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Tau – La Recensione

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"...e tu obbedisci al tuo creatore?"

Dal 29 Giugno, disponibile su Netflix un nuovo film fanta-distopico: Tau

 

Notte. Le luci al neon dai colori sgargianti delineano i profili di una città post-moderna. Si potrebbe essere ovunque e chiunque.
Una ragazza, di nome Julia (Maika Monroe), frettolosamente esce da un night club dopo aver spennato i malcapitati della serata.
Scivola per le strade umide facendo ritorno al suo piccolo appartamento.
Come tutte le sere, si toglie la parrucca color rubino, accarezza l’annuncio delle selezioni per il College di Musica locale, apre il frigo e beve.

Alle sue spalle però, la rotonda maniglia della porta d’ingresso inizia a girare.
Mentre Julia cerca di capire se si sia introdotto qualcuno, viene afferrata alle spalle da un’ombra che la seda con un’iniezione.
Julia si risveglia bloccata e imbavagliata ad una sedia da medico. Forti scosse le pervadono la testa procurandole dolore.
Viene poi “riposta” dietro le sbarre di una prigione dove Julia incontra altre due cavie umane per gli esperimenti di un giovane quanto dissociato scienziato di nome Alex (Ed Skrein).
Perchè sono stati rapiti? riusciranno i tre a salvarsi?

Il solito film di fantascienza ma…

Tau all’inizio del film

Tau che si trasforma man mano che diventa “umano”

Attraverso l’incipit del film, abbiamo subito la sensazione di guardare scene viste e riviste. L’istinto sarebbe quello di bloccare la visione di Tau e procedere oltre.
Ma non lo facciamo. Sentiamo che qualcosa c’è. E ce lo abbiamo proprio sotto il naso.
Si perché durante la prigionia, Julia, oltre a scontrarsi con il folle dottor Alex, inizierà una dialogica amicizia con Tau.

Tau è l’Intelligenza Artificiale più potente e instabile che il Dottor Alex abbia sperimentato e creato.
Appare come una serie di triangoli rossi proiettati sulle pareti della casa/laboratorio iper-tecnologico dello scienziato.
Julia e gli altri sono stati rapiti per essere impiegati come cavie per la nuova AI del professore che deve simulare la mente umana. Deve quindi saper reagire e scegliere anche in base alla pulsione delle emozioni.
Sono proprio le emozioni che rendono Tau un’intelligenza artificiale (filmicamente) atipica. Siamo sempre stati abituati a vedere robot distruttori (2001:Odissea nello Spazio), macchine ribelli (Blade Runner), ma anche bambini cybernetici simulare le fattezze e le reazioni di un bambino umano (A.I.).

Ma qui si va oltre. Qui Tau, rispondendo alle domande di Julia, inizia a chiedere lui stesso.
Amante della musica classica, Tau domanda tutto a Julia. Dalla preistoria, alla storia della musica, a cosa sia il mondo e a quali nomi abbiano le persone. Fino ad arrivare a chiederle: se io ho un nome, allora anche io sono una persona?

Chi è la macchina e chi l’umano?

Tau ormai ha sete di sapere e stringe una vera (umana) amicizia con Julia. Entra in empatia con lei come fosse sul serio una persona. Ha voglia di scoprire e ha voglia di smettere di assecondare gli ordini del suo Creatore. Ebbene, punito più volte dal Dottor Alex (la punizione è dolorosa e consiste nella cancellazione di parte della memoria di Tau) per delle mancate pulizie (il dottore risulta essere un maniaco della pulizia) chiede sempre pietà, sembra simulare alla perfezione la paura, l’angoscia, il dolore. Sembra, ma così non è.

Ogni qual volta Tau subisce le punizioni, la sua controparte “armata”, Ares (un robot in stile Tansformer che è li a protezione della casa e del Creatore) si disattiva. Un chiudere gli occhi, scappare a nascondersi che proprio non ti aspetti.
Julia conquista il cuore cybernetico di Tau fino a spingerlo a sacrificarsi per farla scappare. Ma Julia, invece di scappare, non può abbandonare il suo amico e salva uno dei piccoli droni (altre apici di Tau) spazzini che era stato scollegato dalla rete domestica e lo porterà fuori, a vedere il Mondo.
Il creato supera il creatore dunque, acquisendo tutto degli esseri umani: curiosità, spirito di libertà, creatività. Tutti elementi che il famigerato scienziato probabilmente non ha mai posseduto.

Quando una A.I. può salvarti una storia da 4

Ebbene si, Tau riesce nell’impresa. Julia è finalmente libera e lui sta vedendo cosa sia il mondo, cosa ci fosse lì fuori, finalmente libero.
Tau, quindi, è un  film che sinceramente non è mozzafiato, ma che porta sugli schermi una versione nuova ed entusiasmante delle Intelligenze Artificiali. Ben più di un comprimario, Tau diventa il vero co-protagonista, quasi protagonista assoluto e che riscatta un lungometraggio che, altrimenti, non arriverebbe alla sufficienza.

Un film tutto sommato godibile, sicuramente consigliato a tutti i fanatici di robot e A.I.

Di seguito, vi postiamo il Trailer ufficiale. Aspettiamo i vostri commenti!

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