Negli ultimi anni, grazie anche all’interpretazione di Tom Hiddleston nel MCU, il personaggio di Loki, il Dio degli Inganni asgardiano, è tornato sotto i riflettori e si è conquistato l’apprezzamento e l’amore di una larga fetta di pubblico. Dopo l’uscita del primo film di Thor nel 2011, Marvel Comics aveva pensato di rilanciare il personaggio anche nei fumetti e, nel caso di Loki, questo è avvenuto grazie all’abile penna di Kieron Gillen. L’autore britannico aveva già scritto un breve ciclo con protagonista Thor e, per l’occasione, si scelse la testata che aveva dato i natali agli dei asgardiani di casa Marvel, Journey into Mystery, che riprese la numerazione tenendo conto di tutte le storie pubblicate negli anni, a più intervalli, dal 1952. Panini Comics ha riproposto da poco la prima parte della run in un volumone della collana Marvel Modern Era Collection e ora ve ne parliamo meglio.

La rinascita di un dio
Dopo gli eventi del Ragnarok, Thor aveva trasportato Asgard sulla Terra nei pressi della cittadina di Broxton in Oklahoma. Durante l’evento Assedio, la città era finita distrutta, ma molti abitanti erano sopravvissuti grazie all’inaspettato sacrificio di Loki. In realtà, anche questo gesto estremo era parte di un piano del Dio degli Inganni, che, divenuto ormai prevedibile, aveva deciso di rinascere per cambiare vita. Così, la nuova Asgard può finalmente accogliere tra le sue fila un Loki rinato, con l’aspetto di un ragazzino! Mosso da un nuovo scopo e dalle migliori intenzioni, è conscio di non voler ripetere gli errori del passato, ma molti dei faticano a fidarsi di lui.
Loki però sa che il Serpente sta minacciando Asgard e la Terra, e che suo fratello Thor da solo non può risolvere la situazione. Starà a lui, consigliato da un bizzarro corvo con la coscienza del suo io passato, cercare di sbrogliare la situazione a modo suo, contando sulla sua più grande abilità, l’inganno, ma stavolta (forse) a fin di bene…

Inganno a fin di bene
Loki è sempre stato un personaggio ambiguo, sospinto talvolta verso il bene e, forse più spesso, verso il male. Grazie a questa sua duplice natura ha combattuto al fianco di eroi e di terribili criminali e, con le sue parole, ha scatenato il caos più e più volte, compresa la recente distruzione di Asgard. Thor è spesso stato la prima vittima dei suoi inganni, ma i due restano pur sempre fratelli e il Dio del Tuono non ha esitato a rintracciarlo quando si è reincarnato nel corpo di un ragazzo. Kieron Gillen si dimostra sin da subito un grande conoscitore della storia di questi personaggi e per la sua serie Journey into Mystery costruisce un protagonista da un certo punto di vista inedito ma che non rinnega i tratti caratteristici del suo passato. Il giovane Loki che conosciamo nel corso del volume è un po’ impacciato e quasi impaurito da quello che lo circonda e dagli sguardi di odio che vede nei suoi simili e vuole dimostrare agli altri che è cambiato, ma sa che può farlo solo in un modo. Non avrà l’esperienza accumulata nella vita precedente, ma sicuramente l’astuzia e l’ingegno non gli mancano, tanto da riuscire a elaborare un piano per ingannare addirittura dei personaggi al livello di Mefisto e Hela.

Una storia corale
Come una sorta di burattinaio, Loki lavora più con le parole che con la forza, lasciando che siano gli altri ad alzare le armi quando necessario e dimostrando anche, in un momento cardine della storia, come la penna possa essere davvero più potente della spada. Kieron Gillen costruisce una storia ricca di personaggi che appaiono sempre ben caratterizzati, dai protagonisti assoluti fino a quelli che hanno un ruolo minore, ma comunque cruciale nell’attuazione dei piani di Loki. Possiamo citare il paffuto guerriero dal cuore tenero Volstagg, che ha giurato a Thor di proteggere Loki, o le terrificanti e fameliche Disir, che da secoli si nutrono degli spiriti erranti degli dei. Sotterfugi, inganni, tradimenti e sacrifici importanti, non manca nulla in un volume che è solo la prima parte di una storia più grande che si completerà speriamo presto. Una trama che si intreccia, inoltre, come già segnalato in apertura, con gli eventi più importanti di Marvel Comics al momento della pubblicazione, in primis Assedio e più avanti Fear Itself, altro crossover che ebbe un impatto importante soprattutto per le divinità asgardiane.

Dal punto di vista grafico, sono molti i disegnatori che accompagnano Kieron Gillen in questa grande avventura: Doug Braithwaite, Pasqual Ferry, Richard Elson, Whilce Portacio, Mitch Breitweiser, Jamie McKelvie. Stili diversi che si intervallano nel corso di tutto il volume e che forse non potranno sempre piacere ai lettori, come il tratto tipicamente anni ’90 e piuttosto spigoloso di Whilce Portacio. In generale, l’aspetto da ragazzo del protagonista aiuta sicuramente a empatizzare con lui e permette anche di svecchiarlo e di renderlo più fresco per i nuovi lettori. Nel corso della sua storia editoriale, il Dio degli Inganni ha cambiato più volte aspetto e questa versione adolescenziale è stata poi utilizzata per diverso tempo, compresa l’ottima serie Young Avengers del 2013, sempre di Kieron Gillen e di Jamie McKelvie, che vi invitiamo a recuperare. Non ci resta che attendere il secondo volume per vedere come si concluderanno le avventure del giovane Loki!


