Helldivers 2 -La nostra recensione

E’ possibile che in questo periodo giochi come Helldivers 2 che non puntano su narrazioni complesse e gameplay articolati possano ancora esistere e nella loro “semplicità” colpire.

Ammetto che fino a qualche settimana fa avrei risposto di no senza pensarci, poi sulla mia strada si sono messi i ragazzi di Arrowhead Game Studios e la loro creazione e da li la mia prospettiva si è ampliata in modo sorprendetemene piacevole.

Quindi bando alle ciance, imbracciamo un’arma e lanciamoci a capofitto nella recensione di Helldivers 2!

Stor… Contesto

Questo gioco multiplayer collaborativo live a service non punta il suo jolly sulla storia, ma comunque fornisce un minimo di contesto, divertente e, anche se non penso sia voluto, con parecchie similitudini con un famosissimo e piacevole film… vediamo chi indovina per primo.

Il gioco si apre con un video che mostra la Terra, qui chiamata Super Terra, ed una tranquilla cittadina dove tutti sono felici, il livello tecnologico al servizio dell’umanità è avanzato, e con livelli di sicurezza (pattuglie di soldati in armatura) elevato.
Un padre di famiglia sta rientrando a casa dalla sua famiglia quando, proprio sull’uscio, una creatura simile ad un aracnide e vagamente familiare compare, uccidendo la famiglia dell’uomo.

Qui la scena si ferma e scopriamo che in realtà il protagonista è un generale dell’esercito in un video di reclutamento per un gruppo di combattenti di elitè, gli Helldivers, dove vengono mostrate sequenze durante la guerra contro queste creature, con tanto di siparietto di tre soldati che cercano di piantare una bandiera nel corpo di un insetto morto.

A questo punto credo che tutti abbiano capito il riferimento citato prima, e questa mossa sagace contribuisce a rendere già accattivante il gioco, perchè gioca sulla violenza e sull’ignoranza in senso buono e che ti riempie le sinapsi, pensando a quanto sia in stile Starship Trooper.

Bene ora possiamo parlare del potenziale di Helldivers 2!

Lasciate cantare le armi

Ovviamente decidiamo di arruolarci e, dopo un briefing/addestramento ben curato che ci inizia a tutte le principali attività che serviranno per sopravvivere sul campo di battaglia, veniamo assegnati ad un Destroyer e ci viene presentata una mappa galattica con due fronti al momento attivi: uno contro gli insetti ed uno contro una razza di “Cyborg”.

Qui già troviamo un aspetto interessante e brillante; in un gioco del genere, dove l’effetto ripetizione è praticamente dietro ogni angolo, la possibilità di avere due razze diverse, con pianeti totalmente diversi smussa parte del problema.
Se poi, guardando la mappa, vediamo tanti spazi vuoti destinati a riempirsi con pianeti e nuovi nemici (ricordiamoci bene che Helldivers 2 prevede il rilascio di di nuovi contenuti periodicamente), la sensazione del ripetitivo si allenta in modo considerevole, lasciandoci immaginare cosa potrà mai arrivare.

Uniti per la Libertà

Scegliendo uno dei due fronti, in questo caso quello degli insetti (chissà perchè…) vediamo il fronte suddiviso in settori con una percentuale su ogni pianeta presente che indica lo stato di eradicamento della minaccia aliena.
Queste percentuali variano costantemente perchè questo gioco fa della community il suo punto di forza e quindi tutti i giocatori, partecipando alle missioni, contribuiscono in tempo reale alle statistiche di liberazione; aggiungiamo a questo un sistema di missioni basato sia su obiettivi personali che comunitari e la voglia di scendere a terra e seminare un po di sano piombo ci pervade fino nelle ossa.

Esaminando i pianeti ancora da liberare, troviamo diverse missioni ad attenderci, dall’eliminare orde di insetti a riattivare impianti, piantare bandiere negli avamposti, uccidere particolari nemici, distruggere luoghi di incubazione, etc.. .

