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Lost Judgment: la nostra recensione

Fin dal capitolo precedente, la serie Judgment ha preso una certa distanza da Yakuza per proporre qualcosa di simile ma distante. Pur continuando a ritrarre scorci di vita di personaggi legati a Kamurocho, si evince la volontà di stupire il giocatore con crimini quasi inattaccabili, che mettono a nudo i limiti di un sistema giudiziario tutt’altro che perfetto. E quando la giustizia vacilla e non è sorretta dai giusti ideali, quando gli interessi politici ostacolano la verità, ecco che entra in gioco l’avvocato-detective Yagami, pronto a fare luce dove le autorità si rifiutano di guardare, per riportare un po’ di sana speranza. Con Lost Judgment Toshihiro Nagoshi e il suo team ci hanno regalato un’altra indimenticabile avventura nonostante i rischi di creare un racconto sconclusionato fossero elevati. Questa volta hanno addirittura raddoppiato gli sforzi proponendoci una sotto-trama adolescenziale gestita in modo brillante, capace di alternare momenti riflessivi alle tipiche scene ricche di humor a cui siamo stati abituati. Dal punto di vista del gameplay sono ancora presenti delle sbavature, specie per quanto riguarda gli elementi investigativi, ma il risultato raggiunto in questa iterazione è comunque più riuscito rispetto al primo capitolo. Il ritmo di gioco è ben calibrato e le attività secondarie sono ben distribuite nel corso dell’avventura. Che siate fan affezionati dello studio o nuovi iniziati, in Lost Judgment troverete un gioco appassionante e ricco di cose da fare, siete pronti a riportare equilibrio nella giustizia?
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A tre anni dal lancio di Judgment siamo tornati nuovamente nei panni del detective Yagami per un nuovo straordinario caso. Volete saperne di più? Allora non vi resta che leggere la nostra recensione!

Tre anni fa RGG Studio ci ha stregati con Judgment, lo spin-off di Yakuza ambientato a Kamurocho avente protagonista il detective nonché ex-avvocato Takayuki Yagami. Pur condividendo numerosi elementi con la serie madre, il titolo si è rivelato un thriller galvanizzante poiché dotato di personaggi memorabili e un’elaborata narrativa. L’annuncio di Lost Judgment ci ha dunque resi estremamente entusiasti all’idea di tornare a impersonare il carismatico investigatore; per di più, fin dalla prima presentazione è stato chiaro che gli sviluppatori volessero fare le cose in grande proponendo una storia ancora più articolata e maggiore varietà rispetto al capitolo precedente. E finalmente, con oltre cinquanta ore di gioco siamo pronti a dirvi se l’ultima fatica di Nagoshi e compagni si è rivelata all’altezza delle aspettative.

Verità nascoste

Gli eventi di Lost Judgment avvengono tre anni dopo il primo capitolo e ci mettono davanti a due vicende separate che tuttavia finiscono per intrecciarsi. Dopo aver risolto un semplice caso, Yagami e Kaito vengono contattati da alcune vecchie conoscenze, ovvero Tsukumo e Sugiura. I due hanno unito le forze per aprire un’agenzia investigativa a Yokohama e vorrebbero una mano con un caso di bullismo in una scuola. Con questo espediente l’azione si sposta immediatamente nel distretto di Isezaki Ijincho, dove Yagami e compagni dovranno appurare tali atteggiamenti su richiesta del preside dell’istituto Seiryo.

Nel frattempo, a Kamurocho Saori è tenuta a rappresentare la difesa dell’ex-poliziotto Akihiro Ehara, accusato di aver molestato una donna su un treno. Il processo giunge alla sua conclusione e l’uomo viene incriminato, quando all’improvviso questi rivela l’identità di un cadavere rinvenuto qualche giorno prima a Yokohama. A questo punto Saori contatta Yagami affinché investighi sulla morte del malcapitato il quale – ironia della sorte – insegnava proprio all’istituto Seiryo.

Tra i banchi di scuola

Non intendiamo svelarvi ulteriori elementi di trama, ma sappiate che RGG Studio è riuscito a sorprenderci ancora una volta. La storia di Lost Judgment si è rivelata ben più incalzante e coinvolgente rispetto a quella del capitolo precedente. Dopotutto, gli eventi raccontati colpiscono maggiormente le corde emotive del giocatore e il team ha trattato il tema del bullismo in maniera superba. Le investigazioni sul docente ucciso vi porteranno ad approfondire il suo rapporto con gli studenti e, a sua volta, le dinamiche createsi tra quest’ultimi. Ma non solo, poco dopo il vostro arrivo all’istituto Seiryo sbloccherete i racconti scolastici, sotto-trame che ruotano attorno ad alcune cerchie sociali entrate in contatto con un criminale chiamato il Professore. In questo modo il titolo esplora svariate tematiche giovanili e ne approfitta per inserire in maniera coerente minigiochi di ogni tipo.

