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Dylan Dog 415: Vendetta in Maschera – Recensione

Il Dylan Dog di questo mese mette ancora al centro della vicenda un gruppo di ragazzi e ragazze. Gabriella Contu descrive perfettamente la voglia di libertà, ma anche la rabbia, dei protagonisti, spinti da un passato difficile e tormentato a stravolgere la loro vita e a cercare di sopravvivere in autonomia. Il tutto si amalgama egregiamente a una riflessione sul bullismo e sulle conseguenze tragiche che possono portare certi comportamenti.

Dopo l’ottimo numero dello scorso mese, Giochi Innocenti, della coppia BarbatoMartinello, il Dylan Dog ora in edicola mette ancora al centro della vicenda un gruppo di ragazzi e ragazze. Stavolta ai testi troviamo Gabriella Contu e ai disegni Andrea Chella. Scopriamolo insieme!

TRAMA

Si muovono come un piccolo esercito, compatti, obbedienti. Sono ragazzini, ma graffiano e scappano come gatti selvaggi. Portano maschere fatte con pezzi di albero e sottili bastoni appuntiti e, nel giro di una settimana soltanto, si sono resi colpevoli di svariati furti e aggressioni. A Dylan il compito di stanarli, ripercorrendo le tracce che conducono verso i boschi e i parchi nei dintorni dei quali agiscono di solito…

CONSIDERAZIONI GENERALI

A prima vista lo spunto iniziale della storia sembra ricordare, come affermato anche da Recchioni nell’introduzione, Il Signore delle Mosche di William Golding. I protagonisti vivono in un parco e per sfamarsi, ma anche per divertirsi, prendono di mira i passanti che giungono nei paraggi per scipparli dei loro oggetti di valore. Non sembrano davvero cattivi, ma commettono continui crimini e nessuno riesce a fermarli.

Tuttavia, la storia si fa più terrificante quando alcune persone vengono uccise proprio in quella zona da una figura nascosta da una maschera e tutti gli indizi sembrano puntare sugli inquilini del bosco. In realtà nessuno di loro parrebbe capace di un gesto simile e una ragazza del gruppo possiede alcuni strani poteri che le fanno percepire una presenza oscura nella foresta. Così, entra in gioco Dylan, chiamato proprio dai ragazzi per indagare e scagionarli da questi delitti.

Circa a metà dell’albo, la storia però prende una piega diversa ed emergono altre interessanti tematiche. In particolare, il focus si sposta sul tema del bullismo e sulle tragiche conseguenze che taluni atteggiamenti possono avere sulle persone più deboli e indifese. Spesso solo per ottenere una risata o per divertirsi si finisce per ignorare o mettere da parte i sentimenti degli altri.

Gabriella Contu mette bene in luce la voglia di libertà, ma anche la rabbia, che fa agire i protagonisti. I ragazzi hanno tutti alle spalle un passato difficile e tormentato e, con grande coraggio, hanno deciso di stravolgere la loro vita e cercare di sopravvivere in autonomia. Il fatto che questi compiano piccoli crimini per gioco non li rende automaticamente delle cattive persone, poiché spesso il male vero si nasconde invece in luoghi inaspettati. A mio parere, quest’affermazione è perfettamente adatta alla risoluzione della storia e mette in luce un modo di pensare fin troppo diffuso nella società odierna. L’idea che la fama e la ricchezza ci permettano di comportarci come vogliamo e ci consentano di avere tutto quello che si desidera. Anche calpestando quelli che vengono ritenuti come “esseri inferiori”.

Andrea Chella esordisce con questo numero sul mensile di Dylan Dog e lo fa attraverso uno stile a tratti più abbozzato, ma che diventa ben definito nei primi piani dei personaggi e nelle maschere che indossano e che li distinguono l’un l’altro.

Un numero con una storia piuttosto semplice e forse non innovativa, ma con spunti di riflessione interessanti e personaggi ben tratteggiati. Il prossimo mese preparatevi invece a scavare nella mente di Dylan Dog con una storia di Mauro Uzzeo.

Continuate a seguirci, qui su NerdPool.it, per non perdervi le prossime novità legate al mondo del Fumetto.

IL NOSTRO VOTO

Il Dylan Dog di questo mese mette ancora al centro della vicenda un gruppo di ragazzi e ragazze. Gabriella Contu descrive perfettamente la voglia di libertà, ma anche la rabbia, dei protagonisti, spinti da un passato difficile e tormentato a stravolgere la loro vita e a cercare di sopravvivere in autonomia. Il tutto si amalgama egregiamente a una riflessione sul bullismo e sulle conseguenze tragiche che possono portare certi comportamenti.
Voto
7

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