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Shin Megami Tensei Liberation Dx2 Recensione e GamePlay

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Dallo scrigno della Altus ecco uscire Shin Megami Tensei Liberation Dx2 

Pubblicato in Giappone il 22 Gennaio 2018, Shin Megami Tensei Liberation Dx2 approda in Europa e nel resto del mondo il 23 Luglio 2018.
Questo spin off del franchise Shin Megami Tensei rappresenta la volontà della Altus di uscire allo scoperto e ampliare il successo ottenuto negli ultimi 10 e passa anni con il titolo Persona 5.
Sceglie i mobile device per iniziare la conquista del grande pubblico. Affida lo sviluppo del gioco alla Sega proprio per assicurarsi un lavoro adatto. 
Ne esce un JRPG brillante, ma con pecche evidenti.

Il gioco

Come tutti i JRPG che si rispettino, Dx2 si basa sulla meccanica dell’attacco -alternato. Alla base dello storyline si ritrovano due fazioni: i Liberators ,Demon Downloaders (Dx2) (che si uniscono ai Liberators) e gli Acolytes.
Nella fase di tutorial (da sfruttare prima di scaricare tutto il pacchetto completo delle avventure che pesa oltre 1gb), si sceglierà e creerà il proprio character che ovviamente farà parte dei Dx2. Una breve e quasi inesistente personalizzazione anticipa la spiegazione del gioco. Si perché, come da casa madre, tutto Dx2 è estremamente parlato. Ci sono lunghi monologhi dei personaggi principali atti a spiegarci in breve tutto il background del franchise Shin Megami Tensei. In più, anche durante la fase di combattimento, si avrà la possibilità di parlare con il demone di turno e, a seconda delle risposte, tentare di farlo passare nella propria ally.
La personale ally può essere formata da un massimo di 4 demoni passati al lato chiaro del gameplay.  Si possono ovviamente alternare e scegliere in base alla fase di gioco.
Tutto il gameplay è ambientato a Tokyo. Si girerà per Akihabara e gli altri quartieri cittadini. Ogni quartiere ovviamente rappresenta un insieme di capitoli che si devono completare sia per ottenere materiale evolutivo, sia per catturare demoni.

Le dolenti note

E’ proprio nella meccanica di acquisizione dei demoni che risiede una fra le più grandi pecche del gioco. Si perché Dx2 è basato sulla meccanica tipicamente giapponese del Gatcha ovvero della lotteria. I migliori demoni o si creeranno fondendo gran parte degli elementi raccolti durante le battaglie, oppure (la maggior parte dei casi) attraverso delle lotterie giornaliere che si pagano in moneta reale o anche nelle tante valute digitali (vedi cryptomonete). Ne risulta un vero e proprio Pay Per Win oltretutto squisitamente casuale. Un vero peccato per un game free to play che aveva le potenzialità per andare anche oltre certe pecche strutturali.
Insieme ai troppi e lunghi monologhi, questa struttura a pagamento lascia l’amaro in bocca e rappresenta forse il neo più evidente del titolo.

Un gioco abbastanza all’altezza del franchise di provenienza, che cerca di rimanere tattico e dinamico, ma che cade rovinosamente nella piaga del Gatcha, dei troppi monologhi dei personaggi e anche l’eccessiva messa alla prova della batteria del device mobile che si sta usando.

Per ora è tutto, vi lasciamo il nostro consueto GamePlay della fase del tutorial per farvi comunque apprezzare il gioco che va provato.
Stay Tuned e GIOCATE, GIOCATE, GIOCATE!

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