Io sono il loro silenzio – Recensione

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Dopo Nonostante tutto e i due volumi di Un’estate fa, Bao Publishing ha pubblicato a inizio novembre Io sono il loro silenzio, l’ultimo fumetto da autore completo di Jordi Lafebre. “Un noir a Barcellona”, come recita il sottotitolo in copertina, che vi porterà a seguire le indagini di una protagonista piuttosto eccentrica.

SEGRETI DI FAMIGLIA

A causa degli eventi burrascosi dei giorni precedenti, Eva, una ragazza che lavora come psichiatra, si sta sottoponendo alla valutazione di un collega. Durante la seduta, ripercorre la settimana appena trascorsa, raccontando come sia finita invischiata in un caso di omicidio.

Tutto inizia con la telefonata di Penelope, una ex paziente che le chiede di assistere come persona di fiducia alla lettura del testamento della nonna. Eva si reca alla tenuta della famiglia Monturòs, celebri e ricchi produttori di Cava, e fa la conoscenza di alcuni dei presenti. Non tutti la vedono di buon occhio ma le cose si complicano quando è lei, la sera stessa, a scoprire il cadavere di Francesc, l’erede designato che qualcuno voleva morto. Eva dovrà quindi indagare per scagionarsi e trovare l’assassino, scavando nel passato della famiglia e portando alla luce i loro segreti.

Lafebre lascia che sia Eva stessa a raccontarci tutta la storia dal suo punto di vista durante la seduta dal Dottor Llull. La ragazza ha un passato piuttosto complicato alle spalle e nella sua testa sente tre voci che la guidano e la consigliano. Sono le manifestazioni di alcune donne della sua famiglia, generazioni diverse che hanno sofferto a loro volta e che cercano di evitarle di fare una scelta sbagliata. Ma che Eva non sempre ascolta, finendo spesso per prendere decisioni avventate.

RISOLVERE UN OMICIDIO

Procedendo con le indagini conosciamo meglio anche gli altri membri della famiglia Monturòs e ognuno per motivi diversi sembra nascondere qualcosa. Come lo zio di Pénélope Joan, un uomo egomaniaco e altezzoso che controlla l’importazione del cava. Eva si comporta come una vera detective e, forse anche grazie agli studi da psichiatra e alle voci nella sua testa, riesce a capire chi sta nascondendo qualcosa. Giorno dopo giorno, il quadro generale inizia a rivelarsi e tutti i nodi vengono al pettine.

L’abilità di Lafebre sta nel dare il giusto spazio a ogni elemento della storia, senza mai accelerare troppo ma mantenendo sempre vivo nel lettore l’interesse a scoprire la verità. Anche il disegno e i colori contribuiscono a veicolare la giusta atmosfera. La gabbia usata è molto variabile ma il tratto resta sempre dettagliato e preciso, che si tratti di una scena con tanti dialoghi o di un paesaggio come nell’immagine che vedete qui sopra. Inoltre, i personaggi sono molto espressivi e “parlanti” nelle movenze e nel volto.

Tutti questi elementi, sia grafici che narrativi, rendono Io sono il loro silenzio un noir perfettamente bilanciato. Una storia che ha diversi colpi di scena ma che riesce anche a divertire, sacrificando un po’ di azione a favore di un’abbondanza di dialoghi. In questo modo è più facile entrare nella testa dei personaggi e affezionarsi all’eccentrica Eva, facendo il tifo per lei.

Un’opera che dimostra ancora una volta il grande talento di Jordi Lafebre che in questo caso tocca il tema delle malattie mentali in maniera delicata, mettendo anche in luce l’importanza di chiedere aiuto e la possibilità di affidarsi ai professionisti. Andate in libreria o in fumetteria, sfogliate Io sono il loro silenzio e lasciatevi incantare dai disegni di Lafebre…non ve ne pentirete!

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