Detto ciò, la quest principale di Lost Judgment non è vincolata alle sole mura scolastiche, infatti finirete presto per fare i conti con la criminalità organizzata. Ed è incredibile il modo in cui gli scrittori siano riusciti a bilanciare i momenti più leggeri e “spensierati” a quelli più sconvolgenti. A tal proposito, l’opera di Nagoshi e soci è un eccezionale esempio di bilanciamento tra le attività collaterali proposte e le sezioni dedicate alla narrazione. Ci sono frangenti in cui viene data la priorità agli eventi della storia, che scorrono fluidamente, mentre alcuni capitoli rallentano per fare spazio alle attività. Tutto si incastra perfettamente.

Detective 2.0

Per quanto concerne il gameplay di Lost Judgment, sono state introdotte diverse novità, alcune più riuscite di altre. La struttura di gioco resta a grandi linee la stessa del capitolo precedente, con combattimenti che si alternano a fasi investigative. Quest’ultime erano proprio l’anello debole del primo Judgment e gli sviluppatori hanno giustamente pensato di potenziarle, anche se si poteva fare di più. I pedinamenti sono forse l’elemento che più ne ha giovato, perché i bersagli adottano comportamenti meno paranoici e Yagami possiede qualche escamotage in più. Ora infatti, quando il bersaglio si volta a controllare se viene seguito, con la pressione del tasto triangolo è possibile fingere azioni diversive. Così facendo si impedisce l’incremento dell’indicatore allerta che, se riempito totalmente, comporta il fallimento della missione.

Il tempo a disposizione per queste azioni non è tuttavia illimitato e se tale risorsa viene consumata non sarà possibile ricorrervi per il resto del pedinamento. La soluzione a questo problema si trova ovviamente nelle tecniche acquistabili, che come da consuetudine propongono migliorie per ogni elemento di gameplay. Ne consegue che, ottenendo le giuste abilità, i pedinamenti risulteranno piuttosto gradevoli.

Investigazioni a tutto spiano

Dobbiamo comunque dire che lo spazio dedicato alle suddette fasi è inferiore rispetto al passato e, al contrario, abbiamo notato un netto incremento degli inseguimenti. Nel corso delle nostre scorribande in Lost Judgment ci siamo ritrovati a inseguire personaggi di ogni tipo, da normali criminali a manichini anatomici. E sebbene alcune missioni ci abbiano suscitato un certo grado di ilarità, non si può dire lo stesso della loro esecuzione. Pur tenendo a mente la volontà del team di omaggiare i titoli arcade del passato, la scelta di continuare a proporre nuovamente fasi da endless runner si è rivelata ridondante. Avremmo gradito l’abbandono di questo modello in favore di inseguimenti meglio gestiti, magari sul modello di quelli visti anni fa in Sleeping Dogs.

Quanto alle investigazioni in prima persona, restano pressoché invariate nella loro esecuzione, ma sono state arricchite dall’introduzione dei gadget. Difatti, completando alcune missioni secondarie obbligatorie si ottengono un microfono e un rilevatore di onde elettromagnetiche. Grazie a questi due gadget è possibile rilevare ulteriori tracce all’interno dello scenario, anche se il tutto resta estremamente semplicistico. Una gradita aggiunta è invece Ranpo, il cane detective che per merito del suo olfatto sopraffino vi porterà a scovare nuove prove o addirittura criminali.

L’ABC dello stealth

Ad ogni modo, le principali novità introdotte in Lost Judgment sono le infiltrazioni e le fasi parkour. Nelle prime dovrete evitare di attirare l’attenzione dei nemici come in un vero gioco stealth. Pad alla mano, nella maggior parte dei casi vi limiterete a passare di copertura in copertura per poi distrarre i nemici prima di abbatterli. Insomma, il tutto si riduce al lancio di monete o fumogeni per fare abbassare la guardia degli ignari malcapitati così da accopparli alle spalle. Mentiremmo se dicessimo che queste sezioni non sono state gradite, ma se RGG Studio avesse quantomeno realizzato situazioni più complesse, l’intera esperienza sarebbe risultata migliore.

Passando al parkour, si tratta di un’altra graditissima aggiunta che dona maggiore profondità alle missioni principali dell’avventura e rende la navigazione degli scenari più coinvolgente. Ancora una volta, il tutto funziona alla grande e ci spiace che il team non abbia osato un po’ di più. Non ci sarebbe dispiaciuto trovare sezioni analoghe anche all’interno delle città, magari per raggiungere luoghi o ricompense segrete.

