10 ottobre: Incontro con il disegnatore Mattia Surroz

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Abbiamo partecipato ad un incontro organizzato dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino insieme a Mattia Surroz, autore del recente 10 ottobre e uno dei docenti della scuola. Abbiamo parlato dell’opera scritta da Paola Barbato, e del suo approccio al disegno e alle tematiche di quest’opera edita da Sergio Bonelli Editore. Scoprite cosa è stato detto durante questo interessante incontro!

Mattia Surroz e la collaborazione con Paola Barbato

“Non ho ancora pubblicato un volume come autore unico. Lavorare però con un’altra persona non è una divisione netta, non sono compartimenti stagni dove ognuno fa il suo e basta, non vedo così il lavoro di fumettista. C’è la divisione dei compiti e della responsabilità in senso positivo, hai un confronto mentre invece quando lavori da solo te la canti e te la suoni… Sono amico di Paola Barbato da anni, l’ho ammirata nel suo lavoro, ho letto tutti i suoi libri e quando mi ha proposto di collaborare al progetto di 10 ottobre ho accettato subito.

Un high concept fantastico, un’idea fantastica e mi sento davvero fortunatissimo di aver collaborato con lei ed è andata molto bene. Paola sa mantenere la lucidità e ha tenuto le redini della storia. Non era necessario un confronto quotidiano perché la sceneggiatura era scritta bene. Lavorare con lei è stata una fortuna, ho imparato molto, innanzitutto a non lasciare nulla al caso. La sua scrittura è precisa, piena di sfumature e molto complessa. Non sarei mai stato in grado di fare tutto da solo.

Concordo con chi dice che 10 ottobre sia una delle cose più belle e interessanti scritte da Paola. Sono co-autore ma non sono di parte. Si tratta di una storia “Barbato al 100%” e cazzo come scrive! (ride)”

Paola Barbato
10 ottobre
La scrittrice e sceneggiatrice Paola Barbato

La divisione in volumi

“Come ha detto da Paola nella prefazione al primo volume non c’era fin da subito una foliazione chiara, non sapevamo come sarebbe stata raccolta la serie. Abbiamo quindi deciso per una cadenza ritmica di 20 pagine, quella che poteva andare bene per un albo spillato. Con Sergio Bonelli Editore abbiamo poi deciso per una divisione in 4 volumi, ma potevano essere anche due, o comunque pubblicati in maniera diversa, in formati diversi.

Alla fine di ogni volume c’è un qualcosa che ti spinge a voler leggere il volume successivo, un po’ come la puntata di una serie TV che però devi aspettare il prossimo episodio… In particolare tra il terzo e il quarto volume ci sarà qualcosa di davvero sconvolgente. Ma tutta colpa di Bonelli, non nostra! (ride) Il terzo volume dovrebbe uscire ad aprile e il quarto a giugno, ma seguite i canali social di Bonelli per sapere le date precise!”

10 ottobre
Mattia Surroz
10 ottobre Volume 2

Il mondo e l’ambientazione di 10 ottobre

“Il fulcro della storia si svolge in una settimana, è un arco narrativo molto breve che giunge al culmine nella data del 10 ottobre, che accomuna i protagonisti della serie. Questa data fa muovere i personaggi e le loro azioni in questo mondo particolare. Paola ha scelto questo futuro non fantascientifico ma con una tecnologia avanzata che controlla tutto. Non voglio aggiungere altro per non rovinare la lettura, ma l’ambientazione si svela pian piano, mostrando anche la città. I tempi della scienza sono stati lunghi per arrivare a questo mondo distopico, non è stato processo breve, anzi! La gente si è anche assuefatta di questo modo di vivere, tranne i nostri protagonisti che arrivano a voler reagire andando contro.

