La Casa dei Pulcini di JiokE – Recensione

Dopo Pazzia, JiokE ci racconta l'angosciante storia di una famiglia disfunzionale
8.5
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Giovanni Dell’Oro, in arte JiokE, si conferma un abilissimo narratore di storie horror crude e angoscianti. Dopo l’ottimo debutto nel 2020 sempre per Edizioni BD con Pazzia, una raccolta di brevi storie di diverse tematiche, passa al racconto lungo con La Casa dei Pulcini. Vi ripropongo qui sotto un estratto della trama proposto dall’editore:

Due bambini vivono con la mamma a contatto con la natura, nell’atmosfera fiabesca e fatata di una casa in mezzo al bosco. Ma la curiosità dei bimbi di visitare la città, sfidando il severissimo divieto da parte della madre, li condurrà verso un confronto drammatico e violento contro il loro stesso, misterioso passato.

L’AMBIENTAZIONE E I PERSONAGGI

Quando penso a una casa nel bosco con dei bambini, la prima cosa che mi viene in mente è Hansel e Gretel. Tante storie, soprattutto horror, hanno riproposto questo tema, e JiokE ne riprende diversi elementi. Location non ben precisata, una casa che sembra inghiottita dalla foresta circostante senza lasciare possibilità di fuga. Lì abitano due bambini che hanno vissuto tutta la loro vita tra le pareti domestiche. Insieme a loro, c’è anche la mamma, una cacciatrice, una donna forte che deve prendersi cura della casa e dei figli. A vederli sembrano anche felici…solo uno dei fratelli mostra quella curiosità insita in ogni bambino di esplorare e conoscere il mondo.

I due fratelli sono pressoché uguali per l’aspetto esteriore (tranne per gli occhiali), ma hanno un carattere quasi opposto. C’è Tommy, il bambino diligente che rispetta ogni regola e si sbatte per far felice la madre in ogni modo. Dall’altro versante, abbiamo Diego, annoiato da una vita monotona, che non lo soddisfa, e che lo porta a disubbidire al genitore, finendo per cacciarsi nei guai.

La bravura di JiokE sta nell’allargare pian piano la visuale, facendoci iniziare a intravedere quello che c’è fuori dalla casa. Nelle prime tavole di La Casa dei Pulcini siamo completamente all’oscuro di tutto e siamo portati a chiederci come sia il mondo circostante. Perché questa madre è così ossessionata dal tenere i bambini in casa? Forse c’è veramente qualcosa di pericoloso in città. Ma con l’avanzare della storia, cambia anche la prospettiva e le cose iniziano a farsi più chiare…e al contempo più disturbanti.

CONSIDERAZIONI (CON QUALCHE SPOILER)

Per quanto la famiglia possa apparire felice è lampante che qualcosa non va e che il castello di carte è destinato a crollare. Se all’inizio la madre può sembrarci affettuosa e gentile verso i figli, basta poco a farci cambiare idea. Il suo è, infatti, un amore malato e morboso che, per un motivo che apparirà più chiaro solo alla fine, la porta a voler tenere i figli rinchiusi in questo mondo isolato, senza dare loro la possibilità di vivere veramente. E non si risparmia neanche nel punirli in modi aberranti se disubbidiscono.

Il racconto si fa man mano più angosciante, in particolare perché tutto fa presagire che le cose non andranno molto bene per i due fratelli. Si instaura questo “scontro” tra l’adulta forte e spietata e i bambini sottomessi che sembra avere solo una possibile conclusione. Vi sfido a rimanere indifferenti di fronte a quello che succede verso metà volume e che cambierà per sempre la vita e le relazioni tra i personaggi.

In realtà, esiste anche un filo di luce nel grigiore della vita di Tommy e Diego. Sono i ragazzi che giocano nel fienile nel bosco. A prima vista quasi creature mostruose per due bambini che non hanno mai oltrepassato il recinto di casa, ma che diventano una possibile via di fuga da una realtà opprimente. Tuttavia, anche leggendo quelle pagine si fatica a provare vera gioia per i personaggi, mentre invece si inizia a temere quello che succederà una volta scoperti dalla madre.

Lo stile di disegno di La Casa dei Pulcini è davvero azzeccatissimo per un racconto horror di questo tipo, dove aleggia un’atmosfera calma ma che nasconde grandi orrori e nel quale la tragedia è sempre dietro l’angolo. Il tratto a matita è eccezionale soprattutto nel tratteggiare i volti dei personaggi, preciso quando sono felici e frenetico nelle scene più agghiaccianti e inquietanti.

CONCLUSIONE

JiokE dà vita a una storia carichissima di tensione che si legge d’un fiato e che fa vivere al lettore un turbinio di emozioni. L’autore prende alcuni elementi caratteristici di certe storie dell’orrore, ma riesce a farli propri e a creare una vicenda inedita e interessante. I personaggi sono ben caratterizzati e lo stesso vale per lo scenario, molto efficace proprio nel suo essere ben definito solo in alcuni aspetti, mentre altri vengono lasciati all’immaginazione del pubblico.

Già con Pazzia, JiokE non si era risparmiato, portandoci in situazioni estreme, ma sempre con elementi realistici. Grazie alla forma del racconto lungo, con La Casa dei Pulcini riesce a compiere un altro passo per essere un ottimo fumettista a 360° gradi, capace di scrivere storie sempre inquietanti ma che fanno anche ragionare e che colpiscono al cuore i lettori. Sono davvero curioso di leggere altre sue opere!

La Casa dei Pulcini cover

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Giovanni Dell'Oro, in arte JiokE, si conferma un abilissimo narratore di storie horror crude e angoscianti, dando vita a un racconto carichissimo di tensione che si legge d'un fiato e che fa vivere al lettore un turbinio di emozioni. L'autore prende alcuni elementi caratteristici di certe storie dell'orrore, ma riesce a farli propri e a creare una vicenda inedita e interessante.

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Giovanni Dell'Oro, in arte JiokE, si conferma un abilissimo narratore di storie horror crude e angoscianti, dando vita a un racconto carichissimo di tensione che si legge d'un fiato e che fa vivere al lettore un turbinio di emozioni. L'autore prende alcuni elementi caratteristici di certe storie dell'orrore, ma riesce a farli propri e a creare una vicenda inedita e interessante.La Casa dei Pulcini di JiokE - Recensione