NerdPool incontra Fabio Malpelo

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La scuderia Jundo presenta tante opere anche di artisti italiani. Tra questi troviamo Fabio Malpelo, autore di Kamikaze, un webcomic irriverente e folle. Durante la confusione di Lucca Comics & Games abbiamo potuto sederci qualche minuto con Fabio per parlare con lui del suo fumetto. E anche se lui ci ha autorizzato ad inventare le sue risposte nel caso l’audio si sentisse male, abbiamo sentito bene tutto e potete leggere la nostra chiacchierata qui sotto.

Ciao Fabio e grazie per questa intervista! Vorremmo che ti presentassi ai nostri lettori raccontandoci il tuo percorso artistico e professionale

Ciao a tutti! Io sono Fabio Malpelo, sono di Roma e ho pubblicato Kamikaze per Jundo due anni fa. E’ stato il mio primo fumetto ufficiale, prima ho avuto un percorso all’interno dell’auto-pubblicazione. Ho fatto il liceo classico ma poi ho fatto studi artistici tra scuole di fumetto e corsi di illustrazione. Inizialmente Kamikaze stesso era un’opera che avevo realizzato per conto mio, la portavo ai mercatini e alle fiere in veste di self, per farmi conoscere. Quando sono entrato in contatto con Jundo avevo già realizzato un buon 30% dell’opera finale e quindi ho detto loro che se volevano collaborare io avevo quest’opera e potevamo continuarla insieme. E così è stato.

Fabio Malpelo

Non sappiamo come tu definisci Chet Kamikaze ma troviamo che ricordi un po’ Spike Spiegel e Human Target, ma molto più irriverente e sarcastico. A parole tue come descriveresti il tuo protagonista? 

Fondamentalmente il mio protagonista rappresenta, volendogli dare una lettura freudiana, tutta quella serie di impulsi aggressivi e non curanti del prossimo che possiamo avere noi tutti ma da persone civili teniamo a bada. Volendo creare storie un po’ anarchiche e un po’ caotiche, mi faceva comodo un personaggio che potesse essere irriverente ed egocentrico, concentrato solo su se stesso, egoista, violento ma anche divertente, volendo stemperare un po’ tutto. Io sono incapace di essere serio, faccio fatica ad esserlo. La demenzilità mi esce spontanea per stemperare in primis con me stesso. I riferimenti che avete fatto voi in parte ci sono, ma in realtà Cowboy Bebop non l’ho mai visto anche se lo conosco. Mi sono ispirato a Cowboy Bebop più per certe atmosfere, di quel che posso aver catturato e intravisto, anche se non l’ho mai seguito seriamente.

Te lo consigliamo caldamente, è bellissimo!

Eh lo so! Lo avevo iniziato ma non mi aveva molto convinto, ma me lo dicono in tanti che è bello. Devo riprovarci. Per non divagare oltre, cercavo un protagonista che mi permettesse di raccontare quello che volevo in quel momento. E un protagonista di questo tipo sembrava quello più funzionale in virtù di questo suo istrionismo 

Nei diversi capitoli troviamo tantissimi riferimenti di cultura pop, a serie tv, al cinema, fumetti occidentali e non, anche molto diverse. Sono omaggi a opere che ami e che ti hanno segnato?

Questo [del fumettista] è un mestiere bello ma anche molto faticoso per certi versi. Quindi potersi aggrappare a cose che ti piacciono, che apprezzi e che ami lo può rendere più divertente. Non tanto nella funzione dell’omaggio reverenziale, ma è una scusa per studiare qualcosa che ami e al tempo stesso cercare di fare qualcosa di nuovo. E’ una ispirazione che ti può dare idee e spunti. Spesso io per le storie più per dalla trama partivo dallo stile con cui disegnarle, mi dicevo: “Voglio fare una storia utilizzando solo colori piatti, senza outline”, e una volta deciso quello pensavo ad una storia che potesse accompagnarsi a questo stile

Jundo

Ogni capitolo ha uno stile diverso, come mai questa scelta?

