NerdPool Incontra Adriano Barone che ci parla delle sue ultime opere

Abbiamo fatto quattro chiacchere con Adriano Barone sulle sue ultime “fatiche” uscite in anteprima per Lucca Comics 2022: Nathan Never/Justice League – Doppio Universo, uscito per Bonelli il 4 Novembre e Mr. Evidence uscito proprio oggi 18 Novembre sembre per Bonelli.

ALLERTA SPOILER!!!! alcune risposte contengono spoiler quindi se non avete ancora letto i volumi continuate a vostro rischio e pericolo!

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– NN/JL è un incontro tra due grandi gruppi di eroi. Per la prima volta (almeno a nostra memoria) non assistiamo a un iniziale scontro tra le due “fazioni”, ma vi è subito cooperazione. Finalmente qualcuno che ha deciso di ribaltare quel cliché ormai abusato. Era questo il tuo solo obiettivo o volevi creare una sorte di “ponte” per possibili eventi futuri?

Beh, in realtà Batman all’inizio è molto diffidente, ma pare abbastanza naturale che chi sia “eroico” abbia tra i suoi vari “superpoteri”, dichiarati o meno, quello di percepire l’eroismo altrui. Nathan per esempio capisce subito che Batman lotta per la giustizia anche solo vedendolo tra uno schermo tra due dimensioni, anche se subito dopo la Justice League si “presenta” e in questo modo dichiara i propri scopi benevoli.

– NN salva il mondo per lavoro. La JL salva il mondo perché è giusto farlo. Questa differenze di vedute potrebbe portare in qualche modo a uno scontro in futuro?

Assolutamente no. Gli Agenti Alfa hanno comunque un forte senso della giustizia, o farebbero un altro lavoro. Quello che volevo sottolineare con questa differenza è che oltre ad avere normalissimi problemi “etici” come capita alla Justice League (penso alla relativamente recente run di Simon Spurrier, se non vado errato), per Nathan e compagni ci sono anche delle costrizioni a volte legate al fatto che sei semplicemente “un fornitore di un servizio” a clienti che spesso non puoi scegliere. Non è quello che avviene in questa storia, ma l’abbiamo visto più volte accadere in Nathan Never, e trovo che sia uno degli elementi di forza della serie. 

– Scopriremo mai perché Sigmund smette di balbettare quando parla con Batman?

Ah, ma ve lo dico io: perché ha paura. Sappiamo da Nathan che l’impatto della presenza di Batman è devastante, incute veramente terrore. Sappiamo cosa pensa Nathan perchè le dida ci raccontano cosa c’è nella sua testa, ma non sappiamo cosa pensa Sigmund. Ecco, l’informatico più geniale del suo tempo ha così paura dell’Uomo Pipistrello che smette di balbettare, forse per rispondere più in fretta. Sigmund riconosce anche “naturalmente” a Batman una dote di leadership, cosa che gli fa seguire senza esitazioni i suoi comandi.

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– Legs è l’altro agente della squadra Alfa a ricevere spazio all’interno della storia. Possiamo aspettarci che, nell’eventualità di seguiti, potremmo vedere più interazioni con gli altri membri?

In realtà, se si legge con attenzione il finale, Legs esprime il desiderio di vedere Themyscira, perchè non vede l’ora di fare l’esperienza di un’intera nazione (in questo caso un’isola) di donne guerriere come lei. Quindi nella mia testa un possibile incontro futuro sarebbe tra Legs e Wonder Woman. Ma ovviamente, a livello di carattere, troverei il modo di infilarci Harley Quinn, dato che già Batman ha notato che Legs le somiglia. Le somiglia FASTIDIOSAMENTE, aggiungerei. 😀 

– Atom non è certo il primo componente della JL che viene in mente al grande pubblico. Qual è la ragione dietro al suo inserimento in questa formazione?

Nonostante qualche recensione in cui viene detto che Selena sarebbe una cattiva “stereotipata”, è esattamente il contrario: il suo piano prima di tutto ha profonde motivazioni etiche: deve salvare la sua specie dall’estinzione completa. A me questo tutto sembra tranne uno stereotipo di villain… e inoltre fino all’arrivo di Atom, Selena sta VINCENDO. Forse avrei dovuto sottolineare maggiormente questo aspetto? Nonostante le capacità strategiche di Batman, Selena prevede quasi ogni mossa dei nostri eroi. E ricordiamo che anche distruggendo le macchine che emettono i vettori Tau e quindi (SPOILER) permettendo a Superman di recuperare i suoi poteri, comunque Agenzia Alfa e Justice League si sarebbero ritrovati di fronte tre Giga-Tecnodroidi e un esercito di Tecnodroidi “tradizionali”… con l’Agenzia Alfa a rischio di essere “conquistata”. Però la vita è fatta di piani perfettamente congegnati che si inceppano per un piccolo dettaglio: e mi pareva interessante identificare il membro della League che può diventare microscopico con questo concetto. Inoltre, avrei voluto avere la formazione originale della League, ma non c’era modo di inserire Martian Manhunter e anche la presenza di Freccia Verde (ottavo membro della League ad aggiungersi ai mitici sette fondatori originali) sarebbe stata ridondante: quindi sono andato in ordine di comparizione, e in questa sequenza storica chi veniva dopo Freccia Verde era proprio Atom.

