NBA 2K24 – La nostra recensione

Come ogni anno 2K torna alla carica con il suo nuovissimo videogioco di basket NBA 2K24. Questo titolo è attesissimo ogni anno sia dai grandi appassionati di videogiochi sia dai fan sfegatati di Basket.
Mai come quest’anno però c’era un hype così grande attorno alla nuova iterazione del basket secondo 2K, ed il motivo è presto detto.

Questo titolo infatti promette di sfruttare a pieno le potenzialità delle console di nuova generazione, ovvero PS5 e Xbox Series X|S, per portare un livello di realismo “mai visto” nei giochi sportivi. Queste nuove tecnologie, insieme alle nuove modalità e aggiunte nel gameplay, sono riuscite a creare il gioco di basket definitivo? Scopritelo insieme a noi in questa recensione di NBA 2K24!

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Piccolo disclaimer prima di iniziare: siamo consapevoli delle enormi mancanze che il titolo presenta nelle versioni PC, PS4 e Xbox One. In questa recensione viene presa però in considerazione esclusivamente le versione next-gen del titolo.

NBA 2K24: La nuova era di ProPLAY

Una delle aggiunte più pubblicizzate in questo nuovo NBA 2K24 è sicuramente l’introduzione della nuova tecnologia ProPLAY nelle versioni next-gen del titolo. 2K ci ha assicurato che ProPLAY avrebbe portato un realismo mai visto sui giochi sportivi.
Dopo aver giocato decine di ore possiamo dirvi che ProPLAY porta il gameplay di NBA 2K24 su un livello mai visto.
Le movenze dei più importanti giocatori della federazione come LeBron James, Nikola Jokic, Steph Curry e Kevin Durant per citarne alcuni, sono riprodotte nei minimi dettagli. Quando giocate con o contro di loro vi sembrerà di vedere in azione la loro controparte reale grazie proprio a questa nuova tecnologia.
L’azione in-game beneficia di questa nuova tecnologia con una resa molto più fluida e realistica. Certo ci saranno sempre delle piccole sbavature, ma è comunque un buon passo avanti per la serie.
In generale il gameplay di NBA 2K24 è davvero ben realizzato, complice anche un sistema difensivo rivisitato e una IA molto più aggressiva e una manovra offensiva da parte dell’utente molto più articolata e appagante.

Piccola macchia che dobbiamo però segnalare sono alcune scelte decisamente discutibili da parte dell’IA, con time-out chiamati in momenti totalmente sbagliati, scelte di passaggio insensate o sostituzioni dei migliori giocatori in momenti critici della partita.

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In conclusione NBA 2K24 ha migliorato la già ottima formula collaudata con NBA 2K23, portando su un nuovo livello la serie cestistica. Se riuscissero a scrollarsi di dosso qualche imperfezione del passato forse riusciremo a raggiungere un gameplay semplicemente perfetto.

MyCareer, MyTeam e la gigantesca ombra delle microtransazioni

La modalità che ogni anno attira milioni di giocatori in NBA 2K è sicuramente MyCareer (LaMiaCarriera in italiano) in cui dovremmo mirare ai vertici dell’NBA e sfidare i più grandi di questo sport, fino a diventare a nostra volta i più grandi di sempre. 2K ci ha abituato ad una modalità carriera con una trama a fare da collante per non rendere noiosa l’esperienza. Negli anni però questa modalità è diventata piena di filmati inutili, scelte più o meno importanti per lo sviluppo della trama e sottotrame accennate o mai sviluppate, il tutto condito da una banalità di cui sinceramente si poteva fare decisamente a meno.

In NBA 2K24 per fortuna tutta questa componente di MyCareer è ridotta al minimo, dandoci modo di concentrarci sulla parte più importante: giocare. Ci sarà comunque una trama ma non sarà invasiva come quella vista nei precedenti capitoli, e ci permetterà di entrare subito nel vivo del gioco, senza passare le prime ore a fare attività secondarie.
Questa modalità non si limita esclusivamente al single player, infatti con il nostro giocatore potremo andare online e cimentarci in una serie di attività PvE e PVP all’interno della Città (ispirata a Miami) che arricchiscono ancora di più l’offerta di gioco.
Partiamo dai lati postivi: The City è visivamente bellissima e le attività da fare sono molte e divertenti….se non fosse per le microtransazioni.

Il problema è che quest’anno la progressione del proprio personaggio è castrata dall’invasività delle microtransazioni. Partiamo dal principio: ogni build che andremo a creare per i nostri personaggi avrà dei valori in vari attributi (tiro da 3, schiacciata da fermo, forza ecc) e partiremo da un valore generale di 60, che può raggiungere un valore potenziale massimo di 99 (non andremo nel dettagli della creazione personaggio).
Per aumentare il valore del nostro personaggio dovremo spendere la moneta di gioco (i VC) negli attributi che vorremmo aumentare. Il costo per potenziamento è variabile rispetto a quanto impatta quello specifico attributo (ad esempio potenziare la resistenza costerà meno che potenziare il Tiro dalla media).
Dove sta dunque il problema? Che quest’anno il costo per singolo potenziamento è aumentato e la quantità di VC che guadagneremo è inferiore rispetto allo scorso anno. Tutto ciò porta i giocatori a dover spendere soldi veri, visto che i VC sono acquistabili tramite microtransazioni.

