Nerdpool incontra Daniele Di Nicuolo e Simone Di Meo

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Durante Milan Games Week e Cartoomics abbiamo avuto modo di incontrare due artisti che, in questo momento, stanno avendo un grande successo sia sul suolo italiano che su quello statunitense. Stiamo parlando di Simone Di Meo e Daniele Di Nicuolo, disegnatori di Li Troviamo solo quando sono Morti (Simone) e Seven Secrets (Daniele). Entrambi questi titoli sono pubblicati da Edizioni BD che ringraziamo caldamente per averci dato la possibilità di poter condurre questa intervista doppia!

Ciao Simone e Daniele, benvenuti su Nerdpool.it!

D & S: Grazie, è un piacere.

Avete un percorso artistico abbastanza simile: prima alcuni lavori con editori italiani e poi il Boom! con la serie Mighty Morphin Power Rangers. Qual è il vostro ricordo migliore su quella serie?

D: Tanta libertà creativa e artistica, seppur rimanendo dentro i canoni. Boom! ha sempre cercato uno stile che fosse differente da quello classico supereroistico anni ‘90, questo ci ha permesso di mettere tutte le nostre influenze, soprattutto manga giapponesi, senza mai essere fermati. Questo ha, probabilmente, dato anche un tratto distintivo alla serie.
S: La cosa che più mi rimarrà è l’aver creato un nuovo Power Ranger. Creare il Solar Ranger è stata un’emozione, perché la cosa più bella è vederlo reinterpretato. Non il mio disegno, ma vedere quelli degli altri o come lo fanno i cosplayer. Da fan dei Power Ranger sin dalla mia infanzia, quella è una delle mie più grandi soddisfazioni.

Parlando di stile di disegno, il vostro si differenzia molto uno dall’altro. Quali sono gli autori che vi hanno accompagnato nella creazione del vostro stile personale?

D: Io sono cresciuto a pane e manga. Il fumetto americano è arrivato molto, molto dopo, quando ho frequentato la scuola del fumetto di Milano, più per conoscenza che per ispirazione. Gli autori che mi sono rimasti più impressi sono: Oda, Kishimoto, Otomo. Poi sono subentrati Immonen, Ottley, Corey Walker, Daniel Warren Johnson per alcune cose. Questi stili americani, occidentali, sono stati la base che ho utilizzato per riuscire a far fruire la mia arte più influenzata dal mondo giapponese.

S: Come per Daniele, sono cresciuto con i manga. Di sicuro c’è Toriyama e tutto il mondo di Dragon Ball con il quale sono cresciuto, e altri autori giapponesi. Ma andando avanti mi sono spostato su reference americane però, come diceva prima Daniele, di persone che derivano da reference giapponesi: James Harren e altri autori di quella scuola. Poi ho cercato qualcosa di diverso come Sakamoto.

La vostra consacrazione definitiva è arrivata con vostre collaborazioni, rispettivamente Daniele con Tom Taylor su Seven Secrets e di Simone con Al Ewing su Li Troviamo solo quando Morti. Per la prima volta vi siete approcciati come co-creatori di un fumetto. Come avete affrontato questo nuovo ruolo all’interno della vostra carriera?

D: è stata una cosa figa e divertente. Finalmente ho potuto rigurgitare, tirare fuori, tutto quello che hai accumulato nel corso degli anni, non solo a livello stilistico, ma per quanto riguarda le idee, l’estetica. Nel mio caso, dover creare quattordici, quindici personaggi co-protagonisti, un cast molto vasto, totalmente a briglia sciolta perché Tom mi ha dato solo delle brevi descrizioni. Poter dare un design molto caratteristico, far muovere e recitare in un certo modo i personaggi, differenziandoli tra loro, dandogli quell’estetica che deriva dallo shonen classico, con forme e silhouette molto riconoscibili mi ha permesso di divertirmi molto. Racconti la tua storia, i tuoi personaggi, in collaborazione con lo scrittore perché molte cose nascono assieme e, finalmente, ti senti parte di un processo creativo non solo riferito a brand già esistenti.