Ogni missione in Helldivers 2 poi contiene degli obiettivi secondari da scoprire una volta arrivati sulla superficie, eplorando la zona in lungo in largo, che forniranno esperienza e denaro aggiuntivi, con il solo timer del tempo di missione a limitarci.

Possiamo scegliere di afforntare le missioni da soli, ma ben presto scopriremo che è nettamente più divertente e remunerativo giocare insieme ad amici o anche sconosciuti, coordinandosi grazie alla presenza di una chat vocale.
Il ritmo degli scontri e l’uso dgli strumenti di supporto ci faranno dimenticare di aver magari rigiocato la stessa missione 10 volte, perchè saremo carichi di adrenalina e di nemici da sforacchiare per bene.
Il cross play ampia la base di potenziali alleati nella guerra globale che contribuiranno al successo delle missioni e all’avanzamento nella crescita personale e nello sblocco di armamenti, armi e supporti da parte del nostro Destroyer.

Un arsenale in espansione

In Helldivers 2 abbiamo una buona scelta tra armi ed armature da utilizzare.

Ogni pezzo di equipaggiamento ha le sue statistiche, abilità e carattestiche aggiuntive a seconda di come si vuole giocare.
Le armature sono suddivise in tre categorie:

  • Leggere, per chi predilige la mobilità alla protezione
  • Medie, per chi preferisce una soluzione con un compromesso tra robustezza e capacità di movimento
  • Pesante, per chi gioca su grandi livelli di protezione lasciandoti libero di dedicarti a carneficine senza fine

Sarà possibile anche utilizzare dei cosmetici, acquistabili tramite crediti super che potremo trovare in game o comprarli con moneta reale sugli store digitali.

Per quanto riguarda le armi passiamo dalle mitragliette ai fucili d’assalto, dal fucile a pompa al lanciarazzi; alcuni tipi di armi prevedono l’impiego di due soldati, uno che spara ed uno che si occupa della ricarica.

Dato che arriveranno costantemente nuovi contenuti sono quasi certo che anche le dotazioni subiranno degli incrementi per quando riguarda la varietà

Tutto l’equipaggiamento è sbloccabile tramite l’utilizzo delle medaglie ottenute a fine missione in un sistema a pagine sbloccabili al raggiungimento di un determinato utilizzo di medaglie nella pagina precedente.

La dotazione prevede un’arma primaria, una secondaria e delle granate, molto utili per chiudere la tane degli alieni, e degli stimpack utili per ripristinare la salute ed eventuali arti compromessi.

Questo aspetto è un’ulteriore incentivo a giocare le missioni e a farlo in gruppo, perchè più il livello di difficoltà cresce (potremo scegliere tra 9 livelli) più medaglie guadagneremo e non vedrete l’ora di spenderle per variare il proprio equipaggiamento e sperimentare nuovi stili di combattimento.

Supporto alla battaglia

Le ricompense che otterremo non serviranno solo a sbloccare armi ed armature, ma anche per acquisire elementi di supporto provenienti dal Destoyer: gli stratagemmi.

Questi spaziano dall’invio di scorte per rimpinguare il nostro arsenale, all’invio di armi supplementari o al dispiego di strumenti come torrette automatiche o campi minati, fino alla possibilità di eseguire diverse tipologie di attacchi orbitali per riequilibrare le forze in campo o ribaltare le sorti di una missione.

La dotazione prevede il dispiegamento di quattro stratagemmi, tutti attivabili tramite una sequenza di tasti direzionali e il successivo lancio di un beacon per far arrivare il Pod con lo stratagemma richiesto, scelta intelligente perchè ci costringe a trovare il momento giusto per richiamarli e quindi richiede coordinazione o coperture dagli altri compagni di squadra.

