MINDHUNTER: LA PSICOLOGIA DEL SERIAL KILLER

Nella mente degli Assassini

Siamo negli anni ’70, precisamente è il 1977 quando Holden Ford, interpretrato da Jonathan Groff, avvia uno studio sul comportamento deviante o meglio: la psicologia dietro i comportamenti criminali, in particolare dei Serial Killer.
Mindhunter è una serie tv statunitense rilasciata nel 2017 da Netflix, basata sul libro di Mark Olshaker e John E. Douglas Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit” (Mindhunter: la storia vera del primo cacciatore di Serial Killer).

I PERSONAGGI

Holden Ford, il nostro protagonista, è un giovane e affascinante Agente Federale che lavora nell’FBI come istruttore di reclutamento e addestramento presso l’Unità di Scienze Comportamentali a Quantico, negli Stati Uniti d’America.

Qui Holden inizia a collaborare nei suoi studi con l’agente Bill Tench (Holt McCallany), un uomo di mezza età con una famiglia a cui badare, ma da cui il lavoro lo allontana fino a quasi devastarlo emotivamente.

Ad aiutare Holden e Bill c’è anche la psicologa Wendy Carr, una donna fredda, professionale e diffidente, interpretata da Anna Torv, già vista come Olivia Dunham nella serie del 2008 “Fringe“.

TRAMA

I tre inizieranno, dunque, uno studio centrato sulla comprensione di ciò che spinge gli uomini a compiere efferati omicidi a sangue freddo, ripetutamente nel tempo. Individui definiti inizialmente dalla squadra come “Assassini Sequenziali”.

Ma la vera particolarità, se così vogliamo chiamarla, di questi omicidi è l’utilizzo del medesimo modus operandi messo in atto da questi sicari.

E’ da qui che viene coniato il nuovo termine con il quale verranno indicati gli assassini professionisti, i cosiddetti “Serial Killer“.

LA PSICOLOGIA DI MINDHUNTER

Holden, Bill e Wendy creano un nuovo metodo di indagine per l’identificazione del colpevole:
la Profilazione o Definizione del profilo criminale, metodo utilizzato anche nel celebre film “Il silenzio degli Innocenti“.

L’obiettivo è quello di provare a comprendere cosa realmente accada nella psiche oscura del criminale, da dove si origini il Male.

Per arrivare a ciò i tre agenti visitano varie prigioni per intervistare i più famosi pluriomicida, ormai dietro le sbarre, tra cui Edmund Kemper (Cameron Britton), un uomo di 2,00 metri con un QI di 145.

Kemper è un sociopatico che all’età di soli 15 anni uccise entrambi i nonni per poi essere inserito nell’Ospedale Psichiatrico Criminale di Atascadero, dal quale venne rilasciato all’età di 21 anni.

Dopo il suo rilascio Ed ha compiuto altri 8 omicidi che lo hanno condannato all’ergastolo nel California Medical Facility.

Edmund è un uomo apparentemente tranquillo, pacifico, mite e garbato, che a tratti ci ricorda il nostro amato/odiato Hannibal Lecter.

Tra Lui e Holden si crea un rapporto professionale, dato dai numerosi incontri di consulenza attraverso cui l’agente, prendendo prima appunti e poi registrando, tenta di individuare nei racconti dell’omicida cosa spinga gli uomini come lui ad agire in modo cosi crudele.

Mindhunter psicologia

I Serial Killer non uccidono mossi da un brivido di follia omicida, loro sono meticolosi, intelligenti, consapevoli e razionali. Per queste persone uccidere non è uno sfogo, è una Vocazione.

Durante lo sviluppo degli eventi, inoltre, vedremo spesso in scena un misterioso personaggio di cui si potrà intuire la vera identità solo a fine stagione…forse.

PER CHI AMA IL CRIME PSICOLOGICO

Mindhunter, con i suoi 10 episodi dai 36 ai 60 min, è una serie incentrata sul dialogo, sull’introspezione dell’essere umano. Se vi aspettate un prodotto colmo di azione, sparatorie e indagini sulla scena del crimine alla CSI vi sbagliate di grosso.

Quello che vuole trasmettere questa serie è qualcosa di molto più profondo e riflessivo, ci fa tuffare negli studi affascinanti della criminologia, sulle note di Psycho Killer dei Talking Heads e la sigla Main Titles di Jason Hill

E’ una vera e propria immersione psicologica.

“se capiamo chi è un criminale, allora possiamo anche capire come agisce”

PRODUZIONE

L’idea di fare del romanzo di John Douglas e Mark Olshaker una serie fu nientemeno che di Charlize Theron.

L’attrice, che vediamo tra i produttori esecutivi, propose al produttore Jim Davidson e al regista David Fincher (Fight Club, Seven, Zodiac, House Of Cards…) di portare sul piccolo schermo la storia del cacciatore di Serial Killer.

Fincher, vincitore del Golden Globe come Miglior regista per The Social Networkinizialmente non fu molto entusiasta all’idea di creare un’ennesima serie crime, ma una volta letta la sceneggiatura non poté far altro che accettare.

Perché Mindhunter non è la solita serie thriller, è innovativa, intensa, coinvolgente, intrigante e imperdibile per gli amanti del crimine come la sottoscritta.

LA SECONDA STAGIONE

La seconda stagione è stata confermata da Fincher, il quale ha dichiarato che si incentrerà sugli omicidi che hanno avuto come vittime i bambini di Atlanta tra il 1979 e il 1981.

Inoltre, probabilmente rivedremo il misterioso uomo con i baffi che per tutta la prima stagione ci ha accompagnati, facendoci interrogare su chi realmente fosse e che ruolo avesse nella serie.

Magari questo mistero verrà svelato nella prossima stagione, anche se già dalle prime indiscrezioni sono nati grandi sospetti sulla sua figura, fortemente somigliante ad un noto pluriomicida.

E voi avete visto la serie? Cosa ne pensate? Se invece non l’avete vista, vi ho convinti ad andare a vederla?

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