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Shockdom pubblica su carta la trascrizione dell’ultimo monologo teatrale di Daniele Fabbri, illustrato da Stefano Antonucci (con i colori di Mario Perrotta). Fascisti Su Tinder racconta la storia di un uomo tornato single a trentacinque anni dopo sette di relazione che, fra il serio e il faceto, tenta la rinascita attraverso l’uso della celebre App di incontri: un uomo in bilico tra il volersi concedere una seconda adolescenza a colpi di sesso libertino, serie tv, videogiochi e spensieratezza, e il richiamo dell’età adulta che spinge a una presa di coscienza sulla politica, la società, i cambiamenti del mondo che ci circonda. Il volume esce per la collana alternative Fumetti Crudi.

Daniele Fabbri racconta: “Da ragazzino io leggevo spesso i libri dei comici italiani, mi piaceva leggere le battute. Poi le battute dei comici italiani hanno iniziato a essere tutte uguali e ho smesso, però continuo a leggere quelli dei comici stranieri. Insomma, a me piace leggere i libri dei comici, e probabilmente piace anche ad altra gente, e quindi Stefano (Antonucci, ndr) mi ha ricordato che io sono un comico e che volendo potrei pubblicare un libro, e io ho detto «hm?», e lui ha detto «hm!», e io ho detto «okay», e lui fa «ci metto i disegni», e io faccio «hm», e quindi eccoci qua.”

Gianluca Caputo, supervisore artistico della collana Fumetti Crudi, dichiara: “Ci sono molti modi di parlare del Fascismo, oggi, in Italia e forse proprio perché sono troppi, di solito si preferisce non cadere nell’angoscia dell’indecisione e desistiamo dal parlarne del tutto. Con Fabbri l’indecisione cade perché scegliamo di coglierlo nelle sue debolezze (dis)umane immaginandolo sul social network più in voga del momento. Il fascista è un rottweiler vestito da ape maia che se si libera ti sbrana, ma nel frattempo è divertente vederlo agitarsi.Questa è l’immagine del fascista che vale da solo anche tutto il libro ma questo volume non è solo questo. Ho sempre pensato che la satira è davvero feroce quando riesce a metterti davanti uno specchio e farti incazzare di quello che sei, non solo di quello che sono i cosiddetti “potenti”.

Ti attacca per quello per cui ti sei identificato nella posizione dominante senza magari rendertene conto. Senza scomodare la Rivoluzione Sessuale di Reich (o se volete sì, a scelta vostra) è una analisi, dissacrante, quanto ci si aspetta, di alcuni aspetti sociali tanto semplici da capire quanto apparentemente impossibili da superare perché sovrastrutture morali (e non solo) che sembrano create, da noi stessi, ce lo impediscono: che fare sesso rende tutti più felici e contribuisce di conseguenza a creare anche una società migliore! Tinder potrebbe essere utile a questo? Forse, se non fossimo in Italia…

FASCISTI SU TINDER in libreria e fumetteria dal 14 febbraio 

STEFANO ANTONUCCI – PRESENTAZIONI 2
2 FEBBRAIO, MILANO – SUPERGULP
23 FEBBRAIO, MONZA – TAU BETA

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