S: Come dice Daniele, la cosa che più mi è piaciuta è stata la possibilità di andare a briglia sciolta. Prima eravamo abituati con Boom! Studios, Marvel o DC, a raccontare con direttive specifiche, mentre questo caso no. Inizialmente, per me, è stato un problema perché non ero abituato a dover gestire tutto il reparto creativo da zero. Leggevo la sceneggiatura, ma non esisteva ancora nulla. Mi sono trovato davanti a un foglio bianco, così bianco da essere luminoso. Per me, è stato difficile iniziare. Ci ho messo circa una settimana per capire cosa fare, che direzione prendere. Ho studiato tantissime reference. Questo mi ha fatto capire la difficoltà della creazione di qualcosa di nuovo, me l’ha fatto apprezzare negli anni e, ora, diventa quasi difficile tornare indietro e rimanere su una linea prestabilita da autori precedenti o altre testate esistenti. Proprio perché la parte più bella è stata quella creativa, il controllo completo di quella che è letteralmente la tua serie.

Una domanda retorica di rito: vi piacerebbe creare una vostra serie come autori unici?

D: Sì, dopo tanti anni è una cosa che sto provando a fare. Quando cominci a mettere mano su cose tue, non scritte da qualcun altro, diventa tutto più difficile. Inizialmente, puoi pensare di farti aiutare da uno scrittore, ma a un certo punto diventa completamente la tua storia e hai paura di dare in mano a qualcun altro il tuo lavoro. Sì, dopo tanti anni di lavoro sto cominciando a buttare giù delle idee.

S: Io sto disegnando una storia che ho scritto, per DC. Si tratta di una storia breve, già in questa sto riscontrando molte difficoltà e moltissime cose alle quali da disegnatore non fai caso o non ci pensi. Un passo molto interessante che abbiamo deciso di fare perché ci siamo sentiti pronti. Ho scritto altre idee, ho mandato avanti proposte, ma avendo l’esclusiva DC le dovrò tenere nel cassetto.

Parlando di DC, dopo il Boom delle vostre serie Seven Secrets e Li Troviamo solo Quando sono Morti, siete approdati entrambi nella casa di Batman. Simone, in pianta stabile e fissa, Daniele disegnando alcuni numeri di serie diverse. Qual è il personaggio che più vi piace disegnare del mondo DC Comics?

D: Premetto che non sono un gran conoscitore del mondo dei supereroi, ma con Nightwing mi sono divertito molto. Lo trovo un personaggio simile a altri, per esempio della Marvel, che mi divertono. Una sorta di Spider–Man, di Occhio di Falco. Lui non è dark, come lo è Batman. Ha quella leggerezza visiva e di carattere che mi piace molto. Mi è piaciuto farlo muovere, farlo recitare. Se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe continuare con personaggi di questo tipo.

S: Facile: Batman. La mia scelta non arriva dai fumetti, ma dalla serie animata degli anni ‘90. Grazie a quella sono diventato fan del personaggio, poi grazie ai film. In generale, non sono mai stato un gran lettore di Batman, o di supereroi, ma l’universo narrativo di Batman mi ha portato ad amare il personaggio, iniziare a leggerlo e apprezzare moltissime storie.

Una delle variant di Daniele per la serie Power Rangers

Entrambi avete realizzato molte variant cover, per diversi editori (Simone ha anche vinto un Ringo Award per le sue cover). Qual è il segreto per riuscire a creare una copertina d’impatto capace di restare nel cuore dei lettori?

D: Io ho fatto tantissime variant per Power Rangers, di recente ho fatto delle variant per DC, ma faccio molta fatica. Io mi ritengo un animale da tavola interna. La variant bisogna cercare le idee e, purtroppo, credo proprio che il segreto sia da chiedere a Simone.

