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Battlefield 2042: la recensione di un titolo longevo e promettente!

EA e DICE approdano su next gen con l'ultimo entusiasmante titolo della serie!

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Battlefield 2042 segna il ritorno di una delle serie videoludiche più prolifiche di sempre, marcando il ritorno sulle scene di un prodotto sempre apprezzato e mai banale.
La guerra ha sempre dato valore all’orgoglio nazionale e agli ideali per i quali si combatte e per questo motivo, ci ritroveremo sempre in uno dei due schieramenti per il dominio totale del globo. È questo il concetto chiave che unisce tutti gli utenti di Battlefield 2042 i quali, si ritrovano all’interno di un’offerta ludica che include 128 giocatori sia su PC che su Console. La possibilità di attivare o meno il cross-play, garantisce un efficiente approccio al gameplay minimalizzando problemi di lag finora irrilevanti, tra le console next e old gen. Chiaramente, non è presente un supporto al cross-play che abbracci tutti i dispositivi ma per lo meno, si potrà far squadra con utenti appartenenti alla stessa famiglia di console.

Occhio a dove miri!

Come ogni titolo della serie che si rispetti, anche Battlefield 2042 fa delle sue immense mappe un vanto non indifferente: l’idea di dispersività e vastità abbraccia il concetto essenziale di Total War, catapultandoci all’interno di un panorama bellico che presenta si un’offerta videoludica intensa ed appagante, ma che tuttavia lascia intravedere le potenzialità di quello che sarebbe potuto essere uno tra i migliori capitoli della saga.
Con un video introduttivo che ci immerge nella lore della serie, vediamo come le vicende storiche si sono evolute nel tempo, partendo dal 2024 fino all’anno nei quali si svolgono gli episodi pertinenti al titolo in questione. Alle due estremità del confronto bellico, troviamo gli Stati Uniti i quali, si contendono il dominio del globo intero con la Russia. Al centro del teatro di guerra, troviamo i “No-pats“: un gruppo di espatriati in lotta per la sopravvivenza, nel mezzo delle due superpotenze in lotta tra loro.

Il contesto storico nel quale veniamo introdotti, calza perfettamente con l’idea di gameplay che DICE vuole trasmetterci. Sebbene il titolo non sia ambientato in uno scenario troppo visionario, ci ritroviamo all’interno di un pacchetto di mappe con contesti tecnologici appartenenti ad un futuro prossimo. Ciò favorisce dunque, un approccio visivo che non necessariamente deve adeguarsi ad un gameplay caratterizzato da armi improbabili e poco realistiche, lasciando che il giocatore si senti inserito in un contesto sempre più vicino alla realtà.
Quest’aria di un futuro “attuale”, la si respira già dalle prime fasi della battaglia tramite una delle modalità principali di Battlefield 2042 (Conquista e Sfondamento) dove sin dall’inizio, si può percepire quell’atmosfera di caos totale bellico misto alla spettacolarità dei singoli elementi che caratterizzano il quadro nel quale anche noi, siamo stati dipinti. Detto ciò, è impossibile non notare quanto tutto ciò sia sfavorevole al gioco di squadra, giacché ogni utente può decidere di strisciare nel fango, di camminare nell’ombra o di sfoggiare i mezzi militari più sofisticati nella maniera più individuale possibile, senza tattica alcuna. La cosa è in particolar modo, favorita anche dal fatto che ogni mappa (almeno finora) non presenta punti tattici che possano consentire di ribaltare il risultato della partita o almeno, insomma edifici che possano rivelarsi tatticamente efficaci. La cosa dunque, non gioca a favore del level design il quale, si presenta piuttosto pianeggiante con la presenza di alcune strutture tutt’altro che strategiche. È d’obbligo quindi, tener conto del fatto che sarebbe stato opportuno modellare determinate arene, in base alle varie modalità di gioco. La cosa funziona bene quando però ci si riferisce ad alcuni dei titoli che hanno determinato il successo della saga, dal momento in cui è possibile giocare online con le mappe, gli operatori, le armi e i mezzi di Battlefield 1942, Bad Company 2 e Battlefield 3.
Se la nostra voglia di variare dovesse prendere il sopravvento, ci accorgeremo che le mappe in questione, giocate con la modalità sopracitata, sostengono senz’alcun dubbio le tattiche militari favorendo la comunicazione tra i giocatori.

Porta sempre qualcuno con te!

