The Last of Us: è stata tagliata una scena sull’infezione di portata “Globale”

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I fan di The Last of Us hanno potuto assistere ad una spiegazione approfondita all’inizio del secondo episodio della serie HBO, grazie alla quale hanno scoperto di più sulla diffusione iniziale dell’infezione fungina da Cordyceps.

La scena d’apertura ha mostrato che la fonte iniziale dell’infezione è avvenuta a Giacarta, in Indonesia. Ma, all’ultimo episodio del podcast di The Last of Us della HBO, abbiamo scoperto qualcosa di più interessante. La prima stagione della serie, infatti, è stata molto vicina a mostrarci le conseguenze dell’infezione in tantissimi luoghi del mondo. Non solo negli USA e in Indonesia.

I produttori esecutivi Craig Mazin e Neil Druckmann hanno spiegato, infatti, come hanno tagliato questa scena chiave, e della sua imponenza:

“È un’enorme deviazione da come abbiamo realizzato il gioco”, ha detto Druckmann a proposito dell’ampliamento della portata dello show ad un livello globale. “Il gioco è molto simile a una lettera d’amore americana, e quindi abbiamo scelto consapevolmente di non abbandonare mai la prospettiva degli Stati Uniti”.

A questo punto Mazin ha rivelato che la loro intenzione era originariamente ancora più globale, aggiungendo:

“Avevamo in mente un montaggio in cui vedevamo tutti i luoghi del mondo e quello che era successo in quei posti, ma non avevamo i soldi per farlo. Ma abbiamo pensato che sarebbe stato davvero interessante vedere dove tutto ha inizio”.

Mazin ha poi spiegato il suo pensiero dietro la scena di apertura del secondo episodio e come la potenziale confusione per gli spettatori che si ritrovano a Giacarta nel passato sia stata una scommessa che non vedevano l’ora di mandare in onda.

“Beh, una delle cose che possiamo fare in televisione e che non possiamo fare in qualcosa di continuo, come un film o un videogioco in cui qualcuno può giocare tutta la notte se vuole, è che abbiamo degli episodi. Ciò significa che abbiamo degli inizi e delle interruzioni”.

Ha continuato:

“E la cosa bella di fermarsi è che si può ricominciare. Ogni inizio è una nuova opportunità per riorientare le persone o per disorientare le persone… Avete questi cinque, sei minuti all’inizio di ogni episodio televisivo in cui il pubblico è il più aperto e ricettivo di sempre. Sono disposti a essere confusi, mistificati, perplessi, purché li si porti, alla fine, su un terreno solido. E credo che sapessimo di voler dare un po’ più di storia delle origini. Volevamo vedere come sarebbe stato all’inizio, perché ormai siamo tutti abbastanza esperti di queste cose. E volevamo anche mostrare che era globale, che non si trattava di qualcosa che accadeva solo in America. Si trattava del mondo intero”.

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