Dopo 3 anni di attesa, su Netflix è finalmente disponibile il Volume 1 della quinta stagione di Stranger Things e il ritorno a Hawkins è più intenso, maturo e travolgente di quanto ci aspettassimo.
Sinossi
Hawkins, autunno 1987. La cittadina porta ancora le cicatrici dell’apertura delle Rifts, e i protagonisti hanno un solo obiettivo: trovare e distruggere Vecna. Ma Vecna è scomparso, i suoi piani rimangono un mistero e Hawkins è sotto quarantena militare. La caccia a Undici si intensifica e con l’avvicinarsi dell’anniversario della scomparsa di Will Byers, un’oscurità più potente e letale di ogni altra minaccia prima d’ora incombe sulla città. Per fermarla servirà una cosa soltanto: l’intero gruppo riunito, una volta per tutte.

Recensione
Questa prima parte aveva sulle spalle un peso enorme: anni di attesa, hype alle stelle e una mitologia sempre più densa. Avrebbe potuto crollare sotto le sue stesse ambizioni, e invece Stranger Things torna con un’energia nuova, più matura, più consapevole. Il Volume 1 è un viaggio potentissimo, costruito su emozioni forti, rivelazioni coraggiose e un intreccio narrativo che riesce a sorprendere anche dopo anni di teorie.
Quello che colpisce è il modo in cui la serie fonde epico e intimo. Hawkins non è solo uno scenario, è un luogo emotivo, l’eco delle vite dei protagonisti, ormai adulti ma ancora legati da un filo invisibile. Le distanze si accorciano, i personaggi crescono, e quando Undici e Vecna tornano a scontrarsi, lo scontro non è più solo luce contro oscurità: è trauma contro trauma, memoria contro memoria.
Vecna non è più un semplice mostro: è un riflesso distorto, una creatura che condivide con Undici una storia parallela, opposta e dolorosamente speculare. È proprio in questa somiglianza che nasce un conflitto nuovo, più profondo e umano.
Grandi emozioni
Il Volume 1 brilla anche nei momenti più silenziosi. Gli sguardi, i respiri sospesi, quei piccoli gesti che raccontano più di qualsiasi combattimento. I ragazzi di Hawkins non sono più bambini e questo si sente in ogni dialogo, in ogni esitazione, in ogni passo verso ciò che li aspetta.
Noah Schnapp offre alcune delle interpretazioni più intense dell’intera serie. La sua crescita, sia come attore sia come personaggio, è evidente e potentissima. Le sue scene sono tra le più emotive, cariche di verità e di vulnerabilità.
Anche Sadie Sink e Caleb McLaughlin portano sullo schermo una maturità sorprendente: le loro conversazioni sono piene di peso, di cose dette e non dette, di paura e speranza.
Gaten Matarazzo continua a farci innamorare di Dustin, e la dinamica con Eddie, anche solo nel modo in cui viene ricordata o evocata, si conferma una delle più toccanti dell’intera serie.
E poi ci sono Hopper e Joyce, finalmente di nuovo insieme in un modo che scalda il cuore e ci ricorda cosa significhi sopravvivere, resistere e ritrovarsi.

Il volto dell’oscurità
Vecna, in questa stagione, appare ancora più complesso. Le rivelazioni dei primi episodi mostrano quanto sia legato a Undici, Will e al Sottosopra. Non è un cattivo nato dal nulla, ma il risultato di scelte e traumi che lo hanno trasformato, creando un destino intrecciato con quello dei protagonisti.

La sensazione è che ogni parte della storia porti inevitabilmente a questo scontro finale. Vecna diventa il vero collegamento tra i due mondi: l’origine del caos, ma anche il volto più umano dell’oscurità. È un antagonista costruito con grande cura, e il Volume 1 comincia a metterlo in risalto in modo efficace.
Il Volume 1 di Stranger Things 5 ci regala un inizio di stagione epico, teso, emotivamente devastante e tecnicamente impressionante. Ci fa trattenere il fiato in alcune sequenze e ci fa tremare in altre. E sì, lo ammetto: più di una scena mi ha fatta piangere.
Questa prima metà ci lascia con un vuoto, un nodo alla gola e un desiderio urgente di sapere come andrà a finire.
La fine è vicina, e se questo è l’inizio… non siamo pronti per ciò che verrà.



