Nessuna stagione 2 per Nightflyers, la serie drama sci-fi tra horror e thriller psicologico tratta dalle novelle di George R.R. Martin (Game of Thrones).
SyFy, network americano che per primo ha trasmesso la serie, in co-produzione con Netflix, su cui Nightflyers è recentamente approdato, ha infatti cancellato la serie.

SyFy e la cancellazione delle serie tv

Jeff Byhler, sceneggiatore e tra i produttori esecutivi, aveva precedentemente rivelato che aveva in mente più stagioni.
Nightflyers è infatti il nome di una sola novella tra le tante storie raccolte nell’universo di Thousand Worlds di Martin.
Un universo che contiene tanti pianeti e tante specie e da cui poter attingere per una produzione ben più lunga.

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Nightflyers, grazie all’intervento di Netflix come co-produttore e distributore internazionale (assieme a UCP), era stata subito progettata come “straight-to-series“, senza passare dal pilot d’approvazione.

La cancellazione di Nightflyers è solo l’ennesima che SyFy effettua nel campo delle serie sci-fi ed horror: di recente anche l’annuncio della conclusione di Channel Zero.
Ma se Channel Zero era stata concepita come una serie di quattro stagioni ed ha avuto un notevole successo, più sorprendente è stata un’altra decisione del network.

Nonostante il progetto includesse anche il ritorno di Kevin Bacon nel franchise, SyFy ha infatti recentemente archiviato la serie tv Tremors, che non ha passato lo stage del pilot.

Il network aveva distribuito i dieci episodi della prima stagione di Nightflyers invece in sole circa due settimane e limitando le interruzioni commerciali.
Probabilmente la serie non ha riscosso il successo (ed il guadagno) sperato per SyFy, nonostante il discreto rating.
Oltretutto, David Ajala, una delle star della serie, è già stato scritturato come protagonista per il pilot per CBS di Under the Bridge.
Lo stesso Martin, pur risultando tra i produttori esecutivi, ha avuto una quasi nulla partecipazione alla stessa serie, in quanto legato a contratti con HBO ed impegnato per il prequel di Game Of Thrones.

Ricordiamo che se SyFy ha “abbandonato la nave”, Netflix non si è ancora pronunciata a riguardo.
Che ci sia ancora una porta aperta per questa particolare serie tv o almeno per altre trasposizioni delle novelle di Martin?

La serie: sinossi e cast

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Ambientata nell’anno 2093, la serie segue otto scienziati ed un telepate in una spedizione a bordo della Nightflyer.
La missione dovrebbe portarli ai confini del sistema solare per riuscire a contattare vita aliena ma terrificanti e violenti eventi iniziano a susseguirsi all’interno dell’astronave.
Il cast della serie include comprende Eoin Macken (The Night Shift), Sam Strike (EastEnders), Maya Eshet (Teen Wolf), Angus Sampson (Fargo), Jodie Turner-Smith (The Last Ship), Gretchen Mol (Boardwalk Empire), David Ajala (Falling Water)e Brían F. O’Byrne (Aquarius).

Voi cosa ne pensate di questa cancellazione? Avete visto Nightflyers o letto i racconti di riferimento di George R.R. Martin? Fatecelo sapere!

