La casa di carta: Corea, la recensione senza spoiler dei primi 6 episodi

La casa di carta: Corea è troppo simile all'originale. Ci prova ma non ci crede abbastanza, manca un po' di coraggio.
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La casa di carta: Corea, “remake” de “La casa di carta”, è disponibile da oggi su Netflix. Abbiamo avuto la possibilità di vedere i primi sei episodi in anteprima. Ecco la nostra recensione, senza spoiler, di questa nuova serie che siamo sicuri farà discutere quasi quanto l’originale. Il motivo? Scopriamolo insieme.

La trama

Partiamo subito con il dire che i personaggi, la storia di base e della rapina rimangono praticamente invariati se non per alcuni piccoli cambiamenti. L’unico grande cambiamento che conferisce quel tocco in più alla serie è il contesto. La rapina si svolge in un futuro nel quale la Corea del Nord e la Corea del Sud, hanno cessato le ostilità. Siamo nel 2025 e tra le due Coree, non esistono più muri. Il fulcro di questa nuova realtà geopolitica è una zona definita Area Economica Congiunta, situata proprio dove una volta era presente il confine tra le due nazioni.

Data questa premessa, si poteva osare di più. E La casa di carta: Corea ci prova, soprattutto con la storia dei personaggi e con una critica/approfondimento degli scenari politici. Ma non basta. A parte questo, infatti, la base di partenza è praticamente la stessa. Un colpo sensazionale, rapinare la zecca. Tutto troppo simile all’originale.

Cosa non ci è piaciuto

I personaggi. Troppo simili, a volte addirittura scopiazzati. Pensiamo al Professore e al suo iconico gesto di sistemarsi gli occhiali. Anche qui il “nuovo” Professore, fa la stessa identica cosa. Così come le movenze, gli sguardi. Stessa cosa per l’ispettore e il gesto di legarsi i capelli. Non è un difetto in se, ma questa ricerca spasmodica di somiglianza risulta a volte stucchevole. Era possibile rifare La casa di carta con nuovi personaggi che non risultassero una copia dei personaggi dell’originale? Certo. Non basta cambiare la loro storia.

La rapina. Una rapina che ha reso grande La casa di carta grazie alle sue svolte narrative e all’intraprendenza del Professore. Come si fa ad appassionarsi o a sorprendersi se le svolte sono praticamente identiche a quelle viste nella rapina originale? Anche qui, come con i personaggi, la delusione più grande arriva dall’incredibile somiglianza tra il nuovo ed il vecchio. Si poteva modificare più di quanto fatto. Alcune differenze ci sono, ma sono così piccole che non hanno quel sapore di novità, ma più un sapore di “ci provo, ma senza convinzione”

Cosa ci è piaciuto

Il nuovo contesto geopolitico ci è piaciuto tanto. Ed era la svolta che avrebbe potuto dare molto di più a La casa di Carta: Corea. Peccato che in questi primi sei episodi non si sia osato. Speriamo nella seconda parte venga sfruttata di più, magari dando quelle differenze che possano farci appassionare anche a questa nuova versione della storia.

La casa di carta: Corea | Foto: Netflix
La casa di carta: Corea | Foto: Netflix

Conclusioni

Un parere definitivo lo daremo solo dopo aver visto gli ultimi sei episodi. Ma La casa di carta: Corea non è una serie facile da recensire. Presa come nuova serie, senza considerare il prodotto originale, è un ottimo show, con colpi di scena e momenti da brivido. Il problema semplice: se avete già visto la serie spagnola allora la trama vi sembrerà troppo simile all’originale per sorprendervi. Così come i personaggi. Berlino, Nairobi, Tokyo, Mosca, Helsinki, il Professore e gli altri personaggi sono troppo iconici ormai. Per quanto bravi, i nuovi interpreti non potranno mai sostituire gli originali. Forse serviva differenziarsi in può di più e insistere sul contesto geopolitico dato dall’unione delle due Coree.

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Un parere definitivo lo daremo solo dopo aver visto gli ultimi sei episodi. Ma La casa di carta: Corea non è una serie facile da recensire. Presa come nuova serie, senza considerare il prodotto originale, è un ottimo show, con colpi di scena e momenti da brivido. Il problema semplice: se avete già visto la serie spagnola allora la trama vi sembrerà troppo simile all'originale per sorprendervi. Così come i personaggi. Berlino, Nairobi, Tokyo, Mosca, Helsinki, il Professore e gli altri personaggi sono troppo iconici ormai. Per quanto bravi, i nuovi interpreti non potranno mai sostituire gli originali. Forse serviva differenziarsi in può di più e insistere sul contesto geopolitico dato dall'unione delle due Coree.

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Un parere definitivo lo daremo solo dopo aver visto gli ultimi sei episodi. Ma La casa di carta: Corea non è una serie facile da recensire. Presa come nuova serie, senza considerare il prodotto originale, è un ottimo show, con colpi di scena e momenti da brivido. Il problema semplice: se avete già visto la serie spagnola allora la trama vi sembrerà troppo simile all'originale per sorprendervi. Così come i personaggi. Berlino, Nairobi, Tokyo, Mosca, Helsinki, il Professore e gli altri personaggi sono troppo iconici ormai. Per quanto bravi, i nuovi interpreti non potranno mai sostituire gli originali. Forse serviva differenziarsi in può di più e insistere sul contesto geopolitico dato dall'unione delle due Coree.La casa di carta: Corea, la recensione senza spoiler dei primi 6 episodi