In NBA 2K24, sin dal primo giorno, abbiamo visto giocatori con overall altissimi che avevano ovviamente vantaggio competitivo enorme, e questo è totalmente sbagliato. Come se non bastasse, il titolo non fa nulla per “tutelare” chi perde. Se con un personaggio appena creato giochiamo online andremo ad affrontare dei giocatori con rating molto più alto di noi. Questo ci porterà a sbagliare tanto, abbassando la valutazione partita che a sua volta abbasserà la quantità di soldi guadagnati alla fine.
Capite dove vogliamo arrivare? Non solo il gioco “premia” chi shoppa ma punisce chi perde facendogli guadagnare pochissimi VC.

Anche la modalità MyTeam presenta lo stesso problema. “L’ultimate Team di NBA” infatti premia chi spacchetta di più e dunque possiede delle carte migliori, rispetto ad un giocatore che non ha voglia di metter mano al portafogli. Per quanto abbiamo apprezzato l’idea di introdurre il “salary cap“, che impedisce di formare una squadra eccessivamente forte, non è ancora abbastanza per sistemare un problema che adesso è diventato troppo invadente.

Tutto questo a nostro parere è davvero inaccettabile e andrebbe rivisto totalmente il metodo di progressione. Abbiamo volutamente tenuto fuori da questo discorso gli elementi estetici, poiché nonostante i prezzi folli, non inficiano in alcun modo l’esperienza di gioco.

Il nuovo MyNBA e i Mamba Moments

Per fortuna se vi doveste sentire frustrati dalla Carriera, potrete giocare ad altre modalità, che non sono state intaccate dalle microtransazioni.
Innanzitutto 2K ha introdotto in NBA 2K24 una nuova esperienza MyNBA chiamata MyNBA Lite. La modalità MyNBA ci permette di prendere le redini di una franchigia e gestirla sotto ogni aspetto per portarla ai vertici della federazione. Molti aspetti dell’NBA sono però difficili da digerire per un neofita, con regole e clausole non sempre di facile comprensione. Per questo è stato creato MyNBA Lite in cui l’unica cosa di cui dovremmo preoccuparci sarà draftare e scambiare giocatori, giocare e vincere. Ciò si traduce in una modalità divertente e veloce, pur mantenendo il livello di competitività che solo questo gioco sa regalare. Insomma una grande aggiunta che permetterà a chi si è appena approcciato al basket o a chi già ne conosce tutti i segreti e vuole semplicemente rilassarsi, di godersi il fulcro di questo meraviglioso sport.

Altra aggiunta è la “LeBron Era” in cui potremo prendere le redini di una franchigia a partire dalla stagione 2010/2011 in cui LeBron James si trasferì ai Miami Heat per formare i Big Three con Dwayne Wade e Chris Bosh. Per chi come chi scrive questa recensione si è approcciato al basket in quel periodo questa modalità è stupenda. Avere infatti la possibilità di cambiare il passato tramite le proprie decisioni è decisamente appagante e dà quel quid in più nel giocare questo “What if”.

Per quanto riguarda i Mamba Moments abbiamo un’opinione abbastanza positiva a riguardo. In questa modalità ripercorreremo le gesta della leggenda dei Los Angeles Lakers, Kobe Bryant, scomparso nel Gennaio 2020. Le intro per ogni momento che andremo a giocare sono semplicemente da brividi e ci permettono di fare un bel tuffo nel passato. Tuttavia questa modalità è leggermente inferiore rispetto a quella dello scorso anno dedicata alla carriera di Michael Jordan. Questo è dovuto sia alle poche partite disponibili, solo 7 rispetto alle 15 dello scorso anno di MJ, sia alla mancanza di alcuni momenti della carriera di Kobe davvero imperdonabili. Ci troviamo comunque di fronte ad un ottimo e fedele lavoro nel celebrare la carriera di uno dei giocatori più forti di sempre.

Conclusioni

Dire che siamo rimasti delusi da questo NBA 2K24 è dir poco. Il curatissimo e dettagliato comparto grafico, insieme al gameplay rinnovato e migliorato grazie alla tecnologia ProPLAY e alle nuove modalità, non riescono a sostenere da sole un gioco fortemente penalizzato dalle microtransazioni. Le modalità più divertenti e con contenuti in continuo aggiornamento, sono come bloccate dietro la massiccia ombra del grinding estenuante o delle microtransazioni. Ciò è veramente un peccato visto che ribadiamo come questo titolo da tutti gli altri punti di vista sia quasi perfetto.

E voi che ne pensate? Fatecelo sapere con un commento qui sotto e continuate a seguirci su Nerdpool per tutti gli aggioramenti!

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NBA 2K24 è una grandissima delusione. Nonostante un ottimo gameplay e un comparto grafico eccellente, le modalità più divertenti e attese MyCareer e MyTeam, sono pesantemente penalizzate dalle microtransazioni che quest'anno sono davvero troppo invasive. NBA 2K24 - La nostra recensione