Risulta un mondo artificiale, un mondo che ricalca il sogno americano degli anni ’50 e ’60, quando si voleva avere l’ultimo modello di lavatrice in commercio. Mi sono anche ispirato alla pubblicità di Rockwell e certi momenti sembrano usciti da una pubblicità, si è voluto cercare di imitare una confezione, un prodotto con una sua scadenza, al pari delle persone.

Le persone diventano dei prodotti loro stessi, e non hanno falle. Tutti sono sani, non hanno malattie… C’è una certa varietà ma tutto è finto, anche il cibo. Il cioccolato non è vero cioccolato perché non ti fa ne male ne bene.”

Mattia Surroz
Un’opera di Norman Rockwell

La caratterizzazione dei protagonisti

“Da un punto di vista professionale è stato bello avere uno sceneggiatore che prendesse le decisione e ti desse delle suggestioni anche per creare i personaggi. Paola me le ha date nella sceneggiatura, in maniera poco a fuoco ma dando idee da seguire. Ad esempio Melody doveva essere una bella donna. Lo prevedeva il suo ruolo, doveva essere avvenente in maniera funzionale. Ho guardato ad attrici degli anni ’70, con gli occhioni e i capelli in un determinato modo e ho unito diverse immagini nel disegno. E questo è successo per ogni personaggio.

Wilford non sorride con gli occhi perché apatico. Doveva avere uno sguardo triste e ho pensato a Robin Williams che andava bene anche per l’età, ma ho reso Wilford con baffetti, un po’ pingue. Come base ho preso questo attore e ho fatto le modifiche del caso. Io e Paola abbiamo riflettuto e usato i nostri attori preferiti, fatto un casting per avere qualcuno come riferimento al personaggio. Vivi morti non importava: eravamo i registi e abbiamo scelto i nostri interpreti.

Denise è ispirata a Kathy Bates in Misery non deve morire. Nei primi bozzetti per sbaglio le ho messo degli orecchini. E Paola incazzata “Levali!” perché infatti non è quel tipo di donna. Non vuole farsi apprezzare o apprezzarsi lei stessa, non vuole essere femminile. In tal senso anche l’abbigliamento conta e potrei descrivere anche i loro armadi da tanto ho imparato a conoscerli.

Non abbiamo mantenuto la tradizione bonelliana (ride). Non abbiamo pensato di fare un Bonelli classico con i suoi personaggi tipici ma direi che ha funzionato.”

Mattia Surroz
10 ottobre
i 7 protagonisti di 10 ottobre

Affrontare la morte

“Io ero in ansia costante. Non sapevo cosa sarebbe successo, come sarebbe andata a finire perché ho avuto la sceneggiatura a pezzi. L’ho vissuta da lettore, sapevo le cose per sommi capi ma alcune non le sapevo proprio! Paola ha ingannato me prima di tutti gli altri, sapeva ma non voleva dirmelo. Poi ho dovuto saperlo, ho letto le ultime pagine e ho pianto tutto il pomeriggio. Non era andata come avevo previsto! Non meglio o peggio ma ero rimasto basito ecco.

Il mondo di 10 ottobre mi è entrato dentro ed è difficile staccarsi. Ad esempio quando ho festeggiato il mio trentottesimo compleanno ho scritto a Paola “Ho passato la scadenza” (ride).

La cosa che temevo di più era banalizzare la scrittura di Paola. Per questo ho lavorato sulla microrecitazione, i volti dei personaggi per esprimere le loro emozioni, i gesti anche piccoli ma importanti per quello che dicono. Poi c’è stata una questione registica, una parte più tecnica e non casuale, perché dovevo trasmettere qualcosa. E se in un fumetto non trasmetti qualcosa, hai sbagliato. La regola generale è questa.”

