Cuori di leone è la nuova storia scritta da Nino Haratischwili e illustrata da Julia B. Nowikowa; la casa editrice Marsilio pubblica nel 2025 questo libro che, pur nella sua brevità, arriva dritto al cuore.

Trama
Un leone di peluche, tanti bambini. Dal Bangladesh alla Germania, dal Senegal alla Spagna, dalla Francia all’India, per tornare infine dove tutto è iniziato. Un piccolo leoncino di pezza con un occhio storto cucito da Anand, un bambino bangladese sfruttato in una fabbrica che produce peluche da esportare in Europa, viaggia per il mondo di bambino in bambina, portando con sé messaggi di speranza.
Il leone passa ad Emma, bambina tedesca che, a differenza di Anand, ha tutto: ha una famiglia benestante, ha degli amici, va a scuola, possiede molti giochi e vestiti, eppure non è felice. Quando la maestra chiede ad Emma di scrivere un tema dal titolo “Quello di cui ho davvero, davvero bisogno”, la bambina realizza che tutto ciò che possiede non la rende felice, perché ciò che le manca è una vera unità e serenità familiare: i genitori sono in crisi ma, invece di parlare e prendere la decisione di divorziare, si lanciano frecciatine e sguardi d’odio, litigano furiosamente quando credono che lei sia a letto, non si ascoltano e non la ascoltano davvero. Perciò Emma, comprendendo che ciò che conta davvero non sono i beni materiali, decide di donare tutte le sue cose ai bambini del Senegal, compreso il leone di peluche.
E quindi il leone viaggia e arriva in Africa. Qui si trova insieme a bambini e bambine che affrontano vicende indicibili, che scappano a caro prezzo dalla fame e dalla povertà, compiendo viaggi estremamente pericolosi.
Insomma, i viaggi del leone di peluche continuano e questo animaletto morbido dall’occhio storto sa infondere coraggio e speranza a tanti bambini e bambine che vivono, loro malgrado, situazioni di vita che li costringono a crescere più in fretta e a mettere da parte la spensieratezza della loro della età.
Recensione
Solitamente i libri di Nino Haratischwili sono noti anche per la loro mole, invece con Cuori di leone ci troviamo di fronte ad un libricino piccolo e agile: solo 79 pagine, corredate di magnifiche illustrazioni e scritte sottoforma di copione teatrale, con l’indicazione del personaggio che sta parlando e di didascalie in corsivo. Questo libro è l’esempio che, anche in poche pagine, si può dire tanto, si può parlare con il cuore e trasmettere ai lettori emozioni profonde. Le storie di tutti questi bambini e bambine non possono lasciare indifferenti: si tratta di vicende di infanzia negata, seppur in modi molto diversi, vicende che mettono in luce come nel mondo ci siano bambini e bambine che vivono situazioni più grandi di loro e le affrontano con un coraggio, una forza e anche una maturità inimmaginabili a quell’età. Evidente è anche la profonda differenza tra Europa, Asia e Africa: tuttavia, sebbene i bambini europei appaiono decisamente privilegiati nelle condizioni di vita, ciò non significa che si voglia svalutare o sminuire la loro sofferenza di vivere un’esistenza che non appartiene alla loro età anagrafica.
Tutte le storie sanno smuovere emozioni in chi le legge, non si può restare indifferenti. Il leone di peluche dal grande cuore, che passa di bambino in bambino e infonde coraggio, è simbolo della forza che, pur nell’infanzia, ciascun personaggio deve trovare dentro di sé; ogni bambino o bambina afferma che il è leone a portare fortuna, ad dare la forza di fronteggiare ciò che la vita riserva loro, addirittura ad avere doti magiche, ma in realtà sono loro stessi ad avere una tale forza d’animo da saper affrontare, da soli, situazioni di fronte alle quali molti adulti avrebbero vacillato.
Potete trovare il libro QUI.
L’autrice
Nino Haratischwili è una scrittrice e drammaturga georgiana, nata a Tbilisi nel 1983. Attualmente vive e lavora ad Amburgo, dove è stata direttrice di un gruppo teatrale tedesco-georgiano e dove ha studiato regia. In Cuori di leone è evidente il suo lavoro in àmbito teatrale, mondo dal quale trae la struttura del libro, reso sottoforma di copione.
L’esordio di Haratischwili è stato proprio come regista e ha diretto numerose rappresentazioni teatrali in Germania. Ha invece debuttato nella narrativa nel 2010 con il romanzo Juja, non disponibile in traduzione italiana. Il grande successo è arrivato per l’autrice con la pubblicazione nel 2020 del monumentale romanzo L’ottava vita (per Brilka), edito Marsilio (trovate il libro QUI). La stessa casa editrice ha fatto uscire in Italia i successivi romanzi dell’autrice: La luce che manca, del 2022 (QUI per il romanzo) e La Gatta e il Generale, del 2024 (trovate QUI il libro e QUI la nostra recensione).