S: Il segreto è sempre studiare, ma il mio segreto è quello di non guardare le copertine di fumetti. Siamo abituati, da anni, a avere migliaia e migliaia di variant cover, quindi se vuoi fare qualcosa di unico non devi guardare il lavoro degli altri. Io parto da reference, foto, atmosfere o colori, guardo le origini del personaggio. Ricerco così idee nuove, ma non guardo mai le copertine degli altri.

Un particolare della variant di Simone per Batman 125

I vostri stili sono unici e particolari. Lo stile di Daniele ricorda l’animazione fine anni ‘80/inizio anni ‘90 (qui Daniele esulta visibilmente) della Filmation, mentre Simone ha uno stile molto più tridimensionale. In redazione, riteniamo che i vostri stili si completino perfettamente. Avete mai pensato di disegnare un fumetto “a quattro mani”?

D: In realtà, abbiamo fatto un’illustrazione a quattro mani che deve ancora essere pubblicata per il Kickstarter dei Power Rangers di Boom! Studios. Abbiamo fatto le cose assieme e, davvero, è stato come pilotare gli Jaeger di Pacific Rim (Simone ride). Io faccio questo, tu fai quello, togli e metti i neri. Tutto questo è stato poi colorato da Walter Baiamonte, quindi possiamo dire che è stato a sei mani. Ci abbiamo pensato, più di una volta, che sarebbe interessante. Tipo io faccio gli storyboard e Simone i disegni, o fare qualcosa che possa unire e esaltare i nostri stili perché siamo, forse, agli opposti per alcune cose stilistiche, ma anche gli opposti prima o poi si incontrano. Sarebbe figo e interessante farlo.

S: Probabilmente Daniele mi odierebbe perché sono sempre in ritardo, mentre lui è sempre puntuale. Però ci abbiamo pensato e sarebbe molto bello, ma il problema è sempre il tempo per riuscire a fare le cose.

D: Se posso aggiungere, è che a me e Simone piace fare le cose opposte. A me piace moltissimo fare i personaggi, Simone si diverte di più con gli sfondi. Quindi proprio il nostro approccio sarebbe diverso, ecco anche questo sarebbe interessante.

Vi piacerebbe vedere una delle vostre serie trasposta nel mondo dell’animazione o della cinematografia?

S: è uno dei sogni di quando cominci un fumetto creato da te. Lo fai anche per quello.

D: Sì, in primis il fumetto creator owned. Ma anche le run dei Power Rangers, infatti molti fan hanno detto che sarebbe bellissimo vederli animati, il tuo stile sarebbe perfetto. Quindi anche vedere una run che magari non è nostra, con uno stile ispirato al nostro, come la serie animata di Invincible, sarebbe una grande emozione.

S: Questo capita già con i giocattoli ispirati al tuo design. Vederli è un’emozione incredibile. Poi non sei proprietario dei diritti e non ti cambia nulla, ma quando li vedi con gli occhi del te bambino con il tuo design, è un’emozione importante.

Ultima domanda: spoiler sul futuro?

D: Sicuramente il lavoro con Image Comics che sto facendo in questo momento. Poi magari riuscirò a scrivere qualcosa. Chi lo sa se il Daniele del presente sarà abbastanza costante nel fare questa cosa?

S: DC, per forza (Ridiamo tutti). Devo iniziare la nuova serie che uscirà alla fine dell’anno prossimo. Ovviamente, non posso dire cos’è, ma sarà una nuova serie regolare. Sarà molto impegnativa, ma purtroppo non posso dire di più.

Grazie mille ragazzi per averci concesso questa intervista!

D &S: Grazie mille a voi!

Simone Di Meo e Daniele Di Nicuolo

Ancora un sentito ringraziamento a tutti i ragazzi di Edizioni BD e a Simone e Daniele per averci dato la possibilità di incontrare due artisti, e persone, fenomenali!

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