Un indie roguelike old school e non solo!

Dungeon Dreams Recensione

Dungeon Dreams è un Indie che parla (anche se non in game…) tutto italiano. Sviluppato da Jacopo Lorenzetti, il titolo è partito, come spesso accade, dalla piattaforma crowdfunding Kickstarter. Ora disponibile sia in versione per PC su Steam che in versione Mobile per dispositivi Android.

Si tratta di un Roguelike decisamente old school, che in sé accoglie differenti sfumature di generi: JRPG e Town Building. Fondamentali sono anche lo sviluppo delle relationship con altri character, sia per lo sviluppo della storia che per i combattimenti. Fiore all’occhiello è anche il lato Romance del gioco. Divertenti e spesso spudorati, sono i tentativi di formare coppie in game fra il proprio personaggio e quelli femminili.

La storyline

Dungeon Dreams si sviluppa tutto nella città di Ecallia, placido borgo in stile medievale che accoglie i giocatori. Oltre alla propria tana (Home), sono presenti case, pub, negozi per l’acquisto delle attrezzature ed armi, il Pawn Shop ed ovviamente il Dungeon.

Dungeon Dreams Recensione

Come da introduzione, si ha un Capitolo Zero, dove si usano 3 personaggi. Questo capitolo introduttivo funge da tutorial sia per i controlli che per i combattimenti.

ll Combat System

Lo stile di combattimento è molto semplice. Si basa sul sistema di combattimento alternato proprio degli RPG (soprattutto mobile) dove il giocatore, via via, può scegliere la tipologia di attacco, quale skill usare, se ricaricarsi e quale dei nemici attaccare. Il tutto veramente molto semplice ed intuitivo sia per la versione PC che Mobile.

Il Character Design

A livello grafico, Dungeon Dreams dona in pieno quel sapore retrò dei giochi in 2D. Non si può non ricordare i primi Zelda o i primissimi Final Fantasy arrivando anche a toccare i primi arcade che giravano su Commodore 64. Uno stile minimale, seppur molto dettagliato, con qualche pennellata in stime manga relativo ai personaggi. Uno stile veramente ben riuscito che si sposa con una storia segnata dai dialoghi in stile Visual Game, ma che non stanca mai. Infatti il continuo parlare può anche un po’ appesantire il ritmo del gioco, ma è, per certi versi, molto divertente e spassoso. Questo perché, in base alle scelte, spesso il protagonista si metterà in cattiva luce rischiando persino le botte… o semplici risposte acide! Questo fattore ricorda molto da vicino le sensazioni che si provano durante la prima sessione di gioco di D&D o di Pathfinder dove, ancora in fase di rodaggio delle regole di gioco, il Master di turno non aiuterà il povero malcapitato che potrebbe ritrovarsi in galera o in cella solo per una sequela di scelte dialogiche sbagliate!

Dungeon Dreams Recensione

La Musica ed il GamePlay

Altro aspetto interessante e degno di nota: la scelta delle musiche. Ovviamente, trattandosi di un Indie autoprodotto, il budget per la musica sicuramente non dava ampio spazio ad una scelta autoriale o orchestrale. Ma Lorenzetti ed il suo team hanno optato per della musica a tratti elettronica, a tratti veramente old school, tanto da non sentire la mancanza dei fondi eccezionali delle mega produzioni. Magari a tratti ripetitiva, ma con uno score di tutto rispetto.

Il GamePlay in sé è molto intuitivo. I controlli sia da tastiera che da touch (per i device mobili) sono semplici e non forzati. Si ha il pieno controllo del gioco senza massacrarsi i tendini delle mani, non si devono assumere posizioni scomode ed il tutto risulta piacevole. I pochi tasti da utilizzare sono una scelta azzeccata e gradita per tutti quei giocatori ormai quarantenni che, seppur dediti alle console e al gaming on line, sono rimasti ancorati agli arcade da sala giochi.

Noi di NerdPool.it non sottovalutiamo mai le produzioni di stampo italiano, e questo Dungeon Dreams è la piena dimostrazione che facciamo più che bene.

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