Flashback 2 – recensione del sequel dello storico titolo del 1992

Microids e l'autore originale Paul Cuisset ci riportano nel mondo cyberpunk del cult datato 1992, saranno riusciti a fare di nuovo centro dopo 31 anni?

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Correva il 1992 quando Delphine Software, autrice del leggendario Another World, pubblicava Flashback, da molti considerato un sequel spirituale proprio di AW, anche se in realtà non avevano nessun collegamento i due giochi, escluse le tecnologie utilizzate e la software house che li ha sviluppati. Questo nuovo platform adventure fu uno straordinario esempio di come si poteva creare già allora esperienze videoludiche dal forte impatto narrativo e cinematografico. Diventato negli anni un vero e proprio cult, tanto da avere un sequel in 3D nel 1995 (Fade to Black) e diverse riedizioni nel corso degli anni, l’opera di Paul Cuisset è entrata nella leggenda del mondo dei videogiochi (oltre che nei Guinness World Record come videogioco francese più venduto della storia). Ora, nel 2023 a 31 anni dall’uscita del titolo, lo stesso Cuisset e Microids ci riprovano dirigendo e pubblicando Flashback 2, vero e proprio sequel ufficiale della prima avventura.

Sarà riuscito l’autore originale di questo grande classico a riportarci in quelle stesse atmosfere, riuscendo a farci (ri)scoprire la magia di quel mondo ostile e dai tratti chiaramente cyberpunk? Lo abbiamo testato per voi, e queste sono le nostre considerazioni, nella nostra recensione rigorosamente made in NerdPool!

Buona storia, pessima messa in scena

Sin dai primissimi momenti all’inizio dell’avventura in Flashback 2 si percepisce che qualcosa non va: innanzitutto l’incipit del gioco ci fa capire che Fade to Black, sequel del titolo originale di cui parlavamo poc’anzi, non è stato minimamente considerato e quindi reso non canonico a quanto pare, e già questo può far storcere il naso a più di un appassionato di lunga data, compreso chi vi scrive. Ma magari fosse solo questo il problema: ci si rende subito conto che la messa in scena della narrazione è alquanto povera e mal gestita, con i dialoghi gestiti con uno stile che ricorda da vicino quello delle graphic novel tipicamente giapponesi, con i disegni a mezzo busto degli interlocutori, immobili e che non fanno trasparire la benché minima emozione, un grosso problema che nemmeno i testi stessi dei dialoghi tentano di risolvere, facendo sembrare il nostro protagonista molto apatico e insensibile anche a rivelazioni piuttosto grosse e importanti.

Flashback 2

Saremo anche questa volta nei panni di Conrad B. Hart, agente del GBI (Galaxian Bureau of Investigation) e protagonista anche del titolo originale il quale, fuggito dal pianeta in cui si svolgevano gli eventi del prequel si ritrova ad atterrare con la sua nave su Titano, nel sistema solare. Come nel titolo originale, anche in quest’occasione il nostro eroe ha perso parte della sua memoria, e alla ricerca del suo amico Ian si metterà in marcia tra i diversi distretti della città su cui è atterrato, tra quartieri al neon e giungla lussureggiante che richiama molto alle location care ai fan. Davvero un peccato che la messa in scena della narrazione sia così carente, poiché la trama in sé, pur non essendo chissà quanto originale o elaborata, non è poi così male, se solo fosse stata rappresentata in maniera più efficace.

Un gameplay a dir poco grezzo

Un altro elemento a dir poco critico in Flashback 2 è il puro gameplay: dimenticatevi l’azione fatta di salti precisi e sparatorie tese e divertenti del predecessore, in questo sequel qualcosa durante lo sviluppo del sistema di gioco deve essere andato terribilmente storto. La componente platform è totalmente assente, i salti sono completamente scriptati e vengono eseguiti in automatico quando si è nella giusta posizione e compare il prompt a schermo con il relativo tasto da premere per eseguire l’azione. Il movimento stesso del personaggio pad alla mano appare piuttosto lento, pesante e goffo, minato da un certo imput lag abbastanza fastidioso, per non parlare della rotolata lentissima e praticamente inutile per evitare attacchi nemici. E il combat system? Decisamente poco soddisfacente, per non dire rotto.

Flashback 2

Il combattimento prende spunto dal sistema dei giochi twin-stick shooter, in quanto anche se l’inquadratura è a scorrimento laterale il movimento del personaggio è in tre dimensioni ed è possibile andare in profondità nello scenario, e mentre lo stick analogico sinistro è demandato allo spostamento di Conrad il destro ci servirà per mirare, anche se parzialmente. L’inquadratura purtroppo non aiuta a prendere bene la mira, e la mancanza di un qualsivoglia puntatore rende piuttosto difficile colpire i nemici in più di un’occasione: la situazione migliora quando l’inquadratura in alcuni frangenti diventa isometrica per alcuni scontri predefiniti, ma non risolve completamente il problema. Esiste anche un sistema di puntamento automatico, ma non sempre efficace e soprattutto inutilizzabile se i nemici sono fuori dall’inquadratura, cosa che accade piuttosto spesso. Da segnalare la presenza di brevi sezioni di guida in cui il nostro eroe in sella alla mitica moto che si vedeva nell’introduzione del primo Flashback si muove da un distretto all’altro, una piccola chicca per i nostalgici messa anche per dare un po’ di varietà in più, peccato che sia un minigioco fine a sé stesso e in definitiva ben poco divertente.

Sul versante tecnico non è che si possa gridare al miracolo, abbiamo già accennato all’imput lag e alla pesantezza del personaggio, segno di un motore di gioco non molto ottimizzato, che fatica a mantenere i 60fps su PS5 (la versione da noi testata) e funestato da diversi glitch e bug, come nemici che scompaiono e ricompaiono da tutt’altra parte, cosa che accentua ancora di più le difficoltà nel puntamento delle armi. Diverse patch sono già state rilasciate e altre arriveranno ma i problemi non sono ancora risolti del tutto. Graficamente Flashback 2 non è da buttare, lo stile visivo è piuttosto azzeccato ed il sistema di illuminazione è decisamente pregevole, ma qualcosa si poteva fare per evitare un continuo riciclo di asset e una scarsissima varietà di nemici, tanti Morph simili se non uguali fra loro. La colonna sonora invece è molto ben fatta, con tracce azzeccate ed evocative, segnaliamo infine il doppiaggio disponibile nelle sole lingue inglese e francese, con l’adattamento nostrano affidato solo a testi e sottotitoli.

Dopo un'attesa così lunga, oltre 30 anni dall'uscita del primo capitolo, ci si aspettava decisamente qualcosa di diverso da questo Flashback 2, un titolo mal progettato dal gameplay alla narrazione che sembra quasi un oltraggio al suo illustre predecessore, tra l'altro negandone il primo vero sequel Fade to Black. Uno sviluppo forse affrettato o un rilascio troppo anticipato ci hanno consegnato un gioco grezzo, non rifinito in quasi nessun aspetto a parte le musiche, dove la narrazione è rappresentata in maniera superficiale e anti-emotiva, e il gameplay pare rotto in tutte le sue sfaccettature, un grandissimo peccato per quello che poteva essere un piacevolissimo ritorno alle atmosfere cyberpunk retro-futuristiche tipiche delle produzioni degli anni '90.
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