Il calendario dei cinecomic continua a essere più affollato che mai. Superman è arrivato nelle sale da poco, mentre all’orizzonte si stagliano titoli molto attesi come The Batman 2 e una raffica di produzioni Marvel, tra cui Avengers: Doomsday, Avengers: Secret War e Spider-Man: Brand New Day. Eppure, in mezzo a questa abbondanza di supereroi, c’è un progetto che sta attirando un’attenzione particolare, soprattutto per le reazioni estremamente positive legate ai primi filmati di prova.
Si tratta di Supergirl: Woman of Tomorrow, che arriverà al cinema la prossima estate anche in Italia. Il film introdurrà Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El, affiancata da Jason Momoa nel ruolo dell’attesissimo Lobo, Matthias Schoenaerts come Krem delle Colline Gialle ed Emily Beecham nei panni di Alura. Ma non è solo il cast a incuriosire: la storia promette un tono decisamente fuori dagli schemi rispetto ai classici film di supereroi.
L’impostazione narrativa si avvicina infatti più a un western che al consueto scontro tra bene e male. Non a caso, il fumetto da cui è tratto il film prende ispirazione da Il Grinta, celebre storia resa immortale anche dal cinema. Un’impronta che lascia presagire un racconto più sporco, ruvido e personale, lontano dall’estetica patinata che spesso domina il genere.
Questa versione di Kara Zor-El è tutto fuorché l’eroina solare a cui il pubblico è abituato. È una giovane donna segnata dai traumi, incline agli eccessi, con un carattere cinico e disilluso, ben distante dall’ottimismo quasi incrollabile del cugino Superman. La trama ruota attorno all’incontro con Ruthye, una giovane aliena che chiede aiuto a Kara per vendicare l’uccisione del padre. Quella che sembra una missione semplice si trasforma presto in un viaggio violento e moralmente complesso, carico di conseguenze inattese.
Il primo trailer ufficiale, pubblicato da alcune settimane, è ambientato dopo la breve apparizione di Supergirl nel finale di Superman. La vediamo entrare barcollando, ancora in hangover, nella Fortezza della Solitudine per recuperare il suo cane Krypto. Poco dopo, Kara è seduta da sola in un bar, davanti a una sola candelina di compleanno, mentre borbotta al suo fedele compagno una dichiarazione tanto ironica quanto amara sul suo ventitreesimo anno di vita. Una scena che chiarisce immediatamente il tono del film.
James Gunn ha spiegato apertamente che questa sarà una storia di supereroi molto diversa dal solito, quasi un racconto da anti-eroe. Kara porta con sé un bagaglio emotivo pesante e numerosi demoni interiori, in netto contrasto con il momento luminoso che sta vivendo Superman. Un approccio più cupo e adulto che potrebbe rappresentare una vera boccata d’aria fresca per il DCU, soprattutto in un periodo in cui il pubblico sembra sempre più stanco di film spettacolari ma privi di anima.
L’attesa è ormai agli sgoccioli: manca meno di mezzo anno al prossimo capitolo cinematografico dell’universo DC. E questa volta, tutto lascia pensare che il viaggio sarà più polveroso, amaro e sorprendente del previsto.