Quindi, pur senza raggiungere una complessità soddisfacente sotto ogni aspetto, queste sezioni ci hanno convinto perché ben integrate all’interno dell’esperienza. Ne risulta che Lost Judgment propone fasi investigative più interessanti rispetto al suo predecessore, e speriamo che queste vengano rifinite in un ipotetico terzo capitolo.

Intrighi all’istituto Seiryo

Tra gli aspetti più riusciti della produzione troviamo invece i minigiochi che vi abbiamo accennato in precedenza. Ovviamente continuano ad essere presenti le gare coi droni, i videogiochi al Club SEGA o le partite VR da affrontare nel tempo libero, ma il meglio avviene con i racconti scolastici. Lost Judgment integra in modo eccezionale una serie di attività, la maggior parte delle quali sono estremamente azzeccate. In generale, l’obiettivo è di ottenere la fiducia di alcuni gruppi di studenti affinché questi ci rivelino informazioni sul Professore. Per farlo, Yagami dovrà diventare prima il consulente esterno del Club dei Fanatici del Mistero (CFM), e poi dovrà ficcanasare in giro. Il titolo propone ben nove story-line differenti sviluppate in diversi contesti che conducono ai diversi tasselli del puzzle da ricomporre.

Divertirsi a scuola

In termini pratici, dovrete unirvi ai club di ballo, robotica, fotografia e E-sport. Poi ci sono il gruppo di skater, la palestra di pugilato, la gang di biker, il casinò e perfino un girls bar. Alcune storie sono più complesse di altre, così come le attività proposte. Le migliori sono quelle dei club, le gare di skate e il pugilato. Il club di ballo, ad esempio, consiste in un rhythm game con quattro canzoni selezionabili in diverse difficoltà. Il club di robotica propone battaglie strategiche senza esitazioni di colpi tra modellini robotici, mentre il club di E-sport è un brillante esempio di autoreferenzialità, dato che è focalizzato su Virtua Fighter V Final Shodown. Le attività che abbiamo apprezzato di più sono però le gare di skate e il pugilato, ma procediamo con ordine.

Nelle fasi iniziali del gioco Sugiura ci darà uno skateboard con cui potremo scorrazzare liberamente per la città. Dopodiché, una volta sbloccata la relativa sotto-trama, potremo affrontare sia le sfide allo skate park che delle gare su una dozzina di percorsi. L’obiettivo delle sfide è di accumulare quanti più punti possibili raccogliendo monete posizionate in prossimità delle strutture ed eseguendo combo. Per fare ciò, è necessario grindare sulle ringhiere ed eseguire col giusto tempismo i QTE quando si sale sugli half-pipe. Siamo lontani dalla complessità di un Tony Hawk, ma il divertimento non manca. L’obiettivo delle gare è ovviamente quello di arrivare per primi al traguardo, magari raccogliendo quante più monete possibili. Il tutto cercando di eseguire acrobazie costanti in modo da ottenere un boost di velocità crescente. E con i punti ottenuti dalle monete raccolte è possibile ottenere nuove tavole da skate e altri interessanti premi.

Lotta fino alla fine

Arriviamo ora al pugilato, ovvero l’attività di Lost Judgment che più ci ha colpito. Il motivo è presto detto: partendo dal combat system del gioco, RGG Studio ha realizzato un sistema perfettamente adattato alla boxe. In questo caso, tre dei quattro tasti frontali sono assegnati alle mosse eseguibili, ovvero jab, diretti e ganci. La schivata e la difesa continuano ad essere eseguibili con i loro tasti standard, ovvero X e L1, anche se quest’ultima diventa direzionabile. Resta perfino l’indicatore EX, fondamentale per potenziarsi o scatenare mosse devastanti. Infine, non manca nemmeno un intero parco mosse acquistabile in grado di rendere Yagami sempre più letale. Durante questa campagna dovrete affrontare via via avversari sempre più forti, molti dei quali sfruttano tattiche differenti e che permettono di apprendere le svariate sfaccettature di questo sistema.

Siamo invece rimasti delusi dalle gare in moto, che ancora una volta si rifanno ai classici arcade anni ’90 ma che, purtroppo, risultano tediose. A bordo di una moto – che potrete potenziare e cambiare durante la vostra escalation – dovrete affrontare tre bande di motociclisti per ottenere il diritto a sfidare il leader dei Made in Heaven. Sfortunatamente, per ognuno dei tre capigruppo sarete tenuti a sconfiggere tre dei loro luogotenenti, elemento che rende questo racconto fin troppo longevo. Per vincere le competizioni dovrete affrontare testa a testa uno di questi boss, e per arrivare a confrontarvi con essi dovrete eliminare i loro sgherri. Morale della favola, dovrete farvi strada a suon di speronamenti in gare che diventano via via più ostiche per numero di nemici e pericolosità dei loro attacchi. Concettualmente funziona tutto a dovere, ma se questo contenuto fosse durato meno lo avremmo apprezzato di più.

