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Black Hammer: Quantum Age – Recensione

Siamo giunti ormai all’ultimo appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di Black Hammer, la serie supereroistica ideata da Jeff Lemire. Questa settimana andremo ad analizzare Black Hammer: Quantum Age, l’ultimo spin-off della serie principale pubblicato in Italia da BAO Publishing.

La Quantum League

Questa nuovo progetto ideato da Lemire, a differenza dei precedenti, si sviluppa 100 anni nel futuro rispetto agli eventi principali della serie principale. Qui troviamo un mondo ormai afflitto da un regime autoritario, e gli eroi dispersi di Spiral City sono solamente un vecchio ricordo. La Terra in questi anni ha infatti dovuto affrontare un’invasione marziana, abilmente sventata dai membri della Quantum League. Se nella serie principale gli eroi di Black Hammer erano ispirati alla Justice League della DC Comics, allo stesso modo la Quantum League prende spunto dalla Legione dei Super-Eroi. Creata nel 1958, questo gruppo del XXX secolo vedeva giovani eroi riunirsi per fronteggiare le forze del male. I nostri nuovi protagonisti infatti non sono altro che giovani ragazzi, ispirati dalle memorabili gesta degli eroi di Spiral City nella lotta al crimine.

Data la capacità dei marziani di cambiare forma a loro piacimento, sulla Terra intercorrono numerosi controlli ai danni dei civili. Ed è proprio da questi che il giovane Barbaliteen dovrà nascondersi. Il giovane abitante di Marte, rifugiatosi anni prima sul nostro mondo, ha intenzione di riunire i membri perduti della League, divisasi proprio in seguito all’invasione marziana. Il suo obiettivo è quello di fermare il Presidente, ostinato a spazzare ogni forma di vita aliena dalla Galassia. Barbaliteen si mette dunque alla ricerca di Hammer Lass, discendente di Joseph e Lucy Weber ed erede del potente Martello.

Il viaggio del marziano lo porterà ad incontrare anche vecchie conoscenze del mondo di Black Hammer, disposti ad aiutare i membri della League in questa disperata avventura.

Da Golden a Silver Age

Se Black Hammer era (a suo modo) un omaggio agli eroi della Golden Age, in Quantum Age invece Lemire estrapola e reinventa gli stilemi tipici del periodo Silver Age. Per coloro che non lo sapessero, per Golden Age si intende quell’arco di tempo che intercorre tra la fine degli anni ’30 e gli anni ’50 in cui fecero la loro prima apparizione come Batman, Superman e Capitan America. La Silver Age invece vide il massimo splendore del fumetto supereroistico americano, che seppe adattarsi all’evolversi dei tempi. In questo periodo infatti la DC Comics lanciava il primo gruppo di eroi della storia con la Justice League, mentre la Marvel lanciava personaggi ormai leggendari come i Fantastici Quattro e Spider-Man grazie a Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko.

Ispirandosi a quest’ultimo periodo, Lemire ambienta il suo Quantum Age in atmosfere più fantascientifiche, ampliando la trama con svariate razze aliene e viaggi spaziali. Il tutto è coadiuvato da Wilfredo Torres che, grazie ad un tratto decisamente più moderno rispetto al collega Dean Ormston, ne illustra le tavole.

In definitiva, Quantum Age ci presenta una trama interessante, staccandosi per un attimo da quell’approfondimento emotivo dei personaggi a cui Lemire e Black Hammer ci avevano abituato. Un esperimento per lo scrittore canadese decisamente riuscito, che porta al lettore una serie fresca ed avvincente.

Black Hammer: Quantum Age è edito in Italia da BAO Publishing al prezzo di €19,00 in un elegante volume cartonato.

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