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NerdPool > Blog > Fumetti > Damn them all vol 1: la recensione
Fumetti

Damn them all vol 1: la recensione

Lawrence
1 Febbraio 2024
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6 Min
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Grazie agli amici di Saldapress abbiamo avuto modo di leggere in anteprima Damn them all, la nuova storia scritta da Simon Spurrier e disegnata da niente meno che da Charlie Adlard, che unisce l’horror e il sovrannaturale ad una storia di genere crime. Ecco dunque la nostra recensione senza spoiler!

Una breve sinossi

Ellie Hawthorn è un’occultista privata che indaga su casi sovrannaturali. Diavoli, esorcismi e maledizioni d’ogni tipo sono il suo pane quotidiano, ma niente avrebbe potuto prepararla a quello che l’aspetta dopo la morte di suo zio, un grande mago e professionista dell’occulto: uno squadrone di settantadue creature demoniache sfuggite al regno infernale in cui le confinava un grimorio maledetto e ora pericolosamente libere nel nostro mondo.

Che dio li maledica è il primo volume di Damn Them All, la nuova serie horror – scritta da Simon Spurrier e disegnata dall’inimitabile Charlie Adlard, disegnatore di The Walking Dead – che rivisita la figura del detective dell’occulto in una chiave completamente nuova, con una buona dose di terrore e ironia.

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Le nostre impressioni

Damn them all è sicuramente un fumetto adatto a gli amanti di Hellblazer, fumetto da cui è evidentemente influenzato negli stilemi narrativi, nelle atmosfere e nella costruzione dei dialoghi. Non si tratta di un mero omaggio, ma di un fumetto che si muove su quella falsa riga pur mantenendo un certo grado di originalità.

Il concetto alla base di unire una storia di gangster e una su demoni ed evocazioni è sicuramente molto accattivante. Il linguaggio risulta sboccato, diretto e dunque la storia è senz’altro rivolta ad un pubblico maturo. Non mancano infatti le scene esplicite e il sangue scorre a fiumi, ma visti i toni della storia tutto è ben bilanciato e funzionale al tipo di racconto.

La protagonista

La protagonista di Damn them all ricorda per l’appunto Constantine nel suo essere irriverente, fuori dagli schemi, sboccata e dannatamente politicamente scorretta. Insomma il classico personaggio outsider più vittima controvoglia della situazione in cui si trova coinvolta che entusiasta partecipatrice. D’altra parte che ci si può aspettare da una donna armata di martello costretta ad ammazzare demoni?

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Entrare nell’universo narrativo

All’inizio è abbastanza “difficile” entrare nel mondo ideato da Simon Spurrier ma mano a mano che si va avanti tutto risulta più chiaro, anche grazie alle infografiche un po’ alla Hickman che aiutano ad entrare nelle meccaniche di Damn them all. Il narratore non prende troppo sul serio le cose e ci parla senza mezzi termini di questa Londra post brexit che si divide tra bande criminali e magia. Vi immaginate un mondo in cui tutti possono possedere il loro demone personale? Che regni il caos!

Il difetto più grande resta l’estrema verbosità del fumetto che rende la lettura a tratti pesante da digerire. Nonostante ciò la lettura resta divertente, a tratti un po’ folle ma sicuramente dal potenziale crescente. Nel senso che capitolo dopo capitolo la storia si fa mano a mano più interessante, ma per coglierla a pieno servono sicuramente due letture. Sicuramente alla fine del sesto capitolo qualcosa inizia a mettersi in moto e la sottotrama inizia davvero a decollare grazie ad un interessante cliffhanger, dunque le aspettative dal secondo volume sono elevate.

Non mancano sicuramente i colpi di scena, con i singoli episodi che non sono altro che tasselli di un più grande mosaico. Interessante la rivisitazione della figura dei demoni più vittime che carnefici in questa serie. Il più grande pregio invece è senz’altro la satira, davvero piccata e senza scrupoli.

I disegni

Charlie Adlard non ha bisogno di grandi presentazioni. Il suo lavoro su The Walking Dead è ormai parte della storia del fumetto. Inutile dire che se la cava benissimo anche su Damn Them All, sia nella gestione dello splatter che nella caratterizzazione dei protagonisti, ma soprattutto in quella non facile dei demoni. L’impatto grafico è notevole con delle tavole che uniscono il classico stile pulp ad uno horror/allucinato. Poesia per gli occhi.

Conclusioni

Un incipit interessante. Damn them all è una delle serie più interessanti tirate fuori da Boom Studios e siamo contenti che Saldapress ce l’abbia portata in Italia. Ma tanta è ancora la strada da fare, in termini di caratterizzazione dei protagonisti e di costruzione dell’universo narrativo. Un fumetto dunque forse ancora un po’ acerbo ma dal grande potenziale. Il secondo volume non potrà che elevarsi se manterrà questa china. Alla prossima recensione!

ARGOMENTI:SaldaPressSaldaPress review
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