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Il Contastorie – Recensione

Quando ci si appresta a leggere un nuovo racconto di Teresa Radice e Stefano Turconi ci viene in mente lo slogan di una famosa Web Travel Agency: “Porta lo zaino, agli amici ci pensiamo noi“.

Cominciare una nuova avventura insieme a loro è un’esperienza unica. Ogni volta, nell’aprire l’albo, nello sfogliare le sue pagine, ci si addentra in mondi lontani ed inesplorati. Luoghi esotici (Il porto proibito), lontano nello spazio e nel tempo (La terra, il cielo, i corvi), che fin dalle prime pagine riescono a coinvolgere emotivamente il lettore e portarlo al fianco dei protagonisti.

Non fanno eccezione Il Contastorie ed il suo protagonista Pedro. Un racconto che parla di cattivi maestri e della disillusione del diventare adulti, tra le variopinte pagine edite da Bao Publishing.

La storia ci immerge immediatamente nell’ambientazione sudamericana, attraverso il riconoscibilissimo stile grafico di Stefano Turconi: tutto l’albo è un susseguirsi di foreste, fiumi, animali esotici, strade sterrate polverose, mezzi di trasporto di un’altra epoca.

In una doppia veniamo immersi completamente tra la fauna e la flora Brasiliana

Ma ciò che rende ogni albo de La casa senza nord unico è il perfetto connubio tra disegni e sceneggiatura. La storia di Pedro e della sua famiglia viene scandita dagli appunti che il piccolo brasiliano scrive sul suo diario: pensieri, desideri, paure, dubbi. Ogni stato d’animo, ogni aspettativa, passa dalle pagine del suo diario. Uno scritto che ci permette di ripercorrere gli avvenimenti che sconvolgeranno la vita di una famiglia di Rablasinas, un piccolo paese sperduto lungo le coste del fiume Rio.

Figura centrale nella vita di Pedro, e nella narrazione, è Vicente (detto Cent) vero e proprio eroe per il fratello. Questi è sempre in giro per il mondo e dalle sue mille avventure porta sempre un libro al fratellino. Uno su tutti fa breccia nel cuore del piccolo Pedro: il mago di Oz.

Una meravigliosa sequenza accompagnata dalla bellissima “The Boxer” di Simon & Garfunkel

Proprio questo fantastico racconto aiuterà Pedro ad affrontare situazioni più grandi di lui: ciò che gli capita nel seguire suo fratello misteriosamente scomparso va al di là di tutto ciò che egli ha dovuto affrontare fino a quel momento. Ecco che le azioni dei protagonisti del Mago di Oz sono la chiave di lettura giusta.

La letteratura internazionale scandisce anche il ritmo del racconto: ogni capitolo della storia/diario ha il nome di un importante autore internazionale: da Moby Dick a Il giro del mondo in 80 giorni, passando da I pirati della Malesia al già citato Mago di Oz. La cosa straordinaria è che ogni capitolo contiene alcuni elementi narrativi dell’opera che gli dà il titolo.

La letteratura accompagna la narrazione, dando il titolo ad ogni capitolo della storia.

La storia, cosi come per i libri precedenti, è un pugno allo stomaco: struggente, entusiasmante, straziante, divertente, passionale, intensa. Un mix di sensazioni, umori, pianti e gioie. Il Contastorie è prima di tutto un’esperienza sensoriale, oltre che visiva e sapientemente scritta.

Interessante anche l’edizione variant con sovraccoperta e copertina in edizione limitata da 1000 numeri, assolutamente da non lasciarsi sfuggire per niente al mondo.

Copertina dell’edizione variant 1000 esemplari
Lacasasenzanord non delude le aspettative e confezionano una storia che è un turbinio di emozioni, una gioia per gli occhi e un toccasana per il cuore.

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