Dylan Dog Oldboy 22 – Recensione

L’appuntamento con l’Oldboy si rinnova in occasione del natale, con un albo dalla copertina tipicamente natalizia, senza tralasciare le tinte horror.

La prima storia “Horror education”, soggetto e sceneggiatura di Gigi Simeoni disegni di Marco Soldi, è una storia di tipo investigativo/paranormale, dove il mistero prevale sull’horror quasi assente.

La sinossi recita : “Il quindicenne Danny afferma di essere in grado di scatenare un’entità maligna proveniente da sé stesso che si è manifestata durante una gita scolastica. Ma che ruolo gioca in questa storia Meg, la madre di Danny, dotata di una speciale sensibilità psichica?”.

Come nella migliore tradizione dylaniata il quinto senso e mezzo del nostro lo porterà alla soluzione del caso, dove eventi del passato si ripercuotono sul presente. Gigi Simeoni racconta una storia famigliare disastrata e la amalgama all’universo dylaniato. I disegni di Marco Soldi vertono molto al classico, con una gestione del bianco/nero e dei contrasti funzionali. Non dispiacciono mai.

La seconda storia “Incubo di Natale“, soggetto e sceneggiatura di Stefano Fantelli e disegni di Piero Dall’Agnol e Giorgio Pontrelli, si differenzia dalla precedente per i suoi tratti più sclaviani.

C’è un dio dei dimenticati, di coloro che vivono al margine della società. Dylan Dog è alle prese con il Predicatore, un’enigmatica figura che fa riferimento a questa divinità, raggruppando intorno a sé una comunità di persone orrendamente sfigurate per diffondere il verbo del Dio dei Reietti.

Tutta la storia sembra immersa in un limbo tra la realtà e l’irrealtà. Dylan vi si muove cercando di capirne di più su questo fantomatico Predicatore e la divinità con la quale questi interloquisce. Le vicende, anche qui, si intersecano con il passato dell’oldboy ed in particolare la sua parentesi da alcolista. I disegni sono essenziali e tipici di Pontrelli, forse non apprezzabili da tutti.

Un albo gradevole ma che non decolla mai del tutto.

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