Gameplay

Nella sua semplicità questo aspetto trova la chiave di Volta, dove si nota il tentativo lodevole di farci vivere lo scontro nel modo più realistico possibile; non c’è la possibilità si saltare, evitando di assistere ai penosi spettacoli che i giochi multyplayer purtroppo offrono di soldati che saltano in giro per la mappa per evitare gli scontri o solo per farti venire un travaso di bile.
Il munizionamento, le granate e gli stimpack in Helldivers 2 non sono forniti in quantità eccessive ma teoricamente pensate per quello che un uomo può trasportare (ovviamente abbiamo la stratagemma che ci consente di recuperare il materiale utilizzato), la totale mancanza di counter delle munizioni sulle armi e nell’HUD (vedremo solo una stima dell’uso del caricatore che però difficilmente riusciremo a guardare durante una furibonda battaglia), tempi di ricarica congrui e la perdita di munizioni ancora diponibili quando si cambia il caricatore rendonono l’esperienza tutt’altro che banale, facendoci costantente elaborare la migliore tempistica su quando e come sparare, quando ricaricare e quando utilizzare uno statagemma (ricordatevi la sequenza), rendendo divertente, coinvolgente ed appagante ogni scontro, mantenendo parte della freschezza anche se siamo già alla ventesima volta che facciamo lo stesso scontro.

Il portare a termine l’obiettivo non sancisce la fine della missione; dovremo recarci alla zona di estrazione, attivare il radiofaro (anche qui con sequenza di tasti direzionali) e aspettare i due minuti più lunghi della missione dove ogni sorta di creatura vi si lancerà contro per impedirvi di essere estratti.

Altro elemento di pregio è il fuoco amico non disattivabile; ogni dispositivo che fa fuoco, dai fucili alle torrette agli attacchi orbitali, non distinguerà se voi o un vostro compagno siete nella linea di tiro, trasformandovi così in concime per il terreno.

Grafica

La qualità grafica si assesta su un livello abbastanza alto, con alti livello di dettaglio dei territori, che reagiscono facendoci lasciare impronte o modificando magistralmente la morfologia del terreno in seguito al lancio di una granata o di un attacco orbitale.
Gli effetti di fuoco delle armi sono ben fatti, così come il livello di dettaglio dei nemici e l’ottimo lavoro svolto dal ray tracing, il tutto con una grafica fluida e reattiva.
Unica pecca sono i modelli del personale sui Destroyer che spesso sembrano quasi abbozzati, facendoli sembrare dei manichini ma, anche qui, sicuramente ci saranno dei miglioranti dovuti al supporto costante.

Integrazione con l’hardware

Se da una parte abbiamo una ottima resa dell’audio 3D con le sempre piacevoli modulazione dei suoni per darci l’idea di distanza e posizione di nemici, apparecchiature o compagni (soprattutto durante gli scontri), dal punto di vista del Dualsense si registra un lavoro a metà: il feedback aptico è perennemente in funzione durante le fasi di sparo, ricarica, esplosione ed attacchi corpo a corpo, durante lo spostamento lungo la mappa rimane non pervenuto, così come i grilletti adattativi che qui avrebbero trovato la loro casa ideale sono stati esclusi completamente, rendendo totalmente piatta l’esperienza nell’uso delle diverse armi.
Speriamo che si possa porre rimedio a questa cosa perchè in giochi del genere possono fare davvero la differenza.

Conclusioni

I ragazzi di Harrowhead sono riusciti con Helldivers 2 nella missione, tutt’altro che semplice, di ruotare completamente la visione sul fatto che semplice sia necessariamente negativo.
Ovviamente questo discorso va fatto per genere, ma in questo caso con piccoli accorgimenti azzeccati descritti fino ad ora hanno trasformato un gioco di questo genere spesso afflitto dalla eccessiva ripetitività in un prodotto sempre fresco anche all’ennesima missione, lasciandoci la voglia di reimmergerci in furibondi scontri per sbloccare equipaggiamenti, potenziarci e stimolarci a portare la “Libertà” negli altri pianeti.

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Se da un lato Helldivers 2 introduce semplici accorgimenti che rendono l'esperienza di gioco stimolante, dall'altro abbiamo comunque un sistema di avanzamento e sblocco di equipaggiamenti e Stratagemmi che ci spinge al ripete all'infinito le missioni offrendo al momento, una varietà limitata. Si spera che l'aggiunta costante di nuovi contenuti ed il supporto arricchiscano il ventaglio di scelte a nostra disposizione per portarè la Libertà nella galassia e nell'universo.

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