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2 Commenti

  1. Sinceramente mi sono alquanto rotto il beneamato gingillo, delle serie TV, illustro:
    Non che non mi piacciano, anzi, a differenza di molti anni fa, ora sembrano dei film sono più mature, fatto con mezzi etc, ma…e qui c’è un grosso ma!
    Sono semplici macchine per fare soldi, il che è anche logico, ma non quando devono fare 100,010 e chiudono se non guadagnano 100,009 lo trovo uan mancanza di rispetto per chi guarda, ed è scandaloso, posso capire non piacessero a nessuno….mi stupisce invece che certe porcate, vadano avanti.
    Punto 2, si quello di prima era il punto uno…serie che escono con 3 episodi all’anno della durata di 10 minuti ad episodio, escono a distanze abissali, una stagione dell’altra, tanto che ti sei dimenticato pure di averle viste! esempio in primis Stranger Things…la prossima stagione i ragazzi saranno all’ospizio a combattere contro l’osteoporosi.
    Tutto questo casino è figlio di una politica capitalistica sballata, ogno uno si crea il proprio player si produce le proprie serie, che se uno vuole vedere tutte quelle che gli interessano, deve sborsare un sacco di soldi, e registrarsi a 12 servizi diversi!
    Ed è proprio questo che poi porta al far chiudere alcuen serie, senza preavviso, questo è il fatto che, si dilungano troppo, per tenere lo spettato incollato il più possibile.
    Pensare che basterebbe creare un unico polo attrattivo, associare tutti da netflix hulu etc in un unico posto, dove vedere le serie acquistando mensilmente a pacchetti.
    A me sta cosa rode, da qunando mi chiusero serie come Firfly! e altre.

    • Ho compreso il discordo ma, almeno in parte, non condivido. Serie come Firefly hanno avuto onore ed onere di arrivare prima di molte altre e specialmente prima che le serie tv diventassero una moda. L’introduzione di servizi ed aziende quale Netflix hanno dei contro ma anche dei pro: sicuramente hanno portato ad una maggiore legalità, ad un poter investire soldi in nuovi prodotti ed anche di discreto livello (il che aumenta anche i tempi di produzione, sicuramente, e ne diminuisce il numero di episodi). Prima ancora di Netflix & Co una differenza era evidente tra serie di reti cable o broadcast. Negli USA la HBO è un’emittente a pagamento e quasi sempre ha portato serie con un numero ridotto di episodi e di un livello più alto della media e penso che l’ispirazione di molti servizi (non ultimo proprio HBO max) sia dovuto proprio a reti come questa, oltre che a un cambiamento a livello tecnologico e di diffusione dei prodotti, inevitabile sin dall’avvento di smart tv e non solo. Vero è che il mercato non lo decide il singolo per cui può succedere anche oggi che serie buone vedano una fine anticipata ed altre invece continuino ad esser prodotte. Faccio l’esempio di una piccola rete come The CW, che nonostante le entrate ridotte è riuscita a portare serie molto amate dai fans (e costose) ed abbia cercato di condurle avanti il più possibile, oppure quello di alcuni titoli salvati proprio da aziende proprietarie di servizi streaming (basti pensare a Netflix con Lucifer). Per quanto mi riguarda, ribadisco, comprendo che certe cose possano rodere, tra cui la chiusura di Firefly, perchè son malata di serie tv (ben più che di film) da quando ne ho memoria ed ancora adesso vedo titoli cancellati “ingiustamente” però, sinceramente, molto meno in paragone all’offerta data. Anche la ABC di recente ha annunciato, per dire, in anticipo la chiusura di HTGAWM e son scelte fatte sia per non tirar avanti troppo alcune sceneggiature già esaurite, sia per impegni concomitanti degli attori (la produzione di una serie tv portà sì soldi nelle tasche del cast ma insieme ad un impegno notevole da parte di tutta la troupe, mesi e mesi sul set, specie per canonici titoli da tv USA e non streaming). Un’altra cosa positiva è la fine di un totale monopolio di serie statunitensi e la possibilità di produrre “telefilm” in diversi Paesi, Europei e non (anche se ovviamente gli USA son avanti anni luce in quanto a numeri proprio di produzione sia cinematografica che seriale). Mi scuso se forse non sarò stata esaustiva anzi… so di non esserlo stata. Il discorso qui sollevato è enorme e, come ho detto che in parte non concordo, per altre capisco ed approvo ogni parola. ps. piccola parentesi riguardante Stranger Things: ahimè è successo anche con Harry Potter o tanti altri titoli ma ora tutti usano Faceapp, per cui l’osteoporosi potrebbe diventare di moda xd

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