L’Arma dell’Inganno – Operazione Mincemeat, la recensione

Un film che tutti dovrebbero vedere
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L’Arma dell’Inganno Operazione Mincemeat è il nuovo film di John Madden, distribuito da Warner Bros, che ci riporterà alla Seconda Guerra Mondiale. La pellicola, infatti, riporterà alcuni fatti accaduti durante questo tragico periodo dell’umanità, che hanno aiutato alla conclusione della guerra stessa. Non si tratterà di tattiche da applicare sul campo o scontri in trincea, bensì di un astuto piano per, appunto, ingannare i nemici e salvare più vite possibili.

La guerra nascosta

Si sa ci sono guerre che si imprimono indelebili nei libri di storia, ma esistono anche altrettanti uomini il cui nome rimarrà sepolto in una cartella archiviata di qualche ufficio polveroso, almeno finché un film come questo non saprà dare un volto e un nome a queste donne e a questi uomini.
In questa categoria ricadono i protagonisti realmente esistiti di questo film, il cui determinante contributo nel successo degli alleati durante il secondo conflitto mondiale, ci ha restituito il mondo libero in cui viviamo, chiudendo così idealmente il cerchio questa perla in forma di pellicola cinematografica.
Questo perché al fianco della guerra patinata fatta di grandi battaglie campali e imprese, c’è la guerra nascosta, basata sull’ingannno, sullo spionaggio e il controspionaggio, una guerra condotta da i dimenticati della storia.

L'arma dell'inganno

Non puoi perdertelo

Non è un film per tutti ma è un film che tutti dovrebbero vedere. È un film che si prende i suoi tempi, per sviluppare una storia complessa come ogni storia di spie, soprattutto una vera come questa. È un film che richiede quindi una soglia di attenzione alta per tutto il film per non perdersi i diversi passaggi. Ma è un film che tutti dovrebbero vedere, per comprendere che dietro ad ogni grande impresa ci sono uomini veri, forti sì ma anche con i loro pregi e i loro difetti. Non vederlo significherebbe fare un torto a se stessi, perché ci si perderebbe un grande film ma soprattutto alla memoria di questi uomini, che ieri come domani piomberebbe nuovamente nell’oblio. Ma oggi è in sala dunque correte a vederlo.

Guerra sporca

I personaggi sono ben dipinti, vividi, veri. Non ci sono eroi, solo uomini e donne mossi da un grande senso del dovere, ma anche schiacciati dal peso delle loro responsabilità. Le loro vite, sono state devastate dalla tragedia della guerra che le ha travolte come birilli. Ma nella tensione della guerra, nel suo orrore quotidiano, nella miseria di quei giorni del 43 c’è forse ancora spazio per amori impossibili, per tensioni e invidie tra colleghi. Il sospetto verso i propri compagni, un’atmosfera claustrofobica dettata dalla paura di fallire permeano l’intera pellicola.

L’amore e la guerra

Non poteva manca una storia d’amore che in questo caso è più un dramma tra incomprensioni e rifiuti. Sono rapporti che dovrebbero alleggerire il momento oscuro in cui la società sta vivendo, ma non riescono mai a lasciarsi andare del tutto tra diversi ostacoli causati talvolta dalla guerra, ma talvolta dalla società stessa che non fa spazio allo sviluppo dell’amore. Questo aspetto di L’Arma dell’Inganno occupa il giusto spazio all’interno della pellicola, senza annoiare o rendere tropo asfissiante le scene dedicate ad esso.

Lato tecnico

Ottima la prova registica del navigato regista britannico Jonh Madden, in grado di restituire attraverso una fotografia tetra e un’ottima ricostruzione delle ambientazioni storiche la Gran Bretagna e la Spagna di metà anni 40. Le musiche accompagnano e muovono i fili della tensione, non c’è spazio per l’ironia, il destino del mondo libero è in gioco. Eccellente anche la fotografia in cui i colori tetri e i primi piani son in grado di valorizzare i volti dei protagonisti, interpretati da attori in grande spolvero pur essendo chiamati ad una prova attoriale difficile. Invidiabile la capacità del regista di raccontare in modo semplice aspetti tanto complessi come una guerra.

Il regista Jonh Meddan

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Un film che tutti dovrebbero vedere, per comprendere che dietro ad ogni grande impresa ci sono uomini veri, forti sì ma anche con i loro pregi e i loro difetti.

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