PUBBLICITÀspot_imgspot_img

Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 – recensione della versione Switch

Tony Hawk conquista anche Switch dopo essere tornato su PC e su console di vecchia e nuova generazione. Il porting sull'ibrida di Nintendo, pur con i suoi compromessi tecnici, rende giustizia al lavoro di Vicarious Visions e Beenox, restituendo l'esperienza grandiosa di un tempo sulle macchine odierne. Occhio ai controlli se si usano i soli Joy Con, consigliamo l'utilizzo di un Pro Controller per padroneggiare al meglio lo skate e i trick più complessi.

Abbiamo provato per voi la versione Switch del fantastico remake prodotto da Vicarious Visions e Beenox, sarà all'altezza delle altre versioni anche sulla ibrida di Nintendo?

Dopo circa nove mesi dalla sua uscita su PC e console old-gen, e ad un paio di mesi dalla versione next-gen, ecco arrivare finalmente anche la versione Switch di Tony Hawk’s Pro Skater 1+2, splendido remake dei primi due storici capitoli del franchise dedicato al mondo dello skate. La domanda è, come accade sempre in questi casi, l’edizione per l’ibrida di Nintendo sarà all’altezza delle altre? O è uno dei tanti porting pigri che si affacciano sull’hardware della casa di Kyoto semplicemente per tirare su due spicci sfruttando l’enorme popolarità della console?

Risposta breve: sì, il lavoro di Vicarious Visions e Beenox è decisamente buono e questa edizione di Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 è decisamente all’altezza, ma con delle distinzioni da fare. Risposta lunga: seguite la nostra recensione, come di consueto made in NerdPool!

Il trailer del gioco mostrato da Nintendo durante il Direct dell’E3 2021

Evoluzioni portatili

Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 nela sua edizione per Nintendo Switch presenta, ed è bene metterlo subito in chiaro, esattamente tutti i contenuti presenti nelle altre versioni. Abbiamo quindi i 17 scenari presenti nel titolo (9 del primo episodio del 1999 e 8 per il suo sequel del 2000), la modalità Ranked, la modalità multigiocatore (per la quale è ovviamente richiesto l’abbonamento al servizio Nintendo Switch Online) ed infine la modalità Crea un Park, con l’editor interno per la creazione del proprio skate park dei sogni.

Potremo quindi scegliere uno dei numerosi skater a disposizione (tra cui ovviamente Tony Hawk) oppure creare il nostro alter-ego personale e potenziarlo completando le sfide presenti in ogni scenario, tra trick da fuoriclasse e corse a perdifiato sulla tavola ne avremo di cose da fare.

Se da un lato avere tutti i contenuti presenti nelle altre versioni è certamente ottimo, bisogna considerare quello che è un limite non della sola versione Switch, ma di tutte: la creazione dei propri skate park, e la possibilità di giocare in quelli degli altri, è limitata alla piattaforma di appartenenza, quindi bisogna solo sperare che la community presente sulla console Nintendo si faccia numerosa e prolifica come sulle altre piattaforme, creando un database di scenari giocabili degno di nota, come il titolo merita.

C’è tecnica e tecnica

Ora veniamo al punto cruciale della nostra recensione, ovvero l’analisi del comparto tecnico di Tony Hawk’s Pro Skater 1+2 per Switch, elemento come al solito delicato quando si parla di porting da altre piattaforme. Il risultato è a conti fatti davvero buono, con un framerate granitico ancorato ai 30fps sia in modalità docked che in portabilità. Ovviamente per giungere a tale risultato si è dovuti scendere a più di un compromesso in termini di qualità grafica, ma il colpo d’occhio generale rimane comunque molto gradevole.

Le texture appaiono quindi più slavate e ad una risoluzione più bassa, gli effetti di illuminazione sono meno efficaci e scompaiono quasi del tutti le superfici riflettenti, rendendo meno ricche di dettagli le scene. Il compromesso grafico richiesto per mantenere stabile il framerate comunque non è eccessivo e in normali sessioni di gioco la velocità dell’azione non permette di cogliere certi dettagli di poco conto, quindi promuoviamo questa scelta senza remore.

Un altro dettaglio da non sottovalutare è la questione controlli: utilizzando i Joy Con di Switch la situazione può diventare difficoltosa soprattutto se si vogliono realizzare trick avanzati come i Manual, gli analogici dalla corsa ridotta rendono davvero ostiche certe manovre. Molto meglio invece con l’utilizzo di un Pro Controller, quindi se non ne avete uno a disposizione, o se giocate con Switch Lite vi consigliamo di pensarci molto bene prima di procedere all’acquisto di Tony Hawk’s Pro Skater 1+2.

In definitiva possiamo dire che la versione Switch di uno dei migliori remake degli ultimi anni può considerarsi un colpo andato a segno, anche se c’è da considerare un paio di questioni, come il comparto grafico chiaramente impoverito in nome della fluidità (che resta comunque a 30fps, laddove su altre piattaforme si raggiungono i tanto agognati 60), o la questione controlli, con gli analogici dei Joy Con non proprio adatti ad esequire le evoluzioni più complesse. Detto questo se siete disposti a superare i limiti della produzione vi troverete davanti una splendida riedizione di un, anzi due, grande classico, tornato in forma smagliante sia per gli appassionati di lungo corso che per le nuove leve che potranno riscoprire lo skate videoludico di una volta!

IL NOSTRO VOTO

Tony Hawk conquista anche Switch dopo essere tornato su PC e su console di vecchia e nuova generazione. Il porting sull'ibrida di Nintendo, pur con i suoi compromessi tecnici, rende giustizia al lavoro di Vicarious Visions e Beenox, restituendo l'esperienza grandiosa di un tempo sulle macchine odierne. Occhio ai controlli se si usano i soli Joy Con, consigliamo l'utilizzo di un Pro Controller per padroneggiare al meglio lo skate e i trick più complessi.
Grafica
7.5
Sonoro
9
Gameplay
8
Longevità
8

ARGOMENTI CORRELATI

LEGGI ANCHE

Dylan Dog 418 Bis: Qwertyngton – Recensione

In occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Sergio Bonelli Editore, la casa...

The Suicide Squad: Missione Suicida, la recensione del film di James Gunn

Non è una recensione facile da scrivere questa, lo ammetto. Ieri sera, uscendo dalla...

Mujirushi: Il Segno dei Sogni – Recensione

Ogni volta che esce una nuova opera di Naoki Urasawa, che sia breve o...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

CORRELATI

Dylan Dog 418 Bis: Qwertyngton – Recensione

In occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Sergio Bonelli Editore, la casa editrice milanese ha deciso di proporre un albo extra per...

The Suicide Squad: Missione Suicida, la recensione del film di James Gunn

Non è una recensione facile da scrivere questa, lo ammetto. Ieri sera, uscendo dalla sala dopo aver assistito all'anteprima stampa di The Suicide Squad:...

Mujirushi: Il Segno dei Sogni – Recensione

Ogni volta che esce una nuova opera di Naoki Urasawa, che sia breve o lunga, è sempre un momento di festa (almeno per me)....

Ascender vol.3: Il Mago Digitale – Recensione

È uscito per Bao Publishing a inizio luglio il terzo volume di Ascender, la serie sequel di Descender, sempre scritta da Jeff Lemire e...
spot_img
PUBBLICITÀspot_imgspot_img