Mattia Surroz

“In 10 ottobre ci sono la morte e il lutto. Sono fondamentali per la storia ma come trattarle? Era da fare un disegno straziante o più easy e spensierato? E i genitori, che fanno un figlio e non sanno se tra soli tre anni morirà. Lo fai con quest’ottica non facile, dove c’è comunque sofferenza e ingiustizia, che accade in maniera improvvisa da noi, accade uguale. Ma il fatto che sia programmata non cambia quei sentimenti umani

Nel secondo volume c’è la questione del marito di Melody che è morto cadendo dal tetto, mentre puliva la grondaia. Per i vigilanti è una cosa che no puoi fare, tu non puoi rischiare la tua vita così. Abbiamo un mondo senza pericoli, senza neppure le discese e apparenti mezzi di controllo. Nel terzo volume si spiegheranno le telecamere e i motivi per cui è una società dove non ci sono crimini, non li puoi fare. In ogni caso nel secondo volume vediamo che ci possono essere modi di morire al di fuori della scadenza, possono esserci dei suicidi ma non sono raccontanti e sono questioni nascoste senza un funerale.

Dopotutto la si può vedere in maniera positiva: se passi la scadenza hai altri 10, 15 anni senza preoccupazioni no? E tra utopia e distopia cambia solo il suffisso…

I protagonisti sono delle variabili in questo sistema perfetto. Prendiamo Richie, che vorrebbe essere come i suoi compagni, voler essere eccitato nel scegliere il suo carro funebre. E invece non può esserlo e inizia a riflettere su questioni forse più grandi di lui.”

10 ottobre
Mattia Surroz
10 ottobre Volume 1

Il disegno e i colori di Mattia Surroz

“Ero preoccupato perché è una storia statica, non succedono grandi cose, ci sono cose che non sono abituali nei fumetti. Sai che qualcosa sta per succedere ma non sai come e quando. Ma succederà. Lo capisci vedendo i protagonisti e quello che fanno e devi stare in allerta. Alla Scuola Internazionale di Comics insegno anatomia e il fumetto umoristico. Sono anche un autore di Topolino ed è giusto lavorare seguendo anche la sensibilità del mercato. Indubbiamente è più facile fare una scena di azione, un calcio volante, qualcosa di dinamico. Nel secondo volume di 10 ottobre c’è il padre di Richie che costringe la madre a fare una cena in famiglia insieme. Lei non riesce ad inghiottire quel boccone. Volevo mostrare e spero che si veda questo nel fumetto, la sua difficoltà nel mangiare.

Il realismo non è solo nella proporzione del corpo ma anche nel mostrare la difficoltà di fare certi movimenti. Si tratta di esprimere con tutto il corpo e il viso. Ciò è difficile con una sceneggiatura come quella di Paola più che con una più schematica, che mi dice di mettere il personaggio a tre quarti o di profilo. Mi fa però piacere che questi dettagli si notano, e che una cosa difficile risulti quasi facile e naturale. Per questa riflessione devo tanto proprio alla scrittura di Paola, mi sono interrogato su quello che lei mi chiedeva di disegnare. E man mano che disegni sei preso dalla storia e dai personaggi che ti dimentichi della scadenza…

Per quanto riguarda il lato più tecnico ho scelto per un disegno sintetico, descrivo cosa serve senza troppi orpelli. E anche per la colorazione ho scelto qualcosa di essenziale ma purtroppo fragile. Rischiavo che senza sfumature con pochi colori tutto risultasse brutto. Ho cercato un equilibrio che ho scelto assieme a Paola condividendo con lei le prime pagine. Assomiglia meno ad altri fumetti ma era voluto, lo abbiamo scelta e ci è parsa la scelta migliore per la storia di 10 ottobre.”

Mattia Surroz 
10 ottobre

Ringraziamo la Scuola Internazionale di Comics di Torino per aver organizzato questo incontro e Jacopo Masini per l’invito. Vi ricordiamo le nostre recensioni dei volumi 1 e 2 di 10 ottobre. Fateci sapere nei commenti se conoscevate le opere di Mattia Surroz e cosa ne pensate di questa sua ultima fatica. Continuate a seguire Nerd Pool per essere sempre aggiornati sui vostri fumetti e autori preferiti!

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