– Ora parliamo dell’altra tua “fatica”….Mr. Evidence è la tua nuova serie co-creata con Fabio Guaglione e Fabrizio Des Dorides. Una serie decisamente Audace con un tono diverso per Bonelli, come vi è venuta questa idea?

Siamo partiti dai personaggi creati da Fabio Resinaro, aggiungendovi un background molto approfondito a livello di storie personali, e facendo tantissima ricerca per capire su quali patologie realmente esistenti si potesse fondare la loro condizione, che però ovviamente è “esagerata” per scopi narrativi (ribadiamo sempre che in Mr. Evidence non vogliamo e non ci permettiamo di dare un ritratto realistico delle malattie mentali: si tratta comunque di un fumetto di genere).

– C’è una ragione particolare, sempre che tu possa svelarcela, per la quale Floyd non ha ancora ricevuto l’investitura a Mr.?

Mr. Truth affibbia il nomignolo Mr. o Miss tendenzialmente alle cose. Di tre pazienti del Mulholland a cui non aveva prestato particolare attenzione (anche se in generale Mr. Truth presta attenzione a tutto) avverte una “specificità” così grande e profonda, che ha deciso di “identificarli” con dei Mr. o dei “Miss”. Nel numero 2 scopriremo se anche Floyd sarà secondo Mr. Truth così speciale da meritarsi un “Mr.” 

– Mr. Evidence è una lettura di difficile “digestione”. I personaggi sono molto complessi e soffrono di patologie non indifferenti, eppure ognuno di loro riesce a risultare molto più umano rispetto a tanti altri personaggi. Questo è sempre stato uno dei vostri obiettivi in fase di sceneggiatura?

Guarda, mi fa veramente piacere leggere questa domanda. Lo sforzo enorme è stato rendere “verosimile” (non realistica: verosimile) la loro condizione, e questo all’inizio potrebbe “intimorire” un po’. Ma la verità è che i quattro protagonisti sono diverse sfaccettature di modi in cui possiamo stare male, in cui possiamo sentirci alienati rispetto a noi stessi o alla realtà, solo in modo molto “estremo”. Ci auguriamo che un lettore, almeno una volta, nella lettura, leggendo qualche loro riflessione, possa pensare: “Qualche volta anche io mi sono sentito/sentita così.”

– All’interno di Mr. Evidence si sente l’influenza, come detto da voi nella postfazione, di tanti altri media. Ma quali sono gli autori dai quali avete tratto maggiori ispirazione per questa storia?

All’inizio avrei potuto dirti Sherlock della BBC, Mindhunter di Netflix, e come tematiche, il Joker di Todd Phillips. Ma la verità è che dopo avere delineato i personaggi, Mr. Evidence si è… nutrito di sè stesso, nella misura in cui ogni volta che abbiamo a che fare coi personaggi e scriviamo una scena confrontandoci con Fabio, siamo in grado di dire che questo o quel personaggio non si comporterebbe in un modo, ma in un altro, molto specifico. Come dimostrato dalla scena della colazione, immaginiamo i personaggi in un contesto e sappiamo cosa faranno. Non sappiamo se riusciremo a inserirla, ma con Fabio ci siamo spaccati dal ridere a immaginare i protagonisti mentre fanno la spesa. Semplicemente la spesa al supermercato. Con tutte le ricadute che i loro singoli comportamenti possono avere. 

– “Gli indizi sono ovunque”. Così recitava la grafica di presentazione al volume presente sugli schermi di Lucca Comics. Rileggendo il volume, saltano fuori moltissimi particolari. Quanto tempo ci avete speso per lasciare questi indizi?

Oh, più di quello che è ragionevole passare su una sceneggiatura. Ci sono dettagli in apparenza casuali nel primo volume la cui importanza verrà rivelata solo nel settimo, ti dico solo questo. 

Ogni sceneggiatura è scritta e riscritta in modo da creare un set-up adeguato a tutto quello che vedremo dopo, di modo che anche le situazioni più bizzarre che presenteremo sembreranno “naturali” nel world building della serie.

– Di quanti volumi sarà composta questa serie?

Otto. Inizia e finisce, promesso. 

– Il gruppo di protagonisti, oltre che avere il minimo comune denomitare di essere casi clinici, sembra quasi un party di Dungeons and Dragons. Sembrano che abbiano caratteristiche e classi tipici del gioco di ruolo. In qualche modo è stato fonte d’ispirazione o è una pura coincidenza?

No, questa è davvero una pura coincidenza, e siete i primi che me lo fanno notare. E’ un’osservazione interessante. Tuttavia, noi abbiamo pensato alle loro personalità e ai modi in cui avrebbero potuto interagire tra loro stessi e col mondo esterno, e in particolare, rispetto al mondo esterno, in che modo avrebbero potuto usare la loro condizione per “capire cose” che non si noterebbero normalmente nella vita di tutti i giorni. Forse sono un party nel senso che le loro capacità sono complementari nel contesto delle indagini che andranno a fare, ma anche per il fatto che a volte le loro condizioni sono quasi esattamente speculari (pensa a Miss Nerve che non “sente niente” confrontarsi con un Mr. Pain che invece vive immerso perennemente nel dolore altrui).

Ringraziamo Adriano per la sua gentilezza e disponibilità.

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