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Dune di Denis Villeneuve – Recensione

La prima parte di Dune è appassionante e tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto. Il regista ha rispettato il romanzo originale, dandocene ovviamente la sua interpretazione personale. Il focus di Villeneuve è sulla caratterizzazione dei personaggi e il suo Dune è soprattutto il percorso di formazione di Paul Atreides, il protagonista destinato a cambiare le sorti di Arrakis.
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Adattare sul grande schermo un romanzo di fantascienza come Dune di Frank Herbert non è per nulla facile. Viene considerato da tanti come uno di quei “romanzi inadattabili”, proprio a causa della grande complessità della trama e per i numerosi personaggi. Ci aveva provato nel 1984 un regista di altissimo livello, ma ancora alle prime armi, come David Lynch, scontentando però buona parte dei fan. Il suo film cercava di condensare in due ore l’intero libro, tralasciando però tanto, forse troppo, della storia originale.

Ora tocca invece a Denis Villeneuve affrontare questo arduo compito. Il regista canadese ha alle spalle una serie di film molto apprezzati (ma spesso divisivi) come Arrival o Blade Runner 2049, che facevano ben sperare nella buona riuscita del progetto. E così è stato! La prima parte di Dune è appassionante e tiene incollati allo schermo dal primo all’ultimo minuto. Parlo di “prima” parte proprio perché l’idea iniziale di Villeneuve è stata quella di dividere a metà la storia. Una scelta saggia che ha permesso al regista di sviluppare i personaggi con maggiore attenzione e senza accelerare lo svolgersi degli eventi.

[Piccola parentesi: al momento la seconda parte è ancora in forse, il film è costato tanto e tutto dipenderà dagli incassi, quindi se non lo avete ancora visto chiudete questo articolo e correte al cinema! Vi assicuro che ne vale la pena, non serve neanche continuare a leggere i prossimi paragrafi!]

Già raccontare la trama di Dune non è per nulla facile. La vicenda si svolge perlopiù su Arrakis (anche chiamato Dune), uno dei pianeti più importanti dell’universo, perché ricco di “spezia”, una sostanza che permette i viaggi interstellari e ritenuta sacra dai nativi, i Fremen. Un giorno, l’Imperatore, somma entità che governa l’Imperium, decide di togliere il controllo del pianeta ai violenti Harkonnen per affidarlo alla Casata degli Atreides. Il Duca Leto Atreides ha un figlio, Paul, destinato a prendere il suo posto alla guida di Arrakis dopo la sua morte, ma anche dotato di poteri particolari, trasmessigli dalla madre. Arrivati sul pianeta, la casata si troverà ad affrontare intrighi politici e nemici pronti a tutto per conquistare il trono, mentre il ragazzo sembra sempre più proteso verso un destino sacro.

Dune è a tutti gli effetti un film di fantascienza e, in un’opera del genere, la prima cosa che deve fare Villeneuve è presentarci il mondo in cui si muovono i personaggi. Tuttavia, è chiaro sin da subito come il regista non voglia passare troppo tempo a spiegarci il funzionamento della spezia o la natura dei vermi della sabbia. Anzi, molti elementi sono solo accennati, rimanendo forse meno chiari rispetto al materiale originale. Può essere un difetto che pregiudica la bontà del film? A mio parere no. Il focus di Villeneuve è evidentemente sui personaggi e il suo Dune è soprattutto il percorso di formazione di Paul.

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Il ragazzo è il protagonista assoluto di questa prima parte e lo vediamo divenire sempre più consapevole con l’avanzare del film. Paul è ossessionato da visioni del futuro e chiunque lo incontra sembra considerarlo l’eletto, la persona destinata a salvare il popolo di Arrakis. I suoi genitori non possono essere più diversi tra loro. Il padre, il Duca Leto, lo vede prima di tutto come suo erede e vuole insegnargli come governare il paese. La madre, Jessica, è una strega Bene Gesserit e vuole addestrare il figlio a sviluppare il suo stesso potere, che, grazie a un particolare timbro vocale, obbliga l’interlocutore a ubbidire agli ordini. Il ragazzo sembra confuso da questo destino che gli si prefigura, ma non ne è impaurito. Al contrario, anche a causa di eventi esterni, deve utilizzare il suo potere e inizia pian piano a vedersi concretizzare l’immagine dei suoi sogni.

Ci sono tanti personaggi interessanti (e anche attori e attrici molto noti) che ruotano intorno a Paul, interpretato con maestria da Timothée Chalamet. Il Duca Leto (Oscar Isaac) deve mostrarsi sempre forte per il ruolo che ricopre, ma è un uomo buono, che prova grande affetto per i suoi cari ed è disposto all’estremo sacrificio per salvarli. Anche Lady Jessica (Rebecca Ferguson) nasconde sotto una fragilità apparente una forte determinazione e abilità nel combattere. La lista sarebbe ancora lunga, basta citare nomi come Josh Brolin, Javier Bardem, Zendaya e Jason Momoa.

Se però la ragazza, pur comparendo spessissimo nel film, non ha molto modo di mettersi in mostra (almeno in questa prima parte), difficile non affezionarsi al personaggio di Momoa, Duncan. Maestro di spada di Paul, ha un bellissimo rapporto con il ragazzo e li vediamo spesso interagire. Momoa è abile nel dare vita a un personaggio con un atteggiamento spesso ironico, ma che si dimostra anche feroce e un grande combattente. Inoltre, i brevi momenti scherzosi tra i due sono perfettamente dosati dal regista e non rovinano l’atmosfera. A trasmettere tutto il pathos e la drammaticità che un film come Dune richiede contribuisce anche la colonna sonora di Hans Zimmer. Il compositore tedesco aveva già collaborato con Villeneuve in Blade Runner 2049 e lo ritroviamo spesso anche nei film della DC Comics.

Pur risultando evidente l’attenzione ai personaggi, non mancano comunque le grandi scene di guerra e i momenti d’azione. Tuttavia, anche quello che si poteva prefigurare come uno scontro lungo e sanguinoso tra gli eserciti degli Harkonnen e degli Atreides, si conclude invece in poco tempo e serve più a mostrarci il fato di alcuni personaggi anziché il modo di combattere dei due schieramenti. Ma chissà cosa ci riserverà la seconda parte!

Dune è un film che andrebbe rivisto più volte per apprezzare al meglio ogni sua sfaccettatura. Senza dubbio già a una prima visione risulta evidente il grande lavoro svolto da Villeneuve e da tutta la troupe. Il regista ha rispettato il romanzo originale, dandocene ovviamente la sua interpretazione personale. Il percorso di crescita di Paul è lungi dall’essere concluso e la seconda parte si preannuncia altrettanto interessante. Speriamo che l’attesa sia breve…io intanto ho già in mano il romanzo originale 😉

Fateci sapere anche la vostra opinione! Siete curiosi di vedere la seconda parte o avete bocciato il film di Villeneuve? Continuate a seguirci sul sito di NerdPool.it e sui nostri social!

IL NOSTRO VOTO

La prima parte di Dune è appassionante e tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto. Il regista ha rispettato il romanzo originale, dandocene ovviamente la sua interpretazione personale. Il focus di Villeneuve è sulla caratterizzazione dei personaggi e il suo Dune è soprattutto il percorso di formazione di Paul Atreides, il protagonista destinato a cambiare le sorti di Arrakis.
Voto
9

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