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Ratchet & Clank: dal deludente remake fino a Rift Apart

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Partendo da una riflessione sul fallimentare remake del 2016, facciamo una panoramica su che cosa potrebbe essere Ratchet & Clank: Rift Apart.

Tra poco più di una settimana potremo finalmente mettere le mani su Ratchet & Clank: Rift Apart, la nuovissima avventura dedicata al nostro Lombax preferito e la sua inseparabile spalla robotica. Nel frattempo abbiamo deciso di rigiocare a Ratchet & Clank (2016), il tie-in del film tratto dal gioco. Sono già passati cinque anni dal lancio di questo remake e i nostri ricordi cominciavano ad essere offuscati, quindi quale occasione migliore per riscoprirlo? Nella prima parte di questo articolo vi proporremo dunque alcune riflessioni sul suddetto, dopodiché faremo un sunto su ciò che sappiamo di Rift Apart. Infine, vi parleremo delle nostre aspettative in merito a questa esclusiva PlayStation 5. Non ci resta che augurarvi una buona lettura.

Remake low-cost

Ammettiamo che Ratchet & Clank ce lo ricordavamo migliore. E non nel senso che sia un brutto gioco, ma è un prodotto chiaramente limitato e vincolato alla pellicola cinematografica. Il prezzo budget con il quale veniva venduto ne giustificava chiaramente i valori produttivi, tuttavia il risultato finale resta inferiore rispetto al capitolo del 2002. Il remake mantiene diversi elementi presenti nell’originale ma ne perde altrettanti e rimaneggia certe situazioni al fine di renderle coerenti in termini narrativi.

In principio Drek era uno spietato business man disposto a tutto pur di perseguire i suoi obiettivi. Dietro al suo desiderio di creare un nuovo pianeta per i Blarg si nascondeva una realtà ancora più cruda. Era stato lui stesso a inquinare il suo pianeta d’origine (Orxon) per meri interessi economici e non si sarebbe fatto problemi a distruggere i pianeti della galassia Solana. In termini di gameplay Ratchet & Clank era pressappoco una gita interspaziale alla ricerca di armi e gadget da utilizzare per la missione. E nonostante l’intera produzione fosse permeata da un velo d’umorismo, la storia raccontata nascondeva una feroce critica al capitalismo. Ciò donava al titolo un certo spessore e rendeva Drek un cattivo degno di tale nome.

Nel remake purtroppo non accade nulla di tutto ciò. Il Blarg continua ad essere un personaggio spietato, ma è anche decisamente più stupido. Più precisamente, è uno sciocco in balia delle oscure orchestrazioni del Dr. Nefarious. È evidente come tale scelte siano state adoperate a causa del film animato, che a conti fatti risulta un semplice prodotto di intrattenimento per bambini. Di conseguenza l’opera rinuncia al suo sottotesto e abbraccia totalmente la sua vena umoristica, lasciandoci poco altro.

Tra lacune e fedeltà

Ad ogni modo, il maggior difetto di Ratchet & Clank (2016) è determinato dalla sua complementarietà al film. Il videogioco prende a piene mani spezzoni della pellicola cinematografica mostrando alcune scene a discapito di altre. Tutto ciò volge a sfavore della narrazione stessa e della caratterizzazione dei personaggi. Victor – il braccio destro di Drek – appare una manciata di volte e viene appena delineato, oppure, il tradimento di Qwark avviene senza che ce ne siano i presupposti perché mancano le scene che contestualizzano il tutto. Non c’è nemmeno la scena in cui Nefarious diventa un robot.

Per quanto concerne gli aspetti puramente ludici del gioco, Insomniac ha provato ad adattare gli elementi del Ratchet originale a questa nuova storia, con risultati non sempre convincenti. La maggior parte delle sezioni ideate per l’occasione funzionano molto bene, mentre si nota una certa forzatura nella proposta di vecchie missioni e mondi secondari. Insomma, questo remake avrebbe potuto rappresentare le fondamenta per le nuove avventure del nostro duo e invece si è dimostrato labile sotto diversi aspetti.

Il capitolo che ci meritiamo

È evidente che il titolo del 2016 sia stato realizzato più per necessità di marketing che altro, e diciamolo, da Insomniac ci si aspetta molto di più. A tal proposito, Ratchet & Clank: Rift Apart sembra corrispondere tali aspettative e lo State of Play di fine aprile ci ha resi molto fiduciosi. Tanto per cominciare, i mondi di gioco non solo saranno più vasti, ma anche più vivi per merito del nuovo hardware. Le capacità del SSD di PlayStation 5 permetteranno il caricamento istantaneo di interi livelli, pertanto i portali dimensionali doneranno maggiore interattività alla formula. Le nuove abilità legate al movimento daranno maggiore profondità alle fasi platform, che in passato non hanno mai brillato per complessità. I combattimenti invece promettono di essere più appaganti che mai, e grazie ai grilletti adattivi potremo disporre di modalità di fuoco alternative. Le armi invece ci offriranno la solita “follia” tra new entry e vecchi ritorni.

La varietà di gioco sarà inoltre garantita da numerose attività come i combattimenti nell’arena, combattimenti aereei, livelli dedicati a Clank e sfide di ogni tipo. Tutto questo ben di Dio potrebbe rendere Rift Apart la migliore avventura mai dedicata all’inseparabile duo, di conseguenza nutriamo aspettative elevate e una serie di inevitabili dubbi.

Tra dubbi e paure

Quanto mostrato durante lo State of Play incarna solo una piccolissima parte di quel che sarà Ratchet and Clank: Rift Apart ma ci ha lasciato con alcuni interrogativi. In particolare, all’inizio del suddetto video gameplay il Creative Director afferma che il titolo in questione sarà un’avventura stand-alone. Sembra quindi che lo studio abbia preso una certa distanza dal remake, e vorremmo sapere se ci saranno eventuali collegamenti con i capitoli precedenti. Per quanto concerne gli elementi narrativi, ci chiediamo se la serie tornerà ad offrire spunti di riflessioni interessanti o se si limiterà al mero umorismo come nel capitolo del 2016.

Detto ciò, siamo assolutamente fiduciosi nelle migliorie di gameplay, e complici le opzioni di accessibilità, Rift Apart potrà essere giocato da quante più persone possibili. Resta comunque qualche dubbio riguardo la gestione delle zone aperte, caratteristica inedita che comporta non pochi rischi. Noi speriamo che tali aree siano dotate di un buon level design al fine della componente platform e che le attività previste siano ben congegnate. Più in generale, se la storia sarà ben scritta e se le novità introdotte funzioneranno a dovere, Insomniac riuscirà a fare centro anche questa volta.

E voi che cosa ne pensate del nuovo Ratchet & Clank?  Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci in attesa della recensione!

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