta infatti la destinazione, ma il percorso intrapreso. L’Aura riflette l’equilibrio interiore del nostro avatar, cambiando in base alle scelte nei dialoghi e alle interazioni con l’ambiente circostante.

Mutazione genetiche e poteri

All’interno del titolo sono presenti le Bio-Mutazioni, particolari abilità fisiche che ci permettono di usare i poteri più disparati. Possiamo scagliare potenti fulmini dalle nostre dita come il temibile Palpatine di Star Wars, oppure usare mutazioni psichiche che ci permetteranno di usufruire della telecinesi come un vero supereroe. Esistono due tipi di mutazioni, che garantiscono abilità attive. Le Bio-Mutazioni sono sbloccate con Bio-Punti, i quali possono essere ottenuti combattendo particolari nemici o trovando Bio-contenitori nascosti in tutto il mondo. Questi poteri sono prettamente legati agli elementi, potendo causare status alterati ai nostri nemici. Mentre i Poteri Psionici, i quali richiedono Punti-PSI, ottenibili per lo più interagendo con dei santuari sparsi in tutto il mondo, queste abilità sono legate all’Aura del personaggio.

Mutazioni e abilità

Combattimento e Crafting

In quest’ambito, Biomutant si mette in gioco attraverso combattimenti in stile Kung Fu e sparatorie che ricordano alla lontana i movimenti di Dante, personaggio cult della saga di Devil May Cry. Il sistema di combattimento si basa su armi sia da fuoco che corpo a corpo, mutazioni e oggetti consumabili. La maggior parte delle combo, che spesso lasciano comparire su schermo un’onomatopea (doppiata) in caso di attacco riuscito, viene effettuata con attacchi ripetuti oppure dalle abilità utilizzate attraverso le alterazioni genetiche subite dal nostro eroe.

Il titolo ha anche un elaborato sistema di crafting che consente la creazione di diversi milioni di armi (avete capito bene, ben 200 milioni di possibili combinazioni per le sole armi a distanza) e di equipaggiamento. L’aumento di “potere” del nostro animaletto dipende quindi dalle risorse che mano a mano possiamo recuperare durante la nostra esplorazione. Le possibilità che ci si parano davanti sono davvero infinite. Possiamo interagire con il menù del crafting in qualunque momento semplicemente aprendo la sezione di creazione nel menu del personaggio.

Potenziamento ed Esplorazione

Sparsi per il mondo sono presenti dei banchi da lavoro, dove possiamo migliorare l’attrezzatura e migliorarne la qualità. La rarità dell’equipaggiamento è importante, infatti come da buon RPG che si rispetti, i vari materiali sono di rarità differente. Più raro è l’oggetto o l’accessorio che troviamo, maggiore è la possibilità che abbia una migliore qualità e materiale (aumentando ulteriormente le statistiche) e la probabilità di avere abilità speciali (come sparare lame aggiuntive per colpo, ecc.). Un altro modo per ottenere l’equipaggiamento è tramite i venditori. Questi NPC sono presenti in villaggi, città e avamposti – e anche sparsi nel mondo di gioco.

NPC Biomutant

Il titolo, infatti, si basa principalmente sull’esplorazione, in totale libertà, di questo universo colorato e selvaggio. La trama guida la nostra avanzata solo in rare occasioni giusto per far progredire lo scenario che ci circonda. Viaggiare in lungo e in largo per il pianeta, per i sotterranei e scoprirne i misteri ed interagire con gli NPC che abitano questi luoghi è la nostra primaria fonte di risorse e ricompense per arrivare preparati alla Fine dei Tempi.

Comparto grafico e sonoro

L’Unreal Engine 4 fa un ottimo lavoro sia su console old-gen che sulle nuove, dove ovviamente riesce a dare il meglio di se. I colori vividi di ogni bioma creano, nel complesso, un’ambientazione ai limiti della realtà. I dettagli di ogni villaggio, città o foresta sono fantastici. Tutti gli elementi che possiamo vedere su schermo durante le nostre scorribande sono estremamente curati. Purtroppo, ci teniamo a segnalare che tutti questi dettagli vanno ad incidere pesantemente sul frame-rate soprattutto su console di vecchia generazione. Queste problematiche sono totalmente sparite quando abbiamo avviato il titolo su PlayStation 5. I 60 FPS stabili rendono Biomutant godibile in ogni suo aspetto, sia nelle situazioni di esplorazione che in quelle più concitate durate i combattimenti.

Per quanto riguarda invece il comprato sonoro, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle melodie soavi che ci accompagnano durante le nostre esplorazioni. Durante le battaglie con i vari nemici che ci si parano davanti, la colonna sonora in sottofondo si fa via via più incalzante, andando in netta contrapposizione alle situazioni di calma, aumentando così l’immersione di noi giocatori pad alla mano.

La piccola pecca che abbiamo notato riguarda il doppiaggio. La voce, totalmente in italiano, che ci accompagna nell’avventura è piatta, senza enfasi e con molte battute ripetute. Questo è sicuramente dato dal fatto che la “voce” arriva direttamente dall’automa che portiamo con noi. Questo piccolo insetto meccanico, infatti, narra e commenta ogni nostra singola azione all’interno della landa.

Siamo riusciti a salvare il Pianeta?

Biomutant prende spunto dalla struttura e dalla varietà di ambientazione che troviamo nel capolavoro di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, come anche confermato dagli sviluppatori. Tirando le somme, il piccolo studio di Experiment 101 è riuscito in un’impresa davvero titanica. Creare un mondo così vasto e con una quantità di dettagli così imponente deve esser stato un duro lavoro per i ragazzi del team. Nel complesso, il titolo è godibile per tutti giocatori, anche se è ovviamente consigliato agli appassionati del genere RPG in ambiente open-world. Tutti coloro che decideranno di acquistarlo, avranno bisogno di tanto tempo per portare a termine il gioco. La longevità, infatti, si aggira intorno alle 50 ore, bilanciando un gameplay con trama principale e missioni secondarie. Se siete appassionati di mondi post-apocalittici e Kung-Fu, questo è il gioco che fa per voi!

Cosa ne pensate di questo nuovo e particolare titolo? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci su NerdPool.it. Se volete seguire qualche gameplay di Biomutant potete venire a trovarci anche su Twitch!

IL NOSTRO VOTO

Biomutant è una gradita sorpresa in un contesto particolare come RPG open world. Sebbene non sia privo di difetti e la qualità grafica su console old-gen non sia delle migliori, risulta un titolo totalmente godibile da tutti. Se avete giocato The Legend of Zelda: Breath of the Wild non potete di certo farvi scappare un titolo simile, in più ci sono combattimenti in stile Kung-Fu!
Grafica
8,5
Longevità
9
Sonoro
8,5
Gameplay
8,7

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