Skull and Bones: la nostra recensione!

Sarà riuscita Ubisoft a creare un degno rivale di Sea of Thevies?

È da ormai molto tempo che i videogiocatori aspettano un nuovo gioco incentrato sulla pirateria, un degno rivale di Sea of Thieves, che possa farci finalmente rivivere quelle epiche battaglie vissute su Assassin’s Creed Black Flag. Leviamo le ancore, issiamo le vele ed avventuriamoci insieme nella nostra recensione di Skull and Bones made in Nerdpool, il nuovo disastroso titolo di Ubisoft.

Skull and Bones recensione

La trama?

Skull and Bones non ha una vera e propria trama, parliamoci chiaro. Dopo essere affondati con la nostra nave, attacchi dalla compagnia francese, dovremo ritornare dal nostro capitano con in mano un pugno di mosche. Partiremo quindi alle avventura con una serie di missioni che ci permetterà di scalare i ranghi pirateschi del gioco, andando man mano a sbloccare equipaggiamenti, nuove navi e nuove attività. Il problema reale è che non abbiamo nessun tipo di cutscene, momento importante o video che ci faccia capire le fasi salienti della storia, che in soldoni è talmente tanto affidata ai soli due Capi pirati disponibili al momento da sembrare inesistente.

Skull and Bones recensione

Una scelta assolutamente discutibile dato che oltre avere la durata media di una ventina di ore, la storia di Skull and Bones ci viene snocciolata tramite missioni che assolutamente non prevedono la nostra presenza. Saremo semplicemente dei pirati assoldati per guerre altrui, a volte anche senza chiedere e dandoci delle ricompense ignobili. Una volta raggiunto anche noi il livello di Capo verremo abbandonati all’unica attività endgame disponibile, che analizzeremo più avanti in questa recensione.

Siamo ben consapevoli che il gioco verrà aggiornato e migliorato nel tempo, magari aggiungendo una vera storia, ma dopo le dichiarazioni di Ubisoft che dichiaravano il gioco un quadrupla A non ci aspettavamo di vedere un gioco così vuoto e saturo di errori e bug.

La creazione del personaggio

All’inizio della campagna di gioco potremo creare il nostro personaggio scegliendo sesso, colore della pelle e qualche piccolo dettaglio come capelli e peli facciali, mostrando davvero un editor misero. Proseguendo però con la storia avremo la possibilità di acquistare nuovi elementi estetici, che renderanno il nostro personaggio davvero unico.

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Da notare che il nostro personaggio avrà una vera e propria evoluzione durante le nostre scorribande nei mari di Skull and Bones, scalando i ranghi pirateschi disponibili, che ci sbloccheranno nuovi vestiti e tatuaggi nell’Atelier dell’hub principale del gioco, permettendoci di caratterizzare alla perfezione il nostro personaggio.

Gameplay

Essenzialmente la premessa degli sviluppatori è stata mantenuta, in cui promettevano di esaltare le sessioni in mare a differenza delle sessioni a piedi, riducendo così le parti dove utilizziamo il nostro alter ego a dei semplici hub dove interagire con NPC e raccogliere risorse. L’intero gameplay è incentrato sui combattimenti in alto mare, dove il team ha semplicemente rimodernizzato il combat system di Black Flag, andando però ad eliminare il combattimento corpo a corpo durante gli abbordaggi, cosa che molto probabilmente verrà aggiunta in seguito.

Durante le missioni saremo costantemente impegnati ad attraversare miglia e miglia di mare aperto che, essendo molto lunghe, rendono il tutto molto noioso. Parliamoci chiaro, la base con cui si presenta Skull and Bones è un ottimo inizio, ma per un free to play. Presentare un gioco in questo modo, soprattutto dopo tutti i rinvii ricevuti, ci ha lasciato davvero con l’amaro in bocca.

Il combattimento in mare

Per quanto riguarda il combattimento in mare si può ben vedere che il team, oltre riutilizzare vecchi asset, ha aggiunto delle nuovi armi e meccaniche che ci permettono di creare delle build per affrontare delle vere e proprie battaglie epiche.

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Ogni elemento della nave ha una rarità, come anche le risorse, che diventando man mano più alta metterà a disposizione delle abilità speciali con cui ci cureremo più velocemente o arrecheremo più danno ai nemici. Le armi saranno anche in grado di infliggere degli effetti di stato, come per esempio il fuoco, che continueranno ad infliggere danni nel tempo alle navi nemiche, ma non solo.

In Skull and Bones potremo attaccare anche i vari insediamenti delle fazioni del gioco, garantendoci un ottimo loot per potenziare le nostre navi dal carpentiere o creare nuovi equipaggiamenti dal fabbro. Naturalmente più sarà alto il livello dell’insediamento, più sarà difficile conquistarlo, dato che dovremo abbattere tutte le difese e poi resistere agli attacchi delle navi nemiche che cercheranno di fermare la nostra conquista. Cosa che poi è stata completamente riutilizzata nell’unica attività endgame.

