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Graveyard Kids 1 – Recensione

Graveyard Kids è un’opera di grande impatto e potenza, un crescendo di violenza che trascina il lettore pagina dopo pagina. Davide Minciaroni dà vita a un mondo popolato letteralmente da mostri, nel quale i buoni faticano a sopravvivere.

Il cimitero andava difeso. A qualsiasi costo!

Fu così che nacquero i Graveyard Kids!

Per la collana BD Next, dedicata agli scrittori esordienti, Edizioni BD questa volta ci propone Graveyard Kids di Davide Minciaroni. L’autore pur essendo alla prima pubblicazione per una grande casa editrice non è del tutto estraneo al mondo del fumetto. Nel 2015 ha fondato il collettivo Doner Club e dal 2017 ha iniziato ad autoprodursi una prima versione di Graveyard Kids, evolutasi poi nel volume appena pubblicato. 

Rob si è appena trasferito in una nuova scuola insieme al fratello e già il primo giorno si trova ad assistere a un atto di bullismo ai danni di un ragazzo grassottello. Deciso a difenderlo si mette in mezzo, ma non sa che in questo modo ha decretato la sua fine. Bill e la sua banda sono considerati i capi della scuola e nessuno può contrariarli. Rob si trova in una situazione disperata e, per cercare di sopravvivere, decide di riunire anche lui una squadra e di sfidare il dominio di Bill. 

Lo scenario creato da Minciaroni è un mondo popolato letteralmente da mostri e nel quale i buoni faticano a sopravvivere. Il protagonista Rob si presenta come un bravo ragazzo che vuole aiutare i più deboli, ma nel corso della storia subirà una grande evoluzione e capirà che per poter sconfiggere il suo rivale deve necessariamente utilizzare metodi simili e non farsi troppi scrupoli. Perciò decide di fondare i Graveyard Kids chiedendo l’aiuto di Abdul e Zucco, due ex membri della banda di Bill, che potrebbero aiutarlo vista la loro esperienza nell’”arte” del pestaggio. Nella parte centrale della vicenda è presente proprio un lungo flashback grazie al quale capiamo le ragioni della scissione tra Abdul e Bill e, in un certo senso, una delle cause scatenanti della rabbia e della violenza di quest’ultimo.

Agli antipodi di Rob c’è proprio Bill, un personaggio profondamente malvagio, senza scrupoli e terrificante anche nell’aspetto fisico. Non lo vediamo mai sorridere di gioia, tranne nel passato, quando si innamora di una ragazza e sembra per la prima volta felice. Sarà un vero osso duro per i Graveyard Kids ed è disposto a qualsiasi cosa pur di vincere.

Nel mezzo ci sono tanti personaggi sempre ben caratterizzati e spesso ironici. Impossibile non tirare in ballo Il Vecchio Mortymer, fumatore incallito che metterà alla prova Rob. Un Maestro Miyagi distorto e ossessionato dalle sigarette che scatenerà tutta la sua furia contro il gruppo del protagonista trasformandosi in un energumeno muscoloso.

Graveyard Kids è un’opera di grande impatto e potenza, un crescendo di violenza che trascina il lettore pagina dopo pagina. Lo stile artistico dello scrittore è super azzeccato e le tavole risultano estremamente vivaci e dinamiche, in particolare nelle scene di azione e di lotta, molto evocative e ricche di dettagli. I colpi subiti dai personaggi sembrano uscire dalla pagina e arrivare in faccia al lettore in tutta la loro durezza e ferocia. Interessante poi l’uso delle onomatopee giapponesi nei momenti di massima tensione della storia o, ad esempio, quando compare per la prima volta un personaggio. L’autore sceglie di non tradurle e penso che sia stata una buona scelta. Non è importante il loro significato, ma sono più che altro simboliche e strizzano anche l’occhio ad un certo tipo di shonen giapponesi. Il volume si chiude con una scelta molto drastica del protagonista e rimane quindi la curiosità di capire come evolverà la vicenda. Speriamo di poter leggere presto altre avventure dei Graveyard Kids!

Graveyard Kids è un’opera di grande impatto e potenza, un crescendo di violenza che trascina il lettore pagina dopo pagina. Davide Minciaroni dà vita a un mondo popolato letteralmente da mostri, nel quale i buoni faticano a sopravvivere.
Voto
8

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