NerdPool incontra Vaga

A Lucca Comics & Games 2023 è uscito per Edizioni BD Dog, il fumetto di esordio di Vaga. Una storia autobiografica molto sentita ed emozionante, disegnata con uno stile unico. Abbiamo avuto l’opportunità di fare qualche domanda a Valentina. Buona lettura!

Ciao Valentina, benvenuta su NerdPool! Come da tradizione, iniziamo chiedendoti di raccontarci in poche parole “chi è Vaga?” e accennandoci qualcosa del tuo percorso artistico.

Ciao, grazie dell’invito! Mi chiamo Valentina, ho 31 anni e sono Napoletana!
Disegno da quando ho memoria, da piccola disegnavo con la mano sinistra anche se non sono mancina e strappavo tutti i disegni una volta finiti. Ho studiato all’istituto d’arte indirizzo abbigliamento e moda, avrei voluto studiare grafica ma i posti erano terminati.
A 16 anni ho iniziato a viaggiare e ballare in diverse compagnie di danza e a 18 mi sono trasferita a Firenze, dove ho vissuto circa 2 anni, per studiare danza contemporanea alla scuola del Balletto di Toscana.
Durante quel periodo ho un po’ abbandonato il discorso del disegno perché la danza mi portava via tutto il tempo e l’energia vitale 😀
A 24 anni ho subito un infortunio grave e quindi sono stata costretta a lasciare la compagnia dove lavoravo.

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Dopo un anno di assoluto nulla, ho deciso di iscrivermi alla Scuola Italiana di Comix a Napoli ed ho frequentato il corso di illustrazione della durata di 3 anni, durante i quali ho avuto la fortuna di lavorare come illustratrice per il Teatro Bellini e animatrice 2D per la Universal Music Italia. Oltre l’illustrazione mi piace esplorare nuovi campi nel mondo dell’arte, anche se spesso non so quello che faccio, mi lancio e vedo come va!

L’anno scorso hai vinto il Lucca Project Contest e in questi giorni è uscito il tuo primo fumetto, Dog. Com’è stata l’esperienza del Contest e che sensazioni hai provato quando hai avuto modo di stringere in mano per la prima volta il tuo fumetto?

Mi sono lanciata, appunto! Non avevo mai scritto e non avevo mai studiato o provato a realizzare un fumetto.
Diciamo che è stata un’esigenza, avevo già una trentina di pagine e tutta la sceneggiatura pronta (che poi ho cambiato in una notte) quando ho partecipato al Contest.
Ci ho provato ed è andata bene, incredibile 😀

Solo quando ho visto per la prima volta DOG stampato ho capito che era vero. Fino a quel momento non credevo fosse possibile per me fare un fumetto. Forse perché sono una persona estremamente diffidente verso gli altri e anche verso le mie capacità.
Non credevo al fatto di aver scritto davvero quella roba così personale e devo dire che quando l’ho riletto in fiera, le sensazioni sono state abbastanza contrastanti.
Felicità mista a paura, con una buona dose di voltastomaco!

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Dog è la storia di un amore tossico che hai vissuto in prima persona. Come mai hai deciso di raccontarlo in un fumetto e quanto è stato difficile rivivere questi momenti per metterli nella storia?

È stato difficile solo quando non sono stata sincera. All’inizio la storia era completamente diversa.
Cercavo di “addolcire” la situazione, forse per proteggere una cosa che è stata comunque parte della mia vita.
Una sera ho capito che non funzionava, così ho riscritto tutto.
A quel punto è stato tutto molto più semplice e anche liberatorio!

Allo stesso tempo, Dog è il racconto di situazioni molto comuni e diffuse. L’ambientazione è quella di un generico paesaggio di periferia urbana ma l’inserimento del dialetto napoletano ci porta a collocarla in un contesto specifico. Attraverso la lingua hai voluto rendere la storia ancora più reale e personale?

Credo di sì, come dicevo prima, ho cercato di essere più onesta possibile, quindi ho inserito il mio dialetto perché io lo parlo e sono molto contenta di avere un forte accento napoletano.

Il tuo stile di disegno è particolare e molto calzante per il tipo di storia che hai raccontato e, insieme ai colori, contribuisce a veicolare bene il messaggio che vuoi far arrivare ai lettori. Come hai maturato questo stile e c’è qualche artista in particolare a cui ti ispiri?

Ho sempre disegnato più o meno così, anche se per un lungo periodo ho cercato di allontanarmi dal tratto che avevo. Durante gli anni di studi sono andata varie volte in crisi per la famosissima “ricerca di stile”, durante quegli anni mi ispiravo a molti artisti, tutti estremamente diversi tra loro, fumettisti, street artist, illustratori ecc.
Poi, visto che quando una crisi passa resta qualche traccia, come dicevano i Bluvertigo, sono ritornata al “mio stile”, sicuramente con dell’esperienza in più e con qualche traccia di tutto quello che avevo visto e studiato durante quegli anni.

C’è anche tanta musica in Dog (ps: Canos pezzone dei Verdena!). Quanto è importante la musica nella tua vita e c’è qualche canzone che ti ha accompagnato durante la stesura di questa storia?

La musica è FONDAMENTALE per la mia sopravvivenza! Non esco senza le cuffie e se le dimentico a casa mi maledico per tutta la giornata 😀
Mentre scrivevo DOG ho ascoltato molto i Verdena, i Subsonica, i TARM qualche volta i NIN e la colonna sonora di Anima di Thom Yorke.
Un pezzo in particolare non saprei identificarlo onestamente ma quello che si avvicina di più al racconto è sicuramente “Canenero dei Subsonica”.

Ci siamo incontrati in uno dei primi giorni di fiera e ci hai raccontato di come partecipare al Lucca Comics con il tuo fumetto fosse per te ancora qualcosa di impensabile fino a poco prima. A distanza di qualche giorno, com’è stata quest’esperienza?

Magnifica. Un’esperienza che, una volta iniziata, vorresti continuare a vivere ancora e ancora, non ti basta mai, come una droga. Ecco, ora mi è scesa la rota! 😉


Ringraziamo ancora Vaga e Edizioni BD per averci concesso questa intervista. Vi ricordiamo che potete trovare Dog in fumetteria, libreria e online.

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