“Ci sono due lati in ogni storia. Il nostro e il loro. Il tuo… e il mio. Quella di lui e quella di lei. Il che significa che qualcuno mente sempre.”
Il panorama televisivo di gennaio è spesso popolato da prodotti progettati per essere consumati rapidamente, storie che promettono di riempire le serate post-festive con una dose controllata di adrenalina. Tuttavia, “La Sua Verità (His & Hers)”, la nuova miniserie Netflix in sei parti tratta dal bestseller del 2020 di Alice Feeney, si spinge oltre il semplice intrattenimento stagionale. Prodotta da Jessica Chastain e diretta con una mano che oscilla tra il cinismo noir e il melodramma pulp da William Oldroyd, la serie è un ordigno narrativo costruito su un unico presupposto: “Ci sono due lati in ogni storia. Il che significa che qualcuno sta sempre mentendo”.
Due protagonisti in fuga dal passato

La narrazione si apre con un contrasto visivo brutale. In un bosco della Georgia, la giovane Rachel Hopkins giace sul cofano di un’auto sportiva, il suo vestito bianco inzuppato di sangue sotto una pioggia battente. Contemporaneamente, ad Atlanta, incontriamo Anna Andrews (Tessa Thompson). Anna non è la classica eroina dei thriller: la troviamo nel suo appartamento ridotto a un cumulo di macerie emotive, intenta a scolare vino e a ripulire freneticamente tracce di sangue dalle proprie mani.
Ex anchorwoman di successo, Anna è stata messa da parte in favore di una rivale più giovane e “più bionda”, Lexy Jones. La notizia dell’omicidio a Dahlonega, la sua città natale, diventa il pretesto per un ritorno predatorio sul campo. Determinata a scippare lo scoop alla concorrenza, Anna trascina con sé il cameraman Richard (Pablo Schreiber), marito della sua rivale, dando inizio a un gioco di seduzione e potere che serve a colmare il vuoto lasciato da una tragedia personale: la perdita di un figlio.
Dall’altro lato della barricata troviamo il detective Jack Harper (Jon Bernthal). Bernthal porta sullo schermo la sua tipica intensità stropicciata, interpretando un uomo che sembra sempre sul punto di esplodere o di crollare. Jack sta indagando sull’omicidio di Rachel, ma la sua etica professionale è compromessa fin dal primo minuto. Non solo scopriamo che Jack e Anna sono ex coniugi ancora profondamente legati da un dolore non elaborato, ma emerge che Jack conosceva la vittima molto meglio di quanto voglia ammettere.
Un cast di sospetti e ombre
Attorno a questo nucleo centrale ruota una galleria di personaggi secondari che arricchiscono il mistero di sfumature sgradevoli:
- La vittima, Rachel: Attraverso i flashback, scopriamo che non era esattamente una santa, ma piuttosto la leader di un gruppo di “mean girls” capace di crudeltà psicologiche gratuite.
- Clyde (Chris Bauer): Il marito tradito di Rachel, che descrive la moglie come dotata di una “energia mercenaria intossicante”, una battuta che da sola riassume il tono assurdo e brillante della sceneggiatura.
- La famiglia di Jack: La sorella alcolizzata Zoe (Marin Ireland) e la suocera di Jack, Alice, che soffre di una demenza senile utilizzata dalla trama come un “deus ex machina” poroso, custode di segreti che la memoria non riesce più a trattenere ma che il cuore non dimentica.
Analisi critica: Un equilibrio precario tra generi

La serie vive di una tensione costante tra il suo desiderio di essere un’indagine psicologica profonda e la sua natura di thriller spudorato. Se da un lato la serie è capace ad incollare lo spettatore allo schermo grazie a un ritmo serratissimo e cliffhanger magistrali, dall’altro si nota una sorta di “instabilità tonale”.
In alcuni momenti, La Sua Verità (His & Hers) si muove con “arguzia cattiva”, specialmente nelle dinamiche di potere interne alla redazione televisiva. In altri, sprofonda in un cupo realismo post-metoo, utilizzando temi come l’aggressione sessuale e il lutto infantile come motori narrativi. Questa scelta è un’esplorazione onesta della rabbia femminile ma anche un utilizzo cinico del trauma per alzare la posta in gioco. Ciò che è certo è che la performance di Tessa Thompson — capace di passare da una vulnerabilità straziante a una determinazione glaciale — funge da collante per queste diverse anime.
Il finale: Uno “shock” che sfida i pregiudizi
Il vero punto di forza della serie risiede però nel suo atto finale. Mentre la maggior parte dei thriller si accontenta di una risoluzione logica, La Sua Verità (His & Hers) sceglie la strada della “follia deliziosa”. Il finale non è solo un colpo di scena; è un ribaltamento totale che costringe lo spettatore a riesaminare ogni indizio sparso nei sei episodi.
L’epilogo attinge direttamente ai pregiudizi della società: tendiamo a trascurare chi consideriamo debole, rotto o “senza valore”. La serie punisce questa nostra miopia con una conclusione che lascia letteralmente senza fiato, trasformando un omicidio di provincia in un manifesto sulla persistenza del rancore e sulla forza devastante di una furia coltivata con pazienza per anni.
Conclusione
Nonostante qualche ingenuità nei dialoghi — che a volte cedono ai cliché del genere — La Sua Verità (His & Hers) è un esperimento riuscito. È una serie che non ha paura di risultare sgradevole o assurda pur di mantenere alta la tensione. È il tipo di televisione che ti spinge a finire la visione all’alba.
La sua verità (His & Hers) è disponibile su Netflix dall’ 8 gennaio