Deriva dal fatto essendo una persona molto pigra tendo ad annoiarmi facilmente, per cui preferivo sfruttare il fatto che si trattassero di storie autoconclusive per poter cambiare come mi andava il modo di disegnare. Questo me lo rendeva banalmente più piacevole da fare. Non c’è dietro una scelta artistica in senso di significato, ma più divertirsi nel fare quello che stai facendo. MI piace cambiare spesso e anche l’opera mi dava di per sé l’opportunità di farlo, cosa che altre serie e progetti che uno può fare “costringono” a mantenere lo stesso stile e maggiore coerenza 

Kamikaze nasce sul web, uscito sulla app di Jundo. Cosa ne pensi del fenomeno dei webtoon che sta prendendo piede anche in Italia e pensi sia un buon modo per un aspirante fumettista per iniziare? 

Personalmente penso che come tante cose sia inevitabile. Andando avanti nel tempo ci sarà sempre più un modo digitale di fruire le cose, anche se io come molti sono affezionato alla carta. Dal punto di vista artistico per adesso è difficile trovare dei vantaggi proprio perché siamo abituati a ragionare in un formato più ampio e meno verticale. Però credo che si cercherà di lavorare ad un diverso tipo di narrazione legata al verticale e più fruibiile in digitale. Già ci sono ma si fa più fatica come primo approccio e si fa fatica a trarne qualcosa di innovativo.

Kamikaze

Cosa si prova a incontrare i tuoi lettori durante fiere come Lucca Comics e sentire i loro pareri sulla tua opera, hai sentito anche delle critiche?

No, le critiche purtroppo non me le hanno rivolte. Dico purtroppo perché secondo me nel momento in cui inizi ad avere degli hater vuol dire che sei davvero un autore affermato (ride). Io per adesso salvo qualche critica costruttiva, aspetto ancora qualcuno che mi odi veramente e mi vuole male senza un motivo preciso. Qui [in fiera] è bello incontrare le persone, soprattutto qui a Lucca che è molto frequentata e ci sono molte persone che non mi conoscono, gente che ha letto Kamikaze sulla app, e vuole comprare il cartaceo. Questo a prescindere fa molto piacere perché vedi nell’effettivo che il tuo lavoro ha creato qualcosa, un legame sottile tra te e la tua opera e la persona che ti legge. Fa piacere e penso sia la cosa più bella di questo lavoro. Oddio suona molto melenso.

Riguardo al tuo commento sugli hater, pensi che la critica negativa arrivi soltanto da loro o pensi che possano arrivare anche critiche costruttive che aprano al dialogo e alla discussione? 

No, la critica può essere costruttiva non solo ridursi all’odio degli hater. Possono essere utili anche se distruttive. Ne ho ricevute spesso e volentieri ed è tremendo, hanno una funzione positiva e catartica ma è comunque tremendo, soprattutto quando viene da gente più brava di te, che ammiri e stimi e però ti fanno notare: “Guarda sei bravo ma devi impegnarti di più e migliorare questo aspetto o quest’altro”. Questo ti spezza le gambe, ma poi sta a te sapertele ri-aggiustare e imparare a camminare di nuovo, poco per volta. 

Ultima domanda, hai altri progetti in cantiere che puoi condividere con noi?

Quello che posso dirvi è che sto progettando una nuova serie in formato webtoon, ma non so ancora se andrà in porto oppure no. Alcune cose le potrei dire altre no, sono in una situazione spinosa. Questa nuova serie però sarà più coerente dal punto di vista artistico e di scrittura, è un progetto più classico e che in caso dovrebbe uscire direttamente in formato webtoon

Fabio Malpelo

Ringraziamo tantissimo Fabio Malpelo per la disponibilità e Jundo per la possibilità di intervistarlo. Vi ricordiamo che Kamikaze è disponibile sia sulla app che in formato cartaceo. Voi avete letto questa serie e cosa ne pensate delle risposte di Fabio? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguire NerdPool per altre interviste e tanti altri fumetti da scoprire!

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