Detective combattente

Sui club potremmo dilungarci ulteriormente, ma probabilmente risulteremmo fin troppo prolissi. Quel che vi basta sapere è che un paio di attività sono un po’ meno riuscite di altre ma completarle ripagherà adeguatamente i vostri sforzi.

Giunti a questo punto non ci resta che parlare del sistema di combattimento vero e proprio, che in Lost Judgment è stato rifinito ulteriormente. Proprio come nel capitolo precedente, Yagami dispone degli stili della tigre e della gru, focalizzati rispettivamente sulla forza e sulla mobilità. Per ravvivare le cose gli sviluppatori hanno deciso di arricchire il tutto con lo stile del serpente, perfetto per un approccio evasivo. Premendo il tasto L1 con il giusto tempismo è possibile deviare i colpi in arrivo dei nemici e ciò consente di passare immediatamente all’offensiva. A conti fatti si tratta di uno stile particolarmente equilibrato, adatto sia contro i singoli che i gruppi.

A dirla tutta, anche i due stili precedenti hanno ricevuto nuove tecniche, fattore che rende Yagami ancora più devastante. Infine, utilizzando l’EX Boost, diventa possibile eseguire le cancel, e ciò permette di passare da uno stile all’altro in qualsiasi momento.  Padroneggiando questa tecnica diverrete praticamente inarrestabili, ma dobbiamo dire che il livello di difficoltà normale offre poco mordente. Pertanto, se volete un buon livello di sfida vi consigliamo di iniziare subito dal livello difficile.

Comparto tecnico e direzione artistica

Concludiamo questa recensione con gli aspetti tecnici ed artistici del titolo. Abbiamo giocato Lost Judgment su PS5, prediligendo la modalità grafica standard. Ciò vuol dire che abbiamo dato la priorità ai 60 fotogrammi al secondo, anche se è possibile optare per una modalità focalizzata sulla grafica. Visivamente parlando, il Dragon Engine inizia a sentire il peso degli anni ma trattandosi di un titolo cross-generazionale non possiamo lamentarci più di tanto. I modelli poligonali dei personaggi principali sono eccellenti, così come la resa della maggior parte degli abiti di questi. Le due città presenti soffrono un po’ riguardo l’orizzonte visivo e i dettagli generali di certi edifici, ma non è nulla di troppo drastico. Le animazioni di Yagami sono un piacere da ammirare e l’unico neo relativo ai combattimenti sono le compenetrazioni poligonali che avvengono dopo la sconfitta dei nemici.

Giocando su un sistema di nuova generazione, il caricamento iniziale si è attestato intorno ai cinque secondi, un lasso di tempo più che soddisfacente. Abbiamo inoltre apprezzato l’attenta regia delle sequenze filmate, che dà all’avventura il giusto tocco cinematografico. Passando alla direzione artistica, siamo rimasti estremamente soddisfatti dalla colonna sonora, ricca di tracce adrenaliniche. Ottimo il doppiaggio giapponese, accompagnato da una localizzazione in italiano dai testi di qualità sopraffina.

IL NOSTRO VOTO

Fin dal capitolo precedente, la serie Judgment ha preso una certa distanza da Yakuza per proporre qualcosa di simile ma distante. Pur continuando a ritrarre scorci di vita di personaggi legati a Kamurocho, si evince la volontà di stupire il giocatore con crimini quasi inattaccabili, che mettono a nudo i limiti di un sistema giudiziario tutt’altro che perfetto. E quando la giustizia vacilla e non è sorretta dai giusti ideali, quando gli interessi politici ostacolano la verità, ecco che entra in gioco l’avvocato-detective Yagami, pronto a fare luce dove le autorità si rifiutano di guardare, per riportare un po’ di sana speranza. Con Lost Judgment Toshihiro Nagoshi e il suo team ci hanno regalato un’altra indimenticabile avventura nonostante i rischi di creare un racconto sconclusionato fossero elevati. Questa volta hanno addirittura raddoppiato gli sforzi proponendoci una sotto-trama adolescenziale gestita in modo brillante, capace di alternare momenti riflessivi alle tipiche scene ricche di humor a cui siamo stati abituati. Dal punto di vista del gameplay sono ancora presenti delle sbavature, specie per quanto riguarda gli elementi investigativi, ma il risultato raggiunto in questa iterazione è comunque più riuscito rispetto al primo capitolo. Il ritmo di gioco è ben calibrato e le attività secondarie sono ben distribuite nel corso dell’avventura. Che siate fan affezionati dello studio o nuovi iniziati, in Lost Judgment troverete un gioco appassionante e ricco di cose da fare, siete pronti a riportare equilibrio nella giustizia?
Grafica
8.0
Sonoro
8.5
Gameplay
8.2
Longevità
8.5

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