Dylan Dog: Nel segno di Cavazzano – Recensione

Un nuovo incontro tra il maestro Cavazzano e l'icona Dylan Dog!
8.5
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Al mondo esistono artisti, e autori, che possiamo associare a uno stile unico, a una saga particolare o, addirittura, a un’unica grande casa nonostante il loro lavoro sia spesso diversificato. Questo è il caso del Maestro del fumetto veneziano Giorgio Cavazzano che immediatamente associamo al mondo di paperi e topi. La stessa cosa può essere detta dei due autori che scrivono le storie per la matita del maestro: Tito Faraci e Francesco Artibani. Cosa avviene quando questi maestri della loro arte si uniscono per scrivere storie completamente diverse, ambientate nel mondo di Dylan Dog?Scopriamolo insieme grazie Dyland Dog: Nel segno di Cavazzano!

Tre storie, due protagonisti

Nel volume sono presenti tre storie: Stardust, Manichini e Una scatola di polvere. La prima storia, sulla quale ci concentreremo, è inedita, mentre le altre due sono comparse rispettivamente su Dylan Dog Color Fest dell’aprile 2010 e Grouchomicon uscito a novembre 2017.

Dylan Dog è nel suo studio, come sempre insieme al fido Groucho, mentre riceve una visita da un produttore cinematografico che gli propone un film sulla sua vita. Dylan, inizialmente, non accetta la proposta, ma dopo aver preso visione dei suoi debiti è costretto a cambiare idea. Nonostante la sua idea sia cambiata, non vuole comunque saperne assolutamente del film e quindi delega a Groucho il gravoso compito di seguire la realizzazione del film Il Cucciolo di Satana.

Groucho si reca sul set dove gli vengono presentati gli attori protagonisti di questo film, compreso il grande Duncan Howard, una leggenda vivente del cinema horror. La pazienza dell’attore, però, è già al limite a causa del cane attore che si fa attendere, così le riprese vengono posticipate. Groucho, stranamente, riesce a fare amicizia con Elvis, il cane, e cerca il grande attore per riprendere le riprese, ma lo vede morto nella sua roulotte. Il mistero più grande arriva immediatamente dopo, quando, una volta voltatosi, Groucho vede Duncan Howard essere portato via da un uomo. L’assistente di Dylan Dog viene spinto anche lui verso il passaggio intrapreso da Duncan e si ritrova su di un’isola con un grande mistero, un enigma che il simpatico Groucho dovrà risolvere. Da solo, o forse no?

Groucho trova il cadavere di Howard Duncan in “Stardust”.

Disney e Bonelli

Francesco Artibani, Tito Faraci e Giorgio Cavazzano sono conosciuti principalmente per il loro lavoro con i personaggi Disney. Tutti loro hanno in comune anche la grandissima capacità di riuscire a calarsi perfettamente nel mondo creato da Tiziano Sclavi con incredibile maestria. Questo, unito alla possibilità di avere più libertà creativa, ha portato a tre fantastiche collaborazioni e alle storie che compongono questo volume.

Lo stile prettamente umoristico che ha contraddistinto le carriere di tutti e tre lo possiamo ritrovare in ogni singola storia, specialmente nelle due con protagonista Groucho.

Il Maestro Cavazzano delizia con il suo stile morbido e classico in ogni vignetta, ma si può notare come l’artista veneziano riesca a far risaltare l’indole di Groucho. Questo fatto, crediamo, sia a causa del carattere canzonatorio e divertente del fido assistente di Dylan Dog e quindi rientra più nello “stile Cavazzano”.

La storia con protagonista Dylan Dog: “Manichini”.

Icone che si incontrano

Quando un artista, così come un autore, è un’icona, profondamente legata a un tipo unico di fumetto, incontra un personaggio iconico il risultato potrebbe anche essere fallimentare. Fortunatamente, non è assolutamente questo il caso, infatti, le storie riescono a trasmettere tutta quell’atmosfera Dylanita che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Lo fa attraverso un disegno che, seppur dai tratti tipicamente umoristici, dimostra la bravura dell’artista nel conciliare due tratti così distintivi.

Una pagine della storia “Una scatola di polvere”.

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Dyaln Dog: Nel segno di Cavazzano è uno splendido volume, ottime storie e divertenti. Purtroppo la storia con protagonista Dylan Dog (Manichini) non riesce a impattare nello stesso modo delle altre, forse proprio a causa del suo protagonista troppo serioso, ma questo non impedisce al maestro veneziano di rendere onore a una delle figure più importanti del fumetto italiano con il suo stile unico.

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