Thor: Love and Thunder, la recensione senza spoiler

Thor: Love and Thunder non ci convince. Alcuni dei difetti di Thor: Ragnarok vengono riproposti e amplificati.
5.5
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Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima l’attesissimo quarto film dedicato al Dio del Tuono, Thor: Love and Thunder. Eccovi la nostra recensione senza spoiler del nuovo film del Marvel Cinematic Universe.

Un’altra occasione sprecata?

Dopo Thor: Ragnarok e gli altri film corali in cui compariva il tonante, mi sono recato al cinema con il groppo in gola a vedere Thor: Love and Thunder. Spaventato, spaesato da un personaggio che del vero Thor aveva solo il nome e poco altro. Un personaggio non solo totalmente snaturato rispetto alla controparte cartacea, ma soprattutto senza alcun carisma ridotto ad un insulsa macchietta comica. Mi chiedevo dunque quanto più in fondo potesse sprofondare la nave e quanto pare eravamo ben lungi dal toccare il fondo. Questa dunque è una grande occasione sprecata per ridare lustro ad un personaggio importantissimo dell’universo Marvel.

La comicità

Partiamo dal più grave dei difetti, la comicità, il film ne è infarcito al punto da risultare stucchevole un po’ come un panino troppo pieno di salsa che morso dopo morso risulta sempre più sgradevole. Questa spezza ogni tipo di tensione, rendendo il tutto indigesto. Inoltre è una comicità davvero di bassissima lega, che probabilmente può far ridere dai 0 ai 5 anni, ma il pubblico che fruisce dei prodotti del franchising è ben più vario e vasto.

Che cos’è Thor: Love and Thunder?

Non si capisce cosa il film voglia essere, una commedia? Un film drammatico di critica sociale? Un film sull’amore e i buoni sentimenti? Un film d’avventura a tema spaziale? Più probabilmente una macedonia insulsa di tutte queste cose in cui nessun elemento prevale sull’altro, rendendo il film un accozzaglia di generi tra cui è impossibile districarsi.

La storia

La storia di Thor: Love and Thunder è tratta da vari pezzi della stessa lunga run a fumetti di Jason Aroon, davvero eccezionale. Questa è inoltre in corso di ripubblicazione da parte di Panini Comics nel formato economico, “Marvel integrale Thor”.

Si uniscono infatti la saga del macellatore di dei che da inizio alla run e quella della potente Thor, con Jane Foster che si rivela degna di impugnare il martello di Thor. Questi due archi narrativi sono la principale fonte di ispirazione del film che quindi poteva attingere da un materiale validissimo. Non ci si aspettava di certo una trasposizione pedissequa ma viste le fonti il potenziale era enorme.

I nuovi personaggi introdotti.

Come detto a disposizione vi era un grande materiale e grandi personaggi che si potevano introdurre.

Partiamo da Gorr un alieno tradito dagli dei che cerca vendetta armato della sua necro spada in grado di uccidere le divinità di ogni phantheon. Questo personaggio rappresenta la metafora del debole che si ribella ai potenti rei di avergli voltato le spalle nel momento del bisogno. Cerca vendetta contro divinità corrotte e indifferenti verso i loro adoratori immersi nella miseria. Insomma un personaggio di grande critica sociale.

Poi c’è Jane Foster uno scienziato di successo, una donna forte e emancipata che però si ammala di tumore e di fronte alla sua fragilità però non si arrende, diventa degna del Mjiolnir che decide di brandire senza esitazione. Ma tutto ciò ha un prezzo, infatti ogni volta che Jane diventa Thor gli effetti della chemio terapia scompaiono avvicinandola un pò di piùad un inevitabile morte.

Il problema è che due personaggi tanto potenti nei messaggi e nella caratterizzazione vengono appiattiti e banalizzati, in questo Thor Love and Thunder non vi è phatos né dramma tu scorre senza riuscire a sedimentarsi nello spettatore o a trasmettere emozioni. Il villain poi è il classico Villain del MCU, che nasce e muore nell’arco di un film. Più un antieroe che un vero malvagio oltretutto.

Le prove attoriali

Le prove attoriali di Cristian Bale e Natalie Portman sono buone ma viziate da una sceneggiatura e dialoghi non all’altezza. Chris Hemsworth invece sembra molto a suo agio nel ruolo macchiettistico assegnatogli ormai da molti film, che lo vede come un sex simbol con la maturità di un bambino di dodici anni in piena crisi ormonale. Sorvolo invece su imbolsito Russel Crowe nei panni di Zeus, un attore di quella caratura non meritava un simile trattamento.

Musiche e effetti grafici

La colonna sonora di Thor Love and Thunder è una celebrazione continua dei Guns and Roses, che possono piacere o meno ma che alla lunga stufano e denotano ben poca originalità. Dispiace dirlo ma anche qui siamo be lontani dalle vette di James Gun sui Guardiani. Gli effetti grafici sono tecnicamente ottimi così come la fotografia, anche se a tratti è un po’ barocca e senza nessun tocco di originalità da parte del regista.

Scene post credit

Sono due, la seconda abbastanza scontata e riempitiva, la prima che vorrebbe stupire ma che lascia perplessi sul trattamento di un ulteriore divin personaggio che si unirà all’universo cinematografico, anche egli probabilmente snaturato e ridotto alla bidimensionalità.

Conclusioni

Thor tornerà ci dicono alla fine del film. Dubito che rotta presa dal personaggio sarà invertita perché questa versione ha un certo riscontro di pubblico che giustifica le scelte di Taika Waititi. Mi chiedo se tuttavia alla lunga possa reggere questa continua rappresentazione gigionesca dei personaggi. Nonché il continuo ripetersi di messaggi ormai banali, quali su tutti l’idea secondo cui l’amore debba sempre trionfare. I film del MCU infatti sono sempre pieni di buoni sentimenti e messaggi positivi. Questi però alla lunga stanno a mio avviso risultando: stucchevoli, ripetitivi e sovente forzati.

Mi chiedo quindi non si potrebbe provare con qualcosa di diverso o più maturo? Oppure intercettare il pubblico delle famiglie con bambini val bene distruggere ogni profondità narrativa e spessore dei personaggi standardizzando tutti i film secondo il solito modello preconfezzionato ?

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Thor: Love and Thunder non ci convince. Nonostante le ottime prove degli attori la sceneggiatura e la ricerca continua di comicità portano il film a risultare quasi stucchevole, annullando tutti i momenti di tensione e di emozione.

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