Nel 1985, una delle più grandi menti dell’animazione giapponese, regista anche di Ghost in the Shell (1995), mise alla luce un capolavoro dall’ambientazione distopica e futuristica: L’Uovo dell’Angelo parla di un mondo deserto, in cui sono presenti solo due persone, figure piene di mistero e intensità.
La storia è semplice, ma piena di significati, simbologie, metafore; così tanti sentimenti e interpretazioni che nemmeno il regista ne ha mai parlato in modo approfondito. Un’opera personale, ma anche universale: complessa da decifrare, ma che colpisce dritto al cuore e alla mente.
Potete trovare la recensione completa qui.
Ma la domanda alla quale più di tutte in questa sede ci interessa a rispondere è: ci sono scene post-credit dopo questo delirante racconto quasi onirico?
E la risposta è…no! Non servono altre spiegazioni e non ci sono particolari risvolti dopo i titoli di coda, potete quindi alzarvi dalle poltroncine e iniziare a riflettere sul significato di ciò che avete appena visto.


