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NerdPool > Blog > Libri > IL GIORNO IN CUI NILS VIK MORÌ di Frode Grytten: recensione
Libri

IL GIORNO IN CUI NILS VIK MORÌ di Frode Grytten: recensione

Eleonora Trevisan
8 Settembre 2025
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6 Min
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A luglio è arrivata finalmente in Italia la traduzione di Il giorno in cui Nils Vik morì, dell’acclamato autore norvegese Frode Grytten. Pubblicato da Carbonio Editore con la traduzione di Andrea Romanzi, è un racconto delicatissimo che celebra la vita e tocca nel profondo.

Trama

Nel cuore della Norvegia, in una mattina di novembre, una barca salpa da una banchina per l’ultima volta. A bordo c’è Nils Vik, traghettatore da sempre, uomo di poche parole e gesti misurati, rimasto solo dopo la morte della moglie Marta. Quel giorno, insieme al suo cane Luna, Nils non trasporta passeggeri qualunque, ma volti del passato: affetti scomparsi che riaffiorano per un ultimo saluto. Mentre il traghetto scivola tra i fiordi avvolti da una quiete solenne, la traversata si fa contemplazione, un canto sommesso sulla vita e sulla morte, sulla dolcezza dei ricordi che resistono allo scorrere impietoso del tempo.

“In questo ultimo giorno avrebbe seguito il tempo a ritroso, avrebbe osservato dove il tempo lo avrebbe portato. Avrebbe seguito il percorso solito, o meglio i percorsi soliti, per l’ultima volta. Avrebbe disegnato quello che ha amato durante la vita, lo avrebbe elevato, onorato. Perché se non lo avesse fatto lui, chi altri avrebbe potuto farlo?”

Recensione

Il giorno in cui Nils Vik morì è un romanzo che non si dimentica facilmente, una di quelle storie così universali e capaci di parlare al vissuto di ciascuno di noi da restare impressa in modo indelebile.

Nils Vik è giunto al suo ultimo giorno di vita, eppure non ha paura. Sceglie piuttosto di accettare il proprio destino e di vivere appieno quest’ultima giornata ordinaria ma al tempo stesso irripetibile. Così Nils saluta la sua casa, il suo “guscio intorno al corpo, una protezione che viene dopo la pelle e i vestiti”, e raggiunge la sua amata barca, per un ultimo viaggio nel fiordo. Insieme a noi lettori si ritrova a ripercorrere, con l’aiuto dei suoi diari di bordo, i momenti e gli incontri che più di tutti hanno segnato la sua vita.   

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La prima a fargli visita è Luna, la sua fidata cagnolina, compagna di mille avventure, pronta ad accompagnarlo in questa sua ultima traversata. Ma non sarà l’unica: ci sono infatti tante persone che tornano da Nils per un ultimo passaggio e insieme a loro il traghettatore è costretto a fare i conti (letteralmente) con i fantasmi del passato. Piano piano la barca si riempie e Nils, come un moderno Caronte, traghetta le anime di amici, parenti e conoscenti, nell’evocativa cornice del fiordo, culla dei ricordi.  

La sua barca nel corso degli anni è stata infatti teatro della vita: ha trasportato novelli sposi e vedovi, insegnanti e studenti, preti e attori famosi, chi era in procinto di generare una nuova vita, ma anche chi la sua vita l’aveva appena perduta. Nils è stato testimone di momenti indimenticabili, una presenza costante e sicura, ma mai invadente, capace di lasciare un segno positivo nella vita di tante persone: “La barca di Nils era una piccola parte della loro esistenza, una breve pausa dalla quotidianità. Per lui quella barca era molto di più: era diventata un sentiero di vita”.  

Una persona però manca all’appello, la più importante di tutte: Marta, l’amore della sua vita, la moglie che ha perduto e che più di tutti desidera rincontrare. Nils ripercorre tutta la loro storia, dal primo incontro alla nascita delle figlie, fino agli ultimi tragici momenti prima della sua scomparsa. È un amore che attraversa il tempo quello tra Nils e Marta, ma con tutta l’imperfezione delle relazioni reali, vere e autentiche, e per questo capaci di risuonare con forza dentro ciascuno di noi.

Frode Grytten scrive un’opera magistrale che ci aiuta a far pace con ciò che più temiamo: lo scorrere inesorabile del tempo e l’inevitabilità della morte. Le sue parole fluiscono, poetiche, come l’acqua del fiordo accarezza le paratie della barca, muovendosi tra presente e passato in un flusso ininterrotto. La traduzione di Andrea Romanzi, poi, riesce nel difficile intento di restituirci appieno le atmosfere del fiordo, immergendo il lettore nei paesaggi raccontati, e permettendoci di godere appieno dello stile dell’autore.

Un libro evocativo, poetico e delicato come una carezza.

Una perla rara, che potete trovare QUI.

“Nascere significa vivere abbastanza a lungo da capire cosa sono l’aria, il mare, la terra, l’odio e l’amore, e poi dire grazie e addio”.

L’Autore

Frode Grytten (Bergen, 1960) è fra i più acclamati scrittori contemporanei norvegesi. Giornalista e autore di romanzi, racconti, poesie e libri per l’infanzia, è stato tradotto in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il giorno in cui Nils Vik morì è stato candidato al Booksellers’ Prize e al Libraries’ Prize of Literature, e ha vinto il Norwegian Book Prize nel 2023.

ARGOMENTI:carbonio editoreRecensione
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