Cult of the Lamb – La nostra recensione di un rougelike gestionale diverso dal solito

una fusione tra due generi tanto adorabile quanto riuscita
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I ragazzi di Massive Monster e Devolver Digital hanno da poco lanciato sul mercato il loro Cult of the Lamb, un divertentissimo gioco un po’ roguelike e un po’ gestionale che prende il meglio dai 2 mondi! Ma c’è di più, c’è anche tanta follia, quella che serve per ambientarlo in una foresta piena di animali carinissimi, dove impersoneremo un’agnello a capo di una setta mistica! La setta ha l’obbiettivo di crescere in numero e potere facendo…beh facendo quello che fanno le sette, ma con un’adorabile ironia e leggerezza.

Cult of The Lamb è disponibile su Steam, Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S.

La storia

La storia inizia con la fine del nostro personaggio, ma si sa, quando si parla di sette occulte, la fine è colo l’inizio! Il gioco inizia col nostro patibolo, una fine segnata, alla quale siamo rassegnati, ma un’antica divinità imprigionata decide di darci una seconda possibilità, in cambio dovremo solo distruggere i falsi profeti che l’hanno rinchiuso e far nascere una setta devota al nuovo padrone. Al netto di alcuni dialoghi con le divinità la storia si limita a questo. Per completare il nostro compito, il giocatore deve andare in giro per il mondo e combattere vari boss. Nel farlo, i giocatori incontreranno dei seguaci che possono reclutare nel loro culto. Più seguaci ci sono nel culto, più risorse avremo a disposizione, più diventeremo potenti, più porte si aprono e più velocemente potremo completare la nostra missione.

Il gioco

Ma ricordiamoci che la parte rougelike è sono una parte di Cult of the Lamb, di fatti una grossa fetta della proposta videoludica del titolo è stata dedicata alla gestione della setta. Duranate i nostri viaggi ci capiterà, come detto in precedenza, di reclutare dei simpatici adepti. Questi ci aspetteranno alla base della nostra setta in attesa di venire iniziati. Non si tratta di un’area incredibilmente vasta, ma i giocatori possono modificare l’accampamento. Nel corso del tempo, il giocatore avrà a disposizione nuovi percorsi, mobili ed edifici. Quanto più grande è il seguito del culto, tanto più rapidamente saranno disponibili gli aggiornamenti. I giocatori possono assegnare ai seguaci un lavoro di estrazione mineraria, di taglio degli alberi, di preghiera e molto altro ancora. Oppure i seguaci possono pregare presso gli altari depositando l’ispirazione divina. Dopo una certa quantità, i giocatori hanno la possibilità di acquistare un potenziamento che espanderà ulteriormente il culto. Gli edifici che i giocatori sbloccano possono essere realizzati con materiali raccolti da altre attività lavorative, ma necessitano anche dell’oro che troveremo nei dungeon. Questo ci spingerà a tornare ancora ed ancora in missione per raccimolare risorse e crescere!


Ma ci sono altre meccaniche interessanti legate al culto. La gestione degli adepti è divisa in 3 statistiche, che dovremo tenere d’occhio per mantenere la setta funzionale ai nostri scopi. Abbiamo la salute e la fame dei seguaci, parametri piuttosto classici, e la fede che rappresenta quanto i nostri seguaci credano in noi, e di conseguenza quante preghiere e sacrifici siano disposti a fare per noi. I seguaci sono tutti diversi uno dall’altro, ognuno di loro ha degli attributi che possono influenzare il modo in cui salgono di livello o si comportano. Ad esempio, un seguace può avere un tratto scettico, per cui ogni volta che il giocatore recluta un nuovo seguace, la fede dello scettico diminuisce. Se la fede di un seguace diventa troppo bassa, può diventare un dissidente. Questo significa essenzialmente che si rifiuterà di lavorare e passerà il suo tempo a contrastare la setta. Finendo per far dilagare il dissenso, dovremo prendere provvedimente per recuperare la situazione.


Per gestire il livello di fedo abbiamo a disposizione i rituali, che vanno dal classico sermone, a riti decisamente più macabri che ci porterenno a sacrificare un nostro adepto per ristabilire il nostro potere, più un adepto è fedele, più risorse ci garantirà sacrificandolo.
Sono veramente tante le cose da fare in Cult of the Lamb, non si ha mai la sensazione di essere fermi in attesa di qualcosa, anzi, la pianificazione delle attività per ottenere i migliori risultati è serrata e gratificante.

Grafica e audio

Il titolo ha un’estetica 2.5D che ricorda un libro pop-up per bambini, ed anche la scelta di illustrare tutti i personaggi come dei tenerissime peluches, è una scelta affascinante ma ironica, visti i temi trattati del titolo. Per la maggior parte del tempo, i giocatori uccidono orde di nemici o eseguono rituali sanguinari. Poi si aggirano per i terreni del culto e interagiscono con i simpatici seguaci che ballano e cantano.

La musica di Cult of The Lamb inizia in modo ingannevolmente carino e innocente, per poi cambiare a seconda di ciò che accade. Mentre si gira per i terreni del culto, viene suonata una musica allegra che fa facilmente dimenticare il tipo di gioco oscuro che è. Poi, quando si entra in una regione per reclutare seguaci o distruggere falsi profeti, la musica cambia. Diventa misteriosa e sinistra. Funziona abbastanza bene, la musica non sembra mai allontanarsi troppo dal suo stile.

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