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Black Widow: la recensione in anteprima

La Fase 4 del MCU debutta al cinema portandoci nel passato di un personaggio chiave degli Avengers. Scarlett Johansson torna nei panni della Vedova Nera in un racconto che mette al centro le dinamiche familiari e permette alla protagonista di risolvere alcune questioni irrisolte aprendo uno spiraglio inedito per il futuro dei film Marvel. Un film action ricco di scene d'azione e con un cast di comprimari interessanti e ben caratterizzati.

Ah, che bella sensazione sedersi sulla poltrona del cinema e risentire finalmente la musica dei Marvel Studios! È vero che abbiamo avuto la nostra razione settimanale di Marvel grazie alle serie su Disney+, ma solo adesso possiamo dire che la Fase 4 del MCU è davvero iniziata!

Si comincia, però, con un salto all’indietro, andando a scavare nel passato di un personaggio chiave della storia del MCU. In Avengers: Endgame, Natasha si è sacrificata per permettere ai suoi compagni di raccogliere le gemme e sconfiggere il folle Thanos. Con Black Widow si torna al tempo di Civil War e degli Accordi di Sokovia per ritrovare Scarlett Johansson nei panni della letale Vedova Nera.

L’infanzia di Natasha non è stata sicuramente semplice e bastano i primi minuti del film a renderlo evidente. La bambina vive con la sorella Yelena e con i genitori in Ohio, ma un evento improvviso li costringe a lasciare la loro casa. Gli altri film avevano solo accennato alle difficoltà vissute da Natasha e, finalmente, grazie a Black Widow possiamo scoprire nuovi dettagli e l’identità dei familiari. In particolare, è molto interessante il rapporto tra le due sorelle e l’evoluzione che questo ha nel corso degli anni. Molto legate da piccole, condividono vari momenti per poi intraprendere strade diverse, ma in parte estremamente simili.

La protagonista non sta vivendo una situazione semplice. I suoi ex compagni sono in fuga o si sono schierati con il governo e Natasha deve cercare in ogni modo di sfuggire ai soldati mandati dal Generale Ross. Ma la vita pacifica non fa per lei e si trova subito a fronteggiare un nemico quasi imbattibile e capace di memorizzare e replicare perfettamente le mosse degli avversari. Sarà un pacco spedito dalla sorella a portare la Vedova Nera a Budapest per indagare su una minaccia che viene direttamente dalla loro infanzia e che farà riunire i membri della famiglia dopo tanti anni di lontananza.

Sono proprio le dinamiche familiari il fulcro della storia e ciò che permette di approfondire meglio i sentimenti di Natasha. Tutti i membri della famiglia sono ben caratterizzati ed estremamente diversi tra loro per carattere. Tuttavia, non esitano a tornare in azione nel momento del bisogno. Anzi, uno di loro non vedeva l’ora da anni di poter menare le mani! Yelena è a tutti gli effetti la co-protagonista del film e si dimostra un personaggio davvero interessante. Senza scrupoli quando bisogna combattere, ma anche molto ironica e scherzosa con la sorella. I due genitori riescono a ritagliarsi comunque il loro spazio: Melina è più ligia al dovere, mentre Red Guardian, ora invecchiato, si vanta di un passato eroico come paladino della Russia e cerca di non prendersi troppo sul serio.

Scene d’azione avvincenti e travolgenti si alternano con situazioni più intime e “casalinghe” che fanno emergere il lato umano della protagonista. Ovviamente non può mancare neanche “la linea comica” (cit.) che ormai caratterizza ogni film Marvel. Questo ruolo spetta soprattutto a Red Guardian, ma in questo caso sembra ben dosata e non rovina il pathos di scene più cariche di tensione.

Una critica che mi sento di fare è sul versante della trama. Mi sarebbe piaciuto vedere un approfondimento maggiore sull’infanzia delle due sorelle e sull’addestramento che hanno sostenuto per diventare assassine esperte. Vi sono tanti riferimenti nel corso del film, ma poteva essere interessante vedere Natasha e Yelena interagire di più anche da piccole. Invece, la storia è indubbiamente legata al passato, ma si sviluppa tutta in anni più recenti, quando le protagoniste sono ormai cresciute.

Per chi è interessato alla continuity, penso che sia sicuramente utile, ma non indispensabile aver visto tutti i precedenti film del MCU. La vicenda presenta diversi riferimenti agli eventi precedenti e, ovviamente, al fato di Natasha, ma per il resto si configura come un capitolo a sé, pienamente godibile anche per i meno esperti di questo universo cinematografico. Se non ci fosse la Vedova Nera potrebbe essere benissimo un semplice thriller, con tante scene d’azione interessanti e pochi superpoteri. L’aggiunta di Scarlett Johansson non è sicuramente un dettaglio da poco e il personaggio è ormai talmente nelle sue corde che non riuscirei a immaginarlo con un altro volto. L’interesse maggiore sta proprio nell’indagare il suo passato e avere così un quadro maggiore di quest’eroina, finora poco approfondita. Per il personaggio è un modo per chiudere una questione irrisolta e spianare la strada a quello che verrà.

Sarà sicuramente interessante vedere dove porterà il finale del film e l’entrata in scena di un personaggio che chi segue ogni produzione Marvel riconoscerà in un attimo. Il prossimo appuntamento sarà il 1 settembre con Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Si torna al presente e ci si tuffa nel mondo delle arti marziali. Chissà cosa ci riserverà il futuro di questa Fase 4! Intanto vi invito il 7 luglio a correre al cinema per vedere Black Widow e per divertirvi con due ore di cinema in puro stile Marvel.

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IL NOSTRO VOTO

La Fase 4 del MCU debutta al cinema portandoci nel passato di un personaggio chiave degli Avengers. Scarlett Johansson torna nei panni della Vedova Nera in un racconto che mette al centro le dinamiche familiari e permette alla protagonista di risolvere alcune questioni irrisolte aprendo uno spiraglio inedito per il futuro dei film Marvel. Un film action ricco di scene d'azione e con un cast di comprimari interessanti e ben caratterizzati.
Voto
7.5

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