Il Timone e l’attività endgame

Nella nuova opera di Ubisoft, durante le nostre missioni principali, verremo contattati da un personaggio di Saint’Anne per una nuova fonte di guadagno. Stiamo parlando del Timone, un’organizzazione criminale che contrabbanda rum e oppio nel mondo di gioco. Avremo quindi a disposizione il retrobottega della locanda della città per cominciare ad accumulare risorse e vendere il prodotto finito, permettendoci di guadagnare i famosi pezzi da otto, monete che ci permetteranno di acquistare le armi più forti e gli elementi estetici più belli. Questo nuovo tipo di valuta andrà poi a determinare tutta l’attività endgame e le classifiche settimanali e stagionali, che ci garantiranno delle ottime ricompense.

Una volta terminata la campagna principale avremo la possibilità di conquistare gli opifici, semplici laboratori che in totale autonomia andranno a creare rum e oppio per poi venderli, lasciandoci il solito compito di andare a raccogliere i nostri pezzi da otto. Un’attività che riprende perfettamente la conquista degli insediamenti per il farming e le monete d’argento, andando però ad aggiungere degli elementi PvP. Difatti quando un opificio sarà disponibile per la conquista, ci verrà comunicato tramite un pop-up nella nostra visuale del gioco, che sarà poi visibile a tutti, in modo da far combattere i giocatori tra loro.

Abbiamo comunque apprezzato il fatto che il PvP è disponibile solo tramite questi tipo di eventi, in modo da non rovinare l’esperienza dei neofiti anche nelle prossime stagioni che sono già state confermate.

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Multiplayer

Se dai primi annunci era stato annunciata la possibilità di giocare con un gruppo di cinque persone, in Skull and Bones avremo la possibilità di giocare fino a tre persone nello stesso gruppo, oltre che avere naturalmente interazioni con gli altri giocatori online. Oltre il commercio e la chat vocale, che al momento non è ancora disponibile, potremo affrontare tutta la campagna accompagnati dai nostri amici oltre che affrontare eventi e sessioni di farming. Giocare con gli amici però andrà ad aumentare drasticamente la difficoltà del titolo, rendendo anche le più semplici battaglie molto più impegnative, niente di cui preoccuparsi se ci si organizza con i nostri compagni corsari. Da notare è che i punti esperienza sono completamente condivisi con i compagni della squadra, cosa che permette di scalare molto più velocemente i ranghi del titolo e di sbloccare gli equipaggiamenti più potenti.

Oltre il classico multiplayer, gli eventi disponibili nel gioco permettono di collaborare o di combattere gli altri abitanti del server, garantendoci mappe del tesoro, ottimo loot e nuove ricette per armi, navi e corazze oltre che le utilissime monete d’argento.

Grafica ed Audio

Il comparto visivo di Skull and Bones non è dei migliori, sembrerebbe infatti di giocare ad un ottimo titolo PS4 (lo abbiamo provato su PS5) ma non ad un titolo next-gen. Il gioco gira a 30 fps, il che rende molto più sensato scegliere la modalità Grafica a differenza della modalità Prestazioni, in modo da non avere cali di frame-rate.

Per quanto riguarda invece il comparto audio del gioco vediamo un lavoro fatto discretamente sia per quanto riguarda il doppiaggio sia per le canzoni cantate dal nostro equipaggio. Il ritorno di alcune canzoni come “Leave Her Johnny” di Assassin’s Creed Black Flag ci ha strappato una lacrimuccia, anche se preferiamo la versione originale della canzone. Il gioco non è doppiato in lingua italiana come quasi tutti i titoli di Ubisoft, scelta ormai presa dalla maggior parte dei titoli degli ultimi anni.

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Conclusione

Skull and Bones presenta una buona base su cui lavorare per diventare un vero e proprio gioco tripla A anche se ci saremmo aspettati molto di più. Partire da una base come Black Flag avrebbe dovuto facilitare il lavoro di Ubisoft in maniera esponenzialmente ma purtroppo ci troviamo di fronte ad un titolo che è essenzialmente vuoto e molto corto, in attesa di aggiornamenti per le prossime stagioni a venire. Aggiornamenti che renderanno sicuramente il titolo molto più interessante. Anche se l’imminente annuncio dell’arrivo di Sea of Thevies su Playstation potrebbe davvero sancire la fine prematura di questo titolo.

Una base buona si, ma per un free to play che diventerà il vero gioco finito dopo anni di aggiornamenti dalla sua uscita. Per non parlare poi del prezzo e delle dichiarazioni di Ubisoft che lo dipingevano come un gioco “quadrupla A” che hanno alimentato le speranze dei videogiocatori, resi molto scontenti da Mamma Ubisoft che come ben sappiamo non sta sfornando delle vere e proprie perle.

Skull and Bones è un titolo che permette ai videogiocatori di vivere un'esperienza al limite del sufficiente, dato che è realmente povero di contenuti. Una buona base su cui lavorare per un free to play, ma stiamo parlando di un tanto decantato titolo quadrupla A. Come sempre Ubisoft ha delle ottime idee ma di rado riesce a metterle in atto.

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