Tornando a Battlefield 2042, ci rendiamo conto che i contenuti di base proposti da DICE vanno perfettamente a braccetto con le meccaniche di gioco nella modalità Hazard Zone. In Hazard Zone otto team da quattro giocatori lottano per contendersi dei preziosi hard drive disseminati in giro per la mappa, nascosti all’interno di satelliti spia precipitati in prossimità delle principali zone dello scenario. Qui l’individualità è da considerarsi pressoché relativa, data l’essenzialità di coordinarsi con i propri compagni per avere la meglio sugli avversari, una volta individuato l’obiettivo. Successivamente poi, saremo costretti a ritornare sui nostri passi facendoci strada in un mare di proiettili fino a raggiungere il punto d‘estrazione per aggiudicarci finalmente la vittoria.
Con Hazard Zone, ogni tassello combacia alla perfezione trovando finalmente il punto di raccordo tra le specialità di ogni operatore, consentendo agli utenti di dare il meglio di sé fino all’ultima cartuccia. Qui ogni soldato si divincola da ruolo solitario e poco efficace delle proprie abilità speciali, che gli viene conferito in Conquista e Sfondamento. La sinergia tra i diversi operatori, sarà scandita dalla scelta fatta dal team alla ricerca di una tattica che può sicuramente fare la differenza, specialmente se le sorti del match saranno determinate da una vittoria sofferta o da una dolorosa sconfitta.
Se dunque Hazard Zone dà il meglio di sé soprattutto nelle fasi finali del match, è anche vero che il sistema di progressione non incentiva in maniera efficace i giocatori, giacché tende a resettarsi ad ogni sconfitta subita, perdendo tutti i progressi fatti in precedenza.
Sebbene al momento sono stati rilasciati un buon numero di aggiornamenti riguardanti principalmente la balistica, ci auguriamo che il team di DICE riguardi il sistema di progressione, causa il mancato entusiasmo degli utenti nell’approccio alla modalità in quesitone.

Datti alla pazza gioia!

Come vi abbiamo anticipato in precedenza, in Battlefield 2042 avremo la possibilità di mettere le mani su alcuni dei titoli più prolifici della saga grazie a Portal: un vero e proprio laboratorio, nel quale potremo personalizzare e condividere le nostre esperienze di gioco con altri utenti. Sin dai primi giorni, il catalogo ha offerto una vasta gamma di avventure e modalità ben lontane dal concetto principale del gioco, grazie ad un web editor che ci consentirà di creare a nostro piacimento, il gameplay dei nostri sogni. Al momento, Portal ospita un totale di 6 mappe classiche tratte da Battlefield 1942, Bad Company 2 e Battlefield 3, remasterizzate grazie all’ultima versione del Frostbite Engine. In questo modo, potremo utilizzare ognuno degli elementi presenti nei titoli sopracitati (armi, mezzi, operatori e perfino una meccanica tradizionale di distruttibilità dell’ambiente) per rivivere al meglio quelle esperienze annidate nei ricordi, o per dare un’occhiata ai capolavori ai quali altri utenti sono riusciti a dar vita.
Con un supporto da parte degli sviluppatori a cadenza regolare, Portal rappresenta la finestra sul futuro di un titolo promettente, che forse poteva fare di più sin dall’inizio, ma con difetti sui quali DICE si è messa sin da subito all’opera.

Ci sentiamo finalmente a casa!

È sicuramente da ammirare il modo in cui il team svedese abbia accelerato i propri ritmi per correggere qualche sbavatura e determinate leggerezze, impossibili da non notare dal momento in cui Battlefield 2042 rappresenta una sorta di cambiamento per la saga, prendendo il meglio di alcune modalità privilegiando, all’interno di enormi campi di battaglia, un aspetto tattico tutt’altro che indifferente specie quando la scelta del proprio operatore può risultare determinante nelle fasi finali del match. La fantasia poi, fa da padrona consentendo al titolo una longevità senza precedenti grazie a Portal, innescando automaticamente la domanda: a che tipo di perle potremo assistere negli anni a venire, grazie al supporto di DICE e alla fantasia della community? Non siamo sicuri che bisognerà aspettare troppo per scoprirlo, intanto fateci sapere nei commenti se siete già riusciti a mettere le mani su Battlefield 2042 e continuate a seguirci su Nerdpool.it per rimanere sempre aggiornati sugli ultimi titoli e sulle ultime news dal mondo nerd.

IL NOSTRO VOTO

Di certo non è difficile farsi un’idea dei piani di DICE: basta un primo approccio per rendersi conto delle potenzialità di Battlefield 2042, un titolo che probabilmente avrebbe potuto far di meglio sin dal Day One, ma che giorno dopo giorno, copre le proprie cicatrici migliorando quantitativamente e qualitativamente. Dal punto di vista balistico, la dispersione dei colpi a lunga gittata può far storcere il naso a qualche utente, per non parlare del sistema di progressione di alcune modalità, ma il team svedese di DICE valuta sempre con cautela una determinata situazione, incoraggiando i giocatori a non perdere mai l’entusiasmo per un titolo che, malgrado i suoi problemi, riesce ad offrire un intrattenimento appagante per ogni tipo di giocatore. Insomma che tu sia un tipo orgoglioso e solitario, tattico e adeguato al lavoro di squadra o semplicemente un malinconico che ha solo voglia di rivivere i momenti che credevi di aver dimenticato, con Battlefield 2042 ti sentirai finalmente a casa, abbracciando un titolo che promette di migliorarsi al punto di esprimere il suo pieno potenziale.
Grafica
8.4
Sonoro
8.2
Gameplay
7.6
Longevità
8.5

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Antonio Tarasco
Dalla fusione tra i videogiochi, il teatro ed il cinema, nasce Green_Dragon 303, alias Antonio Tarasco. Sin da quando all'età di 4 anni giocavo a Tekken 3 e Resident Evil: Survival, ho capito che nulla poteva fermarmi... a parte i bug di Skyrim! Appassionato di videogiochi, teatro e cinema, soffro di dipendenza da Brawlhalla e dai giochi sportivi, senza tener conto del titolo di campione del mio condominio di Tekken 7 (anche se sono comunque un semi-professionista, ma dettagli).

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