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The Unforgivable: la recensione del thriller con Sandra Bullock

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Il 10 dicembre ha debuttato su Netflix The Unforgivable: il nuovo film con protagonista Sandra Bullock, un thriller dai toni drammatici e cupi. Il lungometraggio è basato su una miniserie britannica del 2009, The Unforgiven. Nel cast troviamo anche Jon Bernthal (Blake), Asling Franciosi (Katherine), Viola Davis (Liz Ingram), Vincent D’Onofrio (John Ingram), Emma Nelson (Katie Slater) e Will Pullen (Steve). La regista di The Unforgivable è Nora Fingscheidt. Di seguito trovate la sinossi ed il trailer del film.

Ruth Slater, una donna rilasciata dalla prigione dopo aver scontato una pena per un crimine violento, tenta di rientrare nella società. Deve cercare di rimettere insieme la sua vita in un mondo che rifiuta di perdonare il suo passato.

Ecco la recensione senza spoiler di The Unforgivable:

Un cambiamento di prospettiva

Le prime scene del film sono ambientate nel carcere dove la protagonista ha scontato una pena di venti anni, una location abbastanza solita per i thriller. Un aspetto davvero innovativo è che l’uscita dalla prigione non viene presentata come un definitivo lieto fine, ma come un punto di partenza per la trama di The Unforgivable. Possiamo vedere tutte le difficoltà che Ruth affronta per reintegrarsi nella società in modo davvero realistico ed accurato. Questa tematica propone anche un’interessante riflessione sul diritto all’oblio. Inoltre, c’è un ottimo livello di introspezione psicologica – soprattutto nella parte finale. In effetti, il punto di vista ed il giudizio degli spettatori sono portati a cambiare durante il film. Inizialmente, ci approcciamo a Ruth con diffidenza e con rancore: non capiamo il suo atteggiamento da vittima. Poi, gli eventi che si susseguono ci portano a cambiare prospettiva ed a immedesimarci maggiormente nel personaggio. The Inforgivable è ricco di colpi di scena che – insieme alle scene d’azione – mantengono viva l’attenzione del pubblico.

Una trama complessa ed emozionante

L’intreccio della trama è abbastanza complesso, ma risulta comunque ben comprensibile. Ci sono diversi flashback che creano un’atmosfera di mistero: tutti gli indizi seminati nel corso del film assumono un senso alla fine. Inoltre, le relazioni dei personaggi hanno ruolo centrale, in un modo malinconico e commuovente. Il legame tra Ruth e sua sorella, soprattutto, viene approfondito notevolmente, fino a costituire il perno della storia. In mezzo alle scene di azione e di delitto, The Unforgivable racconta la complessità dei rapporti familiari: relazioni di indifferenza o di dedizione. Il film non ammette vie di mezzo – forse poco verosimilmente. Tuttavia, viene mostrato come ad un amore assoluto possa corrispondere un grande tormento.

L’interpretazione di Sandra Bullock

Uno degli elementi di maggior richiamo del film è senza dubbio l’attrice protagonista, Sandra Bullock. Anche per questo motivo, The Unforgivable resiste nella Top 10 di Netflix, a distanza di alcuni giorni dall’uscita. In confronto ad alcune sue interpretazioni precedenti, come in Ricatto d’Amore, Sandra Bullock appare in una versione decisamente più cupa e più matura. Un grande punto di forza della sua performance consiste nel non eccedere con la drammaticità, soprattutto nella prima parte. All’inizio, Ruth ci sembra un personaggio abbastanza contenuto e aspettiamo che da un momento all’altro diventi la spietata criminale che abbiamo sentito descrivere. Il suo volto inespressivo si trasforma in delle espressioni di dolore a lungo tenuto per sé nelle scene finali, che riescono a creare una inaspettata empatia con gli spettatori.

Qualche problema di ritmo

The Unforgivable presenta qualche problema di ritmo. Nonostante le scene d’azione e i colpi di scena mantengano viva l’attenzione, sono presenti delle scene di scarso impatto soprattutto nella parte centrale. Allontanandosi dalla storia principale, vediamo la routine della protagonista dopo l’uscita dal carcere. Da una parte, entrare nella quotidianità di Ruth ci aiuta a comprenderla meglio. Tuttavia, questo tipo di scene spezza il ritmo del film, vanificando in parte la suspence creata dai flashback. In generale, in alcuni passaggi The Unforgivable risulta un po’ lento.

Il pregiudizio sociale

Agli occhi della società, la colpa di Ruth è “imperdonabile”. Lo capiamo attraverso lo sguardo dei personaggi comprimari, ad esempio Liz Ingram (Viola Davis). Proprio questa figura rappresenta la comprensibile opinione delle persone comuni, che conoscono le vicende della protagonista dall’esterno. Le sue idee cambiano nel corso del film, proprio come quelle degli spettatori. In effetti, il mondo interiore di Ruth si scontra con l’opinione della società su di lei, creando un effetto straniante che offre spunti di riflessione.

Nel complesso, The Unforgivable è un thriller abbastanza classico, con degli elementi di suspence e di mistero. Bisogna aspettare il colpo di scena finale per comprendere molte scene presenti nel film. Con un cast di livello mediamente alto, i personaggi vengono approfonditi in modo convincente, soprattutto dal punto di vista emotivo. La fotografia predilige toni cupi e grigi, rappresentando la situazione di tristezza e rassegnazione della protagonista – anche i suoi abiti sciatti contribuiscono a rendere queste emozioni. Emma Nelson sceglie di utilizzare la cinepresa a mano, per indicare il turbamento interiore e l’instabilità. Queste scelte della regia sono sicuramente azzeccate ed interessanti, anche se alla lunga risultano lievemente monotone.

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Chiara Daniela Zoja
Mi chiamo Chiara Daniela Zoja e sono una ragazza appassionata di DC Comics. La mia città ideale è Star City. Dopo anni passati a guardare film e serie TV, credo nell'impossibile. Colleziono e creo action figures